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Internidi Giovanni Palombo
pubblicato il 24 dicembre 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il ritorno alle urne genera mostri. Soprattutto nel Lazio. Anzi, soprattutto a Roma.

La Regione Lazio si vince o si perde con il voto di Roma.  Questo e’ l’assunto fondamentale da cui occorre procedere per comprendere quali perplessita’ la “non politica” del Sindaco Alemanno sta ingenerando tra coloro che lo hanno sostenuto alla vittoria elettorale.  In Campidoglio tira una ariaccia e da alcuni mesi spesso manca il numero legale nella maggioranza, altrettanto spesso le defezioni sono pilotate, gli assessori piu’ giovani sembrano tutte prime ballerine di un teatro che si avvia alla piu’ alemanno Alemanno , un sindaco in cerca dautore.completa desolazione.

CHE SUCCEDE - Anche Storace, all’indomani dell’approvazione di una sua delibera – con il placet anche dell’opposizione capitolina- che ha visto assegnare al Comune di Roma la somma di 135 milioni di euro per lo sviluppo, ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Commissione per Roma Capitale. Ma non c’e’ solo questo: ieri in consiglio comunale la maggioranza si e’ clamorosamente spaccata. Si votavano i revisori dei conti, e l’importanza della funzione e’ nota. Ebbene, si e’ riusciti nel capolavoro di andare sotto. Dei due consiglieri “spettanti” alla maggioranza, uno dei due e’ andato alla minoranza della maggioranza stessa; f marrazzo Alemanno , un sindaco in cerca dautore.il voto segreto ha fatto venire allo scoperto i mal di pancia interni alla coalizione che dovrebbe sostenere Alemanno.  In queste ore sta pensando alle dimissioni il capogruppo del Pdl capitolino, Dario Rossin, che e’ l’unico ad avvertire la responsabilita’ del momento e mi sembra la persona piu’ seria della compagnia. Alemanno si e’ fermato allo stato di bruco e non ne vuole sentire di diventare farfalla preferendo baloccarsi con le nomine di fine anno da spargere a pioggia per mantenersi buoni amici e parenti, dimenticandosi che il dato elettorale e’ fatto dai voti popolari e non certo di alcuni beneficiati.

QUINDI – Tutto questo andazzo non puo’ non essere letto come una forma di boicottaggio nei confronti della Polverini che rischia , suo malgrado, di subire un voto contrario o poco brillante proprio nella capitale, mettendo a repentaglio una affermazione che, all’indomani del caso MArrazzo, sembrava servita su un piatto d’argento.

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