“Me lo presentò come un suo carissimo amico”. Filippo Alberto Rapisarda, un imprenditore vicino a Cosa Nostra e vecchio datore di lavoro del senatore , raccontava così del legame tra lui e Ugo Martello, il mafioso appena arrestato a Milano.
Proprio nel giorno della pubblicazione dell’intervista in cui uno dei massimi simboli antimafia, lo scrittore Roberto Saviano, elogia il ministro degli Interni del Governo Berlusconi, Roberto Maroni, per l’”azione di contrasto militare contro i clan”, a Milano viene arrestato Ugo Martello, un mafioso che in passato aveva avuto un rapporto diretto con uno dei più fedeli collaboratori del Premier Silvio Berlusconi, sia nella sua attività imprenditoriale che politica, ovvero il senatore Marcello Dell’Utri, già condannato e tuttora sotto appello per concorso esterno in associazione mafiosa. Davanti ai giudici in più occasioni si è fatto riferimento a questo legame.
COSA NOSTRA A MILANO - Nel 1994, ad esempio, era il pentito Gaspare Mutolo a fare un collegamento tra Marcello Dell’Utri e il mafioso Ugo Martello, detto Tanino, che il ministro Maroni oggi descrive come “esponente della mafia palermitana a Milano” e “referente importante da oltre 40 anni”. Non a caso Mutolo citava Martello proprio relativamente agli interessi di Cosa Nostra a Milano. Il ricavato delle attività illecite, riferiva Mutolo, veniva reinvestito nell’edilizia principalmente, ma c’erano anche coloro che, specificava il pentito, come “i fratelli Bono, Ugo Martello e Salvatore Enea, operavano ad un livello più alto e importante dal punto di vista imprenditoriale”. Martello ed Enea – come dimostreranno le attività della Criminalpol e come ricordano Leo Sisti e Peter Gomez ne “L’Intoccabile, Berlusconi e Cosa Nostra” – trattavano da pari a pari con imprenditori dal fatturato miliardario. Diceva Mutolo: “Il pericolo dei sequestri, allora molto frequenti, portava gli industriali ad entrare in contatto con gli uomini d’onore, anzi a desiderarne la protezione. Chiaramente, una volta entrato in contatto con Cosa Nostra l’imprenditore non poteva e non può più allontanarsene e deve consentire alle varie richieste che possono venire dagli uomini d’onore con cui è entrato in contatto. Tra queste, indubbiamente, c’è anche il reimpiego di capitali d’illecita provenienza”.
DISSE MANGANO - Poi Mutolo, inquadrato il contesto, entrando nei particolari, parlava di un legame tra Martello e il dirigente Publitalia: “Mentre eravamo in carcere insieme, Vittorio Mangano mi disse che alcune somme di denaro provenienti da Pippo Calò, Salvatore Riina, Ugo Martello e Pippo Bono, erano state reinvestite a Milano da parte di Dell’Utri, che veniva considerata una persona seria, cioè affidabile ai fini della nostra organizzazione. Sempre Mangano in passato mi disse che Dell’Utri era stato vicino a Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti”. E in effetti l’ufficio di Martello in via Larga a Milano, poco distante dal Duomo, era frequentato anche da personaggi del calibro di Robertino Enea, i fratelli Pippo, Alfredo Bono, Mimmo Teresi, Gaetano Cinà, perfino Stefano Bontate e Tommaso Buscetta. E’ proprio lì, ad esempio, che ad inizio ani ’70 Bontate, Teresi, Cinà e Francesco Di Carlo, poi pentito – sarà lui a raccontare l’episodio – si incontreranno prima di presentarsi al cospetto di Dell’Utri e un suo amico, un rampante imprenditore milanese di nome Silvio Berlusconi.
L’AMICO DELL’UTRI – Ma c’è di più. Qualcuno che conosce molto bene Dell’Utri, meglio di Mutolo, era riuscito già precedentemente a dare dettagli più precisi. E sorprendenti. Ben prima di Mutolo, infatti, aveva provveduto già il finanziere siciliano in odore di mafia Filippo Alberto Rapisarda, col quale Dell’Utri ha lavorato per parecchio tempo, fin dalla fine degli anni ‘70, a raccontare – nel 1987 – di un incontro ravvicinato tra il senatore e Martello. Rapisarda era un conoscente dei vertici di Cosa Nostra, il “braccio finanziario di ambienti affaristico-malavitosi” (si definiva così in privato), raccontava di aver assunto Dell’Utri perché indicatogli da Gaetano Cinà, un mafioso che Rapisarda considerava letteralmente “uno a cui non si poteva dire di no”. Ecco cosa ricordava del mafioso appena arrestato: “Negli uffici di via Chiaravalle (sede dell’Inim, centro dell’impero di Rapisarda, nda) veniva spesso un amico di Marcello Dell’Utri che poi seppi dai giornali essere il latitante Ugo Martello. Dell’Utri me lo presentò come un suo carissimo amico, specificando che si trattava di una persona di tutto rispetto… Marcello mi disse che una sua società era rimasta creditrice della Venchi Unica. Quel debito, aggiunse Dell’Utri, “fallimento o non fallimento, andava onorato se non si voleva incorrere in dispiaceri”. Coincidenze, paradossi, anomalie? Sicuramente, e più semplicemente, cattive amicizie.





















vabeh, amico….conoscente
Quindi, più che di cattive amicizie, potremmo parlare di cattive conoscenze..:-)
E’ per questo che mi piace essere un NON conoscente di certi personaggi che definiscono un mafioso un “eroe”.
Un caro saluto pre-natalizio
C.
Mi rendo conto che più della capacità del Cavaliere, ciò che lo rende forte è lo Squallore dell’opposizione (PD.) la Sua incapacità di liberarsi di una DIRIGENZA sconfitta e che MAI è stata all’altezza delle sfide per l’ITALIA. Quando ha vinto le elezioni, ha dovuto affidarsi ad un ESTERNO appoggiato (non si sa da chi) da poteri che chiamavano “occulti”, da anni non conta con un dirigente con IL PRESTIGIO SUFFICIENTE DA POTER USCIRE NELLA STRADA A TESTA ALTA. M’illudevo fosse Bersani, fino ad oggi, non mi sembra.
Nel PDL, sono in corso DUE Faide, UNA dei Siciliani di Silvio contro quelli di Casini, e UNA’ALTRA , tra FINI da un lato, e BOSSI dall’altra. Sarà una guerra che finirà con un compromesso (come sempre) la prima (ecco perché è assurdo trattare con Casini, sarà sempre con LORO), l’altra, sarà all’ultimo sangue, la vecchia onestà di AN. contro l’”"avventurismo”" della LEGA, penso vincerà FINI, senza BOSSI la LEGA non ha niente, ZERO, zero filosofia, zero capacità individuali, zero tradizione, zero di zero. E non critico la LEGA, stanno facendo quello che avrebbero dovuto fare i parassiti di sinistra.
Ma si, perchè non scrivere amico di bwerlusconi… Un titolo un po’ meno “santoriano” sarebbe stato più intelligente. Se per puro caso dell’Utri venisse assolto in appello? Se per caso un tuo amico fosse un mafioso, tu sei sicuro di saperlo? bisognerebbe dare le notizie in maniera meno “di parte” ed essere più garantisti
L’autore dell’articolo, un anziano, è un noto complottista.
http://www.giornalettismo.com/archives/44707/aggressione-a-silvio-ipotesi-di-complotto/
Vi fidate di quello che racconta?
Temo le sue fonti – che non cita – siano Travaglio, un pregiudicato per manipolazione delle fonti e ora condannato in via definitiva e Beppe Grillo, quello della bufalla della palla miracolosa…o forse il settimanale comunista L’espresso…
Mi spiace per te, non sono complottista, esattamente come non è complottista il pezzo che hai linkato. Temo che tu non l’abbia letto o, se lo hai fatto, ti sei fermato al titolo. Ed oltretutto le mie fonti non sono nè Traveglio, nè Grillo.
Ritenta.
Buon Natale
e con la figura di emmenthal del signorino, che non ha letto il pezzo – che smentisce l’ipotesi di complotto a proposito dell’aggressione a Berlusconi – e ha dimostrato per l’ennesima volta di non comprendere quello che legge, auguriamo buon natale a tutte le persone normali che invece frequentano questo sito per informarsi e confrontarsi con gli altri, invece che per ossessive convinzioni “politiche”, che forse avrebbero bisogno di una seria diagnosi.
[...] Blitz antimafia: arrestato l’amico di Dell’Utri [...]
… su amici. E’ Natale. Deponete la mannaia di guerra e beveteci su (la birra é comunista? Non avete mai discusso della questione tra di voi? Se si credo che la berrò comunque, alla salute di tutti). Mi ponevo però una questione. Se vi sedete alla mia tavola vi offro una birra. Ma se si siede Ugo, che è amico di Franco che è mio amico ma io Ugo non so neppure chi cacchio é, come posso essere io collegato a Ugo? Io son contento di offrire una birra ad Ugo (sempre che poi un giro lo offra anche lui, se no non vale), ma se Ugo é un anarchico, posso io esser definito anarchico, colluso con l’anarchia, amante indiretto dell’entropia?…
PS: Ugo, io la birra te la offro lo stesso, anche se mi fai fare figure da pirla. Da quando ci siam ritrovati a bere insieme, dicono che io stia pensando di occupare il cimitero monumentale per farne una comune!
Pace e amore a tutti voi – un elettore di destra -
Aldilà del fatto che Dell’Utri non è risultato essere “solo” amico di Martello, ma di diversi altri personaggi che, per gentilezza, definirei “non proprio pulitissimi” (il che significa o che se li cerca mafiosi, o che ha una sfiga veramente tremenda perché tantobene ogni volta che conosce qualcuno, questo è colluso con Cosa Nostra – a me non capita, per esempio), ma il discorso qui è ben diverso: non si parla di una semplice conoscenza indiretta ma di Rapisarda che afferma che Martello era per Dell’Utri “un carissimo amico”. Per cui casomai si tratta di ritenere Rapisarda un cazzaro, anche se non è ben chiaro perché TUTTI i pentiti che parlino dei rapporti fra il simpatico Marcellino e esponenti di clan mafiosi siano da considerare dei bugiardi. Che siano tutti comunisti?
E rispondo anche al tizio sopra: se anche Dell’Utri venisse assolto in appello, innumerevoli suoi rapporti con mafiosi rimarrebbero assolutamente provati (ad esempio quelli con Mangano, anche negli anni ‘90, come risulta dalle stesse agende di Dell’Utri – agende comuniste?), o episodi che lo stesso Dell’Utri ha confermato (come la presenza al matrimonio di Geronimo Fauci a Londra – lì s’inventò che non conosceva gli sposi e che era andato a Londra per una mostra sui vichinghi). Per cui prima di far sedere un tizio del genere in Parlamento ci penserei 500 volte.
Terza cosa: al tizio che ha scritto che Travaglio è stato condannato definitivamente per “manipolazione delle fonti” (un reato che s’è inventato lui un quarto d’ora fa) vorrei far sapere che Travaglio NON E’ stato condannato definitivamente per il caso Previti (quando scrisse, se non sbaglio, che Previti era presente a una riunione con dei mafiosi mentre in realtà era stato presente solo PRIMA nello stesso posto), e non solo. Per il libro in cui parla dei rapporti fra la mafia, Dell’Utri e Berlusconi (cioè “L’odore dei soldi”, quello dell’intervista storica con Luttazzi) fra lui e Veltri si sono beccati un totale di OTTO cause da parte di Confalonieri, Berlusconi e compagnia. E che tu ci creda o meno, le hanno vinte TUTTE. Ah già, ma sono i giudici comunisti, come non detto.
Purtroppo vi sta difficile riconoscere che se Travaglio fosse veramente un cazzaro a quest’ora, considerando che parla di Berlusconi e della sua ghenga quotidianamente, sarebbe sotto un ponte, rovinato e gettato sul lastrico da una tonnellata di cause perse intentategli da tutti i soggetti tirati in ballo nei suoi libri e nei suoi articoli.
Che Travaglio sia un cazzaro è cosa abbastanza palese, non guadagnerebbe miliardi pubblicando con taglia e cuci sentenze pubbliche con beoti che lo leggono. Al di là di questo, sul punto mi chiedo se hai letto bene anche i commenti sotto, come quello del birraio. Riformulo più terra terra: Se domani tu scoprissi che un tuo amico è un mafioso, un pedofilo, un qualcosa del genere, di riflesso lo diventeresti anche tu? Magari perchè 20 anni prima gli hai prestato 100mila lire finanziando… la sua prima pistola??? Un dubbio lo concedo anche a te sai?
Come ti ha ben risposto anche Z. sotto, il punto è che la condanna a Dell’Utri, caro il mio Fabio, non si basa certo solo sul fatto di essere “amico di amici di amici di amici” di UN mafioso, ma (oltre che su documenti, alcuni dei quali provenienti dallo stesso Dell’Utri come – appunto – la sua agenda o intercettazioni telefoniche) sul fatto di aver avuto rapporti diretti con NUMEROSI mafiosi o persone comunque pregiudicate e ben note nel “giro” siciliano (e malavitoso in generale).
Essere amico di UN mafioso potrebbe essere un caso e non trasforma automaticamente una persona, a sua volta, in un criminale(può anche darsi, come dici, che qualcuno che frequento abitualmente sia un poco di buono, sebbene ora io non ne abbia idea), essere amico o amico di amici di decine di mafiosi comincia invece ad essere un po’ troppo per una semplice coincidenza. Specie se, appunto, a queste innumerevoli conoscenze malfamate si aggiungono riscontri chiari come registrazioni telefoniche o appunti scritti di proprio pugno.
Poi sei libero di credere quello che ti pare, ma in tutta sincerità faccio fatica a immaginare che saresti ostinato alla stessa maniera se invece di Dell’Utri, ad aver avuto queste frequentazioni fosse stato… che so… un Francheschini o un De Magistris. E cito Z. che condivido pienamente: “La cosa che più preoccupa è dover assistere a questo fenomeno che ormai definirei religioso, per il quale una parte della popolazione di questo paese è disposta ad insultare la propria intelligenza e a negare l’evidenza dei fatti, pur di conservare il suo culto fideistico nei confronti di Silvio Berlusconi.”
Ah, per inciso, Travaglio è un cronista giudiziario e pertanto riportare sentenze o estratti di sentenze è parte del suo lavoro (e neanche troppo rilevante, perché in realtà la maggior parte degli articoli di Travaglio consiste in analisi sulla situazione politica), sentenze che pur essendo – come dici tu – pubbliche, non vengono pubblicate da nessun’altro, sebbene spesso siano estremamente rilevanti.
E comunque è proprio leggendole, le sentenze, che si evitano figure da cioccolataio (o semplicemente da ignorante) del genere:” un tribunale ha dato 9 anni a Dell’Utri solo perché lontanamente amico di un mafioso”, lasciando ad intendere che non esistano altre prove della sua contiguità con Cosa Nostra.
si Ugo….la Birra…. mache sei scemo…. questi si bevevano i miliardi… leggiti qualcosa sulla Banca Rasini…. e prosit…
Fabio, scusa, ma l’arrampicata sugli specchi è la tua specialità?
Grif aveva già risposto a questa tua obiezione.
Aldilà degli innumerevoli riscontri oggettivi riguardo alle frequentazioni di Dell’Utri (agende, intercettazioni, Mangano, Rapisarda, Cinà e chi più ne ha più ne metta), ci sono almeno una decina di pentiti ritenuti affidabili dalle procure che fanno il suo nome.
Per quanto riguarda la tiritera dell’amico dell’amico…guarda che in Sicilia a certi livelli tutti sanno chi sono i capibastone e lo devono sapere, per non commettere sciocchezze.
Dal quadro che si evince dalle emergenze processuali affermare che Dell’Utri non fosse organico agli interessi della mafia significa negare che la mafia esista. Ma son certo che arriveremo anche a questo.
La cosa che più preoccupa è dover assistere a questo fenomeno che ormai definirei religioso, per il quale una parte della popolazione di questo paese è disposta ad insultare la propria intelligenza e a negare l’evidenza dei fatti, pur di conservare il suo culto fideistico nei confronti di Silvio Berlusconi.
La resa della ragione e l’assenza di spirito critico hanno sempre prodotto mostri, tanto a destra quanto a sinistra.