Siria, lo scontro senza fine

11/08/2012 - La Clinton arriva in Turchia. Rapiti quattro giornalisti, mentre Aleppo è ancora nel sangue

Siria, lo scontro senza fine

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton è arrivata nella notte in Turchia, dove discuterà del conflitto in Siria. La Clinton si incontrerà a Istanbul con il presidente Abdullah Gul ed il capo del governo Recep Tayyip Erdogan, insieme ai quali chiederà il sostegno all’opposizione siriana, gli aiuti umanitari e la transizione politica del Paese.


SCONTRO A FUOCO –
Nel frattempo uno scontro a fuoco tra forze giordane e siriane e’ avvenuto nella notte lungo il confine tra i due paesi a seguito dell’ingresso in territorio giordano di un gruppo di profughi tra i quali figuravano disertori del regime siriano. A renderlo noto e’ stata una fonte delle forze di sicurezza di Amman che ha parlato di una sparatoria tra pattuglie delle guardie di frontiera dopo che le forze siriane avevano aperto il fuoco contro un gruppo di circa 500 profughi che cercavano di entrare in territorio giordano. Le forze giordane avrebbero risposto al fuoco di quelle siriane che prendevano di mira i profughi ormai entrati in Giordania vicino al villaggio di confine di Al Shajerah. Nell’intenso scontro durato circa mezzora nessuno sarebbe rimasto ferito da parte delle forze giordane. Nel gruppo di profughi passati in Giordania, secondo attivisti siriani, decine di alti esponenti militari siriani che hanno deciso di disertare.

AD ALEPPO – Prima dell’alba ad Aleppo le forze fedeli al regime di Bashar al-Assad hanno rilanciato l’offensiva per espugnare la seconda citta’ della Siria, in corso ormai da quattro giorni consecutivi: secondo fonti giornalistiche presenti sul posto, un caccia-bombardiere Mig-21 di fabbricazione russa ha sganciato almeno quattro bombe su postazioni dei ribelli nella zona di Hanano, situata appena 3 chilometri a sud-est del centro storico. Uno degli ordigni ha colpito una caserma controllata dal Libero Esercito Siriano, braccio armato della resistenza formato per lo piu’ da disertori, mentre un’altra ha preso in pieno un edificio residenziale, provocando il ferimento di numerosi civili. Nel frattempo il Consiglio Nazionale Siriano, principale cartello delle forze di opposizione, ha confermato che i bombardamenti governativi hanno pesantemente danneggiato la Cittadella della capitale economica della Siria, risalente al XIII secolo e inserita in un complesso di siti storico-archeologici proclamati patrimonio dell’umanita’ dall’Unesco fin dal 1986. Quanto alla strage di ieri in un panificio situato nel quartiere orientale di Tariq al-Bab, centrato da una bomba, il bilancio aggiornato e’ di almeno dodici morti accertati, tra i quali tre bambini, e di venti feriti.

E DAMASCO? - Spari ed esplosioni sono state udite anche in altri settori della capitale, secondo quanto hanno indicato degli attivisti e una Ong. “L’Esercito siriano libero (Esl) è riuscito a riprendere qualche posizione strategica” nel quartiere di Salaheddine, principale roccaforte dei ribelli in città, ha detto Abdel Qader Saleh, un comandante dell’Esl, formato da disertori e civili che hanno imbracciato le armi. “I combattimenti sono violenti e non si sono fermati nelle ultime 24 ore. Diversi settori di Aleppo sono sotto bombardamento”, ha aggiunto il capo delle operazioni del battaglio “Tawhid” nella regione di Aleppo. I ribelli avevano detto di aver eseguito un ripiegamento “tattico” da Salaheddine, di fronte all’avanzata elle truppe regolari, mentre il regime di Damasco aveva annunciato la conquista completa del quartiere.

L’ITALIA – ‘L’unica via d’uscita credibile dalla crisi siriana e’ un governo di intesa nazionale’ nell’interesse anche della Russia perche’ ‘se il conflitto proseguira’ il regime di Assad ne uscira’ comunque sconfitto e sulle macerie ci saranno solo Al Qaeda e il radicalismo’. Lo afferma in una intervista a Quotidiano Nazionale il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che invita Mosca a rivedere la sua posizione. ‘La no fly zone – dice il titolare della Farnesina – puo’ essere una carta necessaria per evitare questo massacro spaventoso. In concreto la considero pero’ un’ipotesi remota. Gli inglesi confermano l’intenzione di molti alleati di fornire aiuti non letali alla resistenza ma siamo ancora ben lontani dalla fornutira di mezzi militari e ancor piu’ dall’invio truppe, che nessuno pensa in alcun modo di poter dispiegare senza un quadro giuridico che sappiamo non essere nell’ordine delle cose’. Ora la comunita’ internazionale ‘e’ focalizzata sulla nomina del successore di Kofi Annan. Ci aspettiamo che il suo mandato sia piu’ solido’. La ‘vera urgenza’ pero’ sono i profughi: ‘Ne ho parlato ieri con il ministro degli Esteri francese Fabius’ e ‘ci muoveremo a Bruxelles anche con i francesi per sollecitare la Ue’ ad accrescere ‘esponenzialmente gli aiuti umanitari’. Infine, sulla vicenda ancora non risolta dei maro’, Terzi ribadisce che ‘sono stati presi con l’inganno’ e che ‘la nostra priorita’ e’ assicurare loro la sicurezza e la dignità’.

IL MINISTRO LIBANESE – Dopo tre giorni di interrogatori, il procedimento a carico dell’ex ministro libanese dell’Informazione, Michel Samaha, passa ora a un tribunale militare. Lo riportano i media libanesi. Samaha, secondo l’edizione online del quotidiano The Daily Star, verra’ incriminato per coinvolgimento nella pianificazione di attacchi terroristici. L’ex ministro, noto per le sue posizioni filosiriane e molto vicino al presidente siriano Bashar al-Assad, continuera’ a essere interrogato nei prossimi giorni. Stando al sito web del quotidiano An-Nahar, Samaha – ascoltato dagli uomini dell’intelligence delle forze di sicurezza interna – e’ sospettato di aver avuto un ruolo nel trasferimento di esplosivi dalla Siria per sferrare attacchi in Libano, nella zona dell’Akkar (nel nord), con l’obiettivo di portare a un’escalation di violenze nel Paese. Il quotidiano libanese al-Joumhouria riferisce che l’ex ministro avrebbe confessato agli inquirenti di aver agito su ordine di Assad. La Siria ha esercitato per 29 anni, fino al 2005, una tutela politico-militare sul Libano. Samaha e’ stato fermato giovedi’, ufficialmente per ‘motivi di sicurezza’, dopo perquisizioni nel suo ufficio e nelle sue abitazioni a Beirut e Khinshara, nel Metn, dove sono stati sequestrati documenti, telefoni, un computer, cd, filmati e alcune auto.

QUATTRO RAPITI - Quattro dipendenti della tv governativa siriana Al-Ikhbariya sono stati rapiti ieri in un sobborgo di Damasco. Lo ha confermato il direttore dell’emittente, Imad Sarah, dopo che ieri l’Osservatorio siriano per i diritti umani (ong con sede a Londra) aveva dato notizia del sequestro di tre giornalisti mentre erano al lavoro al seguito delle forze governative. In dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, Sarah ha confermato che i quattro erano al lavoro nella zona di al-Tall, a nord della capitale, e ha riferito che sono stati sequestrati da un ‘gruppo armato’. Non e’ chiaro quanti siano i giornalisti tra le persone sequestrate. A fine giugno gli studi di al-Ikhbariya sono stati obiettivo di un attacco che ha fatto sette morti.

VENTISEI MORTI
– E’ di 26 morti il bilancio odierno delle persone uccise dalle forze di sicurezza. Lo riferisce la Commissione rivoluzionaria siriana citata dalla televisione araba al-Arabiya. Anche oggi si combatte ad Aleppo, nel nord della Siria, dove i ribelli affermano di aver ripreso delle postazioni nel quartiere di Salaheddine. Violenti scontri tra esercito regolare e ribelli sono in corso anche nel quartiere Tamadoun a Damasco. Spari ed esplosioni sono state udite anche in altri settori della capitale, secondo quanto hanno indicato degli attivisti e una Ong.

 

13 Commenti

  1. marcantonio scrive:

    assad, schifoso bastardo, crepa affogato in una fogna

  2. Pierpaolo scrive:

    I clandestini dalla Siria?
    Mandarli tutti a casa di Terzi di Sant’Agatha!

  3. icà mapìl socoìtl scrive:

    icà mapìl socoìtl

  4. frau scrive:

    fesdry, fretty be dreddys, fdercdsw, gytuyd. Begrymh,todeistth be fredsylom, ghirnirei be fregy todheism,hyuderetsy! Dirtyfe,be frety: niughy! Bihe, fretry jounghes fruoity.

  5. carlo quinto scrive:

    Avete il coraggio ancora di parlare di LIBERTA’ E DEMOCRAZIA? Rapire i giornalisti ,ammazzrli,distruggere le stazioni televisive.La libertà di stampa per gli altri non conta,conta solo quella occidentale? fatemi il piacere…..Nessun organismo fino adesso ha condannato il fatto,fosse altri giornalisti? APRITI CIELO ….

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