Valigie amare

di - 10/08/2012

Valigie amare
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Ed eccoci qui a Ferragosto, con Monti che si getta in osservazioni degne di un politico peraltro poco avveduto e l’Italia che va a rotoli in gloria. Evviva. Si è aperta solerte la pausa estiva, la lunga pausa estiva che i nostri politici si prendono per ristorarsi dalle fatiche. Oh poveri, che fatica! Sudo per loro, come avrebbe detto mia nonna. Il telegiornale dice che va tutto bene, che al limite ci verranno chiesti nuovi sacrifici ma insomma quando i sacrifici vanno fatti bisogna farli. Quando l’alternativa è sentire certe solenni baggianate è ovvio che uno si appassiona alle Olimpiadi (anche se sono un po’ stufa di veder perdere l’Italia) e ai problemi di doping dei giovanotti provenienti dalle regioni a statuto autonomo.

PANEM ET CIRCENSES, SOPRATTUTTO PANEM –
Purtroppo le Olimpiadi finiscono e insieme a loro il panem et circenses. Arrivano però i giorni centrali di agosto, in cui si è ufficialmente autorizzati a spegnere il cervello. Un altro modo in cui si concretizza il concetto di panem et circenses del quale ci siamo pasciuti per decenni. Solo che adesso i circenses funzionano sempre meno efficacemente perché scarseggia il panem. Ci siamo accorti che i circenses possono pure essere belli quanto si vuole, ma quello che è importante è soprattutto il panem. Come si facesse prima a non capirlo non si sa, ma c’era un bel po’ di gente che non lo capiva. Beati dormienti, che piano piano, spesso controvoglia, si destano. Sarebbe bello doparsi per vincere tutto e poi andare a piangere alla tele e invece tocca restare lucidi per non perdere tutto e non conviene piangere, perché tanto alla banca non si commuove nessuno. Quindi con ciglio asciutto tanto quanto il portafoglio noi italiche genti andiamo via qualche giorno o addirittura restiamo, mentre Monti incontra i leader politici, che hanno già le valigie pronte, per approntare la seconda fase del piano anti-debito, che ci colpirà tra capo e collo a settembre, quando loro torneranno dalle vacanze freschi e riposati e noi non saremo né freschi né riposati, ma solo ustionati come polli spennati lasciati sotto il sole.

CONTENTI – Non so a voi, ma a me vengono i brividi solo a sentir parlare della seconda fase del piano anti-debito che ci aspetta a settembre. Poi mi arrabbio perché ne parlano tra loro prima di andarsene via e non ci anticipano niente. Lo faranno per farci trascorrere un felice Ferragosto? No, non lo fanno per questo motivo. Lo fanno perché in ogni caso loro cadono sempre in piedi, mentre noi qui si arranca di brutto. È arrivato il momento in cui chi di noi può fa ancora le valigie e parte. Ma quest’anno le valigie sono più amare del solito, perché davvero a pochi non è capitato di incontrare qualcuno che se la passa male e bisogna proprio avere un cuore di marmo per chiudere la cerniera della Samsonite e lasciare fuori il mondo. Non me la sento di dire che me ne vado a fare qualche giorno di meritate ferie perché so bene che le ferie se le meritano anche persone che conosco bene e che non potranno andare da nessuna parte. L’aggettivo meritato non ha più il sapore di una volta, perché il merito, a guardarsi intorno, è qualcosa di assai aleatorio e i premi se li spartiscono molti non meritevoli. Intanto ci danno il contentino dell’abbassamento dello spread, giusto per farci partire contenti. E mazziati.

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