Il grillino che non vuole far parlare Josefa Idem

di - 10/08/2012

Il grillino che non vuole far parlare Josefa Idem
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Giovanni Favia è un consigliere del MoVimento 5 Stelle in Emilia Romagna del quale apprezziamo da sempre l’impegno politico: lo ricordiamo mentre, in assoluto accordo con la comunità scientifica in servizio permanente effettivo su Facebook composta da sciachimisti, signoraggisti e seguaci degli Illuminati, chiede una commissione d’inchiesta sul terremoto in Emilia. In altre occasioni, coerentemente con la libertà di parola e la democrazia dei Casaleggio’s, lo abbiamo ammirato mentre vietava domande o stimolava il dibattito interno al MoVimento.

Oggi però Favia raggiunge il suo parossismo in un post del blog di Beppe Grillo. Riferendosi alla frase su Grillo che sarebbe un “pataca” di Josefa Idem, prima fa notare che ” Josefa è un’esponente del PD dell’Emilia Romagna (dal 2001 al 2007 assessore allo Sport del comune di Ravenna. Dall’ottobre 2009 è responsabile sport del PD)”. E già qui, c’è da capirlo, la storia ci puzza. E’ come se un consigliere regionale – mettiamo: dell’Emilia Romagna – eletto grazie a Grillo, difendesse a spada tratta Grillo: che credibilità avrebbe?

Ma il punto è un altro, e qui vale la pena mettere il quote sulla frase di Favia:

Trovo invece scorretto che la Idem, esponente PD, usi la sua vetrina ed immagine di atleta azzurra per attaccare un antagonista politico

Ed è impossibile dare torto a Favia: è come se un comico sfruttasse la popolarità accumulata negli anni per costruire un partito politico. Uno scandalo, una vergogna, uno schifo. E Favia non l’ha detto, ma lo pensa chiaro e tondo: se becca per caso qualche comico a fare tutto ciò, gli fa un culo così.

 

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86 Commenti

  1. ivanodue3 scrive:

    ECCO IL LINK DOVE POTETE VEDERE IL VIDEO

    http://www.youtube.com/watch?v=M1g5SH-22NE

  2. Non mi stupirei se Grillo facesse parte di Scientology, ho conosciuto anni fa una coppia con modi di fare e di parlare proprio come quelli di Grillo e poi si dedicava con passione a convincere un po’ tutti alle loro idee che non sembravano direttamente associate a Scientology, poi ho scoperto che erano attivisti di questo movimento e anche i più fanatici.

  3. Giancarlo scrive:

    Anche io sono passato per la mia fase “grillina”, quando in TV la facevano da padrone i vari La Russa e Gasparri, Straguadagno e Santanchè. Ma oggi Grillo mi sembra più conservatore e destrorso di quelli li. E poi, anche se ho letto il programma sul sito, non mi pare che i Grillini si battano per quello. Rispetto tutti, è solo una mia opinione. Ma quel Favia non mi convince per niente…

  4. Max scrive:

    Meglio dare spazio a lei che a un idiota frustrato come te.

  5. Hyksos scrive:

    No, dovrebbero dare cazzo a quella scoreggia di rospo di tua madre, finto-Hyksos.

    • Hyksos scrive:

      Eh, però non vale, cancellate i commenti del troll che si finge me ma lasciate qui le mie risposte “salaci”: così finisce che la figura del lunatico la faccio io… :)

  6. max850gt scrive:

    una precisazione: cari giornalisti e cari commentatori, josefa idem voleva dire e ha detto : “pataca”. e non “patacca” con 2 “c” come si dice in buona parte d’italia. josefa ha sposato un romagnolo, abita in romagna ed è una romagnola, quindi voleva usare a proposito di b.g. la nota espressione romagnola con una sola “c”. sono 2 cose diverse con 2 significati diversi. grillo l’è un pataca, sottoscrivo.

    • Fireman scrive:

      Grazie! L’unico commento utile di tutta la pappardellosa discussione! Non lo sapevo affatto e non l’ho visto sottolineare da nessun altro. È bastata una rapidissima ricerca ed ecco il risultato, abbastanza illuminante direi: Il pataca in fondo è uno incline all’esibizionismo, uno che cerca il consenso e l’applauso, e le pataccate “ al patachèdi “ sono la conseguenza del bisogno di essere considerato,di essere al centro delle attenzioni ,anche a costo di esagerare.

    • Una precisazione inutile, visto che nell’articolo c’è scritto “pataca”.

  7. luca Schiavoni scrive:

    ma se Totti dopo un gol dicesse in TV “Berlusconi è una patacca” cosa sarebbe successo ? Domando cosi’ eh.

  8. ernest ameglio scrive:

    Leggo commenti sempre più sballati. Ogni Italiano dovrebbe fare un soggiorno dove veramente la gente è democratica o dove, comunismo e corano sono i soli concetti ammessi. Chissà, fors, dopo, scriverebbero meno inezie.

  9. iustitia scrive:

    Bene difendere le olimpiadi farcite di missili sui tetti, che gli atleti ci parlino di questo anzi di difendere il regime di SuperMonti.

  10. Vittorio scrive:

    Grillo, SUL SUO BLOG (che legge solo chi ci va appositamente, lontano dai riflettori quindi) E SENZA ATTACCARE NESSUNO, ha espresso l’opinione che ormai le Olimpiadi costituiscono un’occasione per esacerbare i rispettivi nazionalismi.
    La Idem (esponente del PD), approfittando dei riflettori olimpici, ha attaccato e insultato gratuitamente un suo avversario politico chiamandolo “patacca”.
    I media (allineati), riportando il giudizio espresso, hanno dato risalto al fatto che proveniva da un’atleta di valore, non menzionando che si trattava anche di un avversario politico.
    Favia, SUL BLOG DI GRILLO (che legge solo chi ci va appositamente), ha solo fatto notare lo scarso fair play della Idem e di questi media. Era infatti doveroso far sapere che l’insulto proviene da un esponente di un partito che ha tutto da perdere dall’affermazione del M5S, poichè questa informazione fa dare tutto un altro peso al giudizio (insulto più che altro). Non si capisce quindi dove sia il parossismo di cui parla D’Amato nel suo articolo.

    • Vittorio, con una disonestà intellettuale che è tipica del democristiano, cerca di far passare il fatto che il blog di Grillo sia uno strumento di comunicazione tra amici, e non un organo del MoVimento 5 Stelle. Poi, con la furbizia tipica del socialista ladrone, dice che il problema sollevato da Favia riguarda il fatto che l’insulto sia proveniente da un esponente di un partito. Infine, con una scaltrezza tipica del socialdemocratico e del liberale alla altissimo, si lamenta dell’”insulto” della Idem, dimenticando che il suo leader è famoso per i vaffanculo. Insomma, in questo commento c’è tutto l’arcaico della prima Repubblica: è il vecchio fatto presenza politica.

      • Il nuovo che avanzava alla prima repubblica, in pratica.

      • Vittorio scrive:

        Tutt’altro (rileggi il mio post, e anche quello di Favia già che ci sei). E’ chiaro che il tuo metodo è quello di attribuire ad altri comportamenti e pensieri che non appartengono loro ma che ti costruisci da solo per poi smontarli compiaciuto, un esercizio assurdo quanto inutile.
        Le cose sono più semplici. Chi legge un post sul blog di Grillo o si prende la briga di andare a intervistarlo lo fa, e sa di farlo, per conoscere una posizione politica di parte e la pesa come tale (Grillo continua ad essere chiamato comico solo dai suoi avversari politici ma non lo è più da un pezzo, come Berlusconi non è purtroppo più un cabarettista sulle navi da crociera).
        Ciò che non va bene con la Idem, non è che essa esprima una posizione politica (fosse anche un insulto gratuito) in qualità di rappresentante del PD (ne ha ovviamente facoltà) ma
        1. che lo faccia subdolamente nell’ambito di un’intervista non rivolta alla Idem rappresentante politico (inizialmente molti, me compreso, non sapevano che lo fosse) bensì all’atleta sotto i riflettori delle olimpiadi lì a rappresentare l’Italia intera
        2. che sia lei che i media allineati, abbiano omesso il fatto che quell’insulto non proveniva certo da un rappresentante super partes degli atleti azzurri ma solo dal rancoroso rappresentante di un partito che ha ogni interesse a sminuire un avversario politico che gli sta portando via voti.
        Con le sue precisazioni Favia si è semplicemente limitato (senza essere offensivo) a fornire una chiave di lettura di quell’insulto e di quelle omissioni in modo da consentire al pubblico di dare all’episodio il giusto peso.
        Per fare un esempio, si può citare quello che, anzichè argomentare, insulta confusamente il suo tranquillo interlocutore dandogli del democristiano disonesto, socialista ladrone, socialdemocratico (ma anche) liberale scaltro. Quale peso si può più dare a cio che dice?

        • Vittorio insiste nell’attribuire agli altri quello che fa lui, come quando faceva specchio specchietto all’asilo: prima sosteneva con tanto di maiuscole che:

          “”"Grillo, SUL SUO BLOG (che legge solo chi ci va appositamente, lontano dai riflettori quindi) E SENZA ATTACCARE NESSUNO, [...]
          Favia, SUL BLOG DI GRILLO (che legge solo chi ci va appositamente), ha solo fatto notare…”

          Adesso dice che.

          “”"Chi legge un post sul blog di Grillo o si prende la briga di andare a intervistarlo lo fa, e sa di farlo, per conoscere una posizione politica di parte e la pesa come tale”"”

          Non è più quindi una cosa lontano dai riflettori, ma una chiara posizione politica. Prima contraddizione. Adesso arriva la seconda, che è più divertente:

          “”"che lo faccia subdolamente nell’ambito di un’intervista non rivolta alla Idem rappresentante politico (inizialmente molti, me compreso, non sapevano che lo fosse) bensì all’atleta sotto i riflettori delle olimpiadi lì a rappresentare l’Italia intera”"”

          Ora, nel pezzo (per chi sa leggere e capire, quindi escluso Vittorio) c’è proprio scritto che se uno non può utilizzare la notorietà conferitagli da altri ambiti (lo sport, la comicità) per parlare di politica, allora il primo a dover stare zitto è proprio Grillo. Mica si contesta il fatto che la Idem sia del Pd, ma che Favia si attacchi a questo per toglierle la libertà di parola. Infine:

          “”"Per fare un esempio, si può citare quello che, anzichè argomentare, insulta confusamente il suo tranquillo interlocutore dandogli del democristiano disonesto, socialista ladrone, socialdemocratico (ma anche) liberale scaltro. Quale peso si può più dare a cio che dice?”"”

          Anche qui, è una domanda alla Vittorio: ridicola. Il peso glielo fornisce l’interlocutore tornando a replicare, “dimenticando” le tesi ridicole riportate nel primo commento e rosicando come un castoro. Grazie di averci fornito il materiale umano per l’esperimento in laboratorio: il cane di Pavlov non era l’unico, CVD.

          • Vittorio scrive:

            Hai ragione
            1. non comprendo le tue argomentazioni e non mi pare che le mie affermazioni siano in contraddizione come tu dici, ma perchè ancora insulti e questi toni (chi è che rosica)?
            2. effettivamente entrando nel confronto (che tu non vuoi) ti ho dato un pesa maggiore di quello che ti compete, ma sono arrivato per caso su questo sito e non potevo saperlo.
            Adios

          • Sì, lo so.
            1. Capisco che tu non le comprenda. Presuppongono infatti una preparazione al discorso logico che è tipica delle persone in grado di comprendere almeno il contenuto di venti righe su Favia. Mi rendo perfettamente conto di chiederti troppo.

            2. No, il confronto con chi non capisce l’argomento del confronto è in effetti qualcosa che mi sento di potermi risparmiare, a Ferragosto.

            Adios, e ti prendo in parola.

          • Fireman scrive:

            Sul mio personalissimo cartellino il Direttore stavolta ha pareggiato ai punti, invece che stravincere come fa di solito quando incrocia i guantoni e si butta nel corpo a corpo con qualche lettore/detrattore. Mantiene ovviamente il titolo in quanto detentore, tipo Apollo Creed in Rocky, ma non convince il pubblico non pagante. “Sei solo chiacchiere e Pentapartito!”, apostrofa dall’angolo il nostro Apollo, supportato da Loska che ammicca passando con il cartello tra un round e l’altro, ma stavolta dà l’impressione d’essersi preparato male all’incontro, sottovalutando un avversario non brillante ma essenziale. Uscendo fuori dai panni di Rino Tommasi, mi sembra che la ormai conclamata antipatia per il Cinquestellismo, in questo caso, abbia oscurato le abituali capacità d’essere incisivo sia nel sostenere le proprie tesi sia nel difendere quelle realmente esposte negli articoli. Per come la vedo io, il Movimento delle Cinque Stelle racchiude una somma di sistemi di pianeti che solo l’antipatia dell’universo può realmente far stare insieme e far compattare.  Proponendosi illusoriamente di essere un movimento dal basso che accomuna indistintamente la ggente, il Movimento (Fermo e Immobile ai suoi soli 4 principi) dovrà fare i conti con il fatto incontestabile che gli interessi della ggente, al di là del legittimo volersi togliere dal groppone corrotti e puttanieri, sono tutt’altro che univoci. Attaccare con archi e frecce la Dirigenza, nel merito di una proposta politica che è fumosa e di brevissimo respiro, ha un senso a mio parere soltanto se a questo viene combinata una azione dissuasiva nei confronti di coloro che, in realtà, stanno ancora pensando se e come aggregarsi alla carovana, spinti solo dai miasmi della palude malsana in cui sgazza l’attuale personale politico. In pratica, a parte i più apertamente compromessi, attaccare i “grillini” come se avessero già una loro identità sedimentata ed ancorata ad una lunga praticaccia politica, tipo i pentapartitici, non lo trovo ragionevole. Poi, se è solo che avevi mangiato troppa impepata di cozze, questo è un altro discorso…

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