La ritirata dei ribelli da Aleppo
di Tommaso Caldarelli - 10/08/2012 - Il quartiere-fortezza è perduto: "Ma non lasciamo la città"
Salaheddin è perduto. Il quartiere fortezza a sud di Aleppo, roccaforte ribelle da settimane, è stato abbandonato dalle forze degli insorti: “Ritirata tattica”, la chiama l’Armata Libera Siriana nel precisare che non c’è l’intenzione di abbandonare la città. Ma sta di fatto che la battaglia per il quartiere è persa, e le forze governative hanno dato prova di aver ancora qualcosa da dire sul campo.
LEGGI ANCHE: Alla riconquista di Aleppo - Foto
RITIRATA - Al Jazeera ci riporta gli ultimi sviluppi. Le forze del governo, pesantemente dispiegate ad Aleppo, secondo le fonti ribelli esitano ad impegnarsi al massimo delle loro potenzialità.
“Alcuni combattenti della FSA si sono ritirati dal quartiere”, ha detto il generale ribelle Abu Ali.
Per altri, le linee del fronte nell’area, “tenute dai ribelli per più di una settimana”, sarebbero ormai “deserte” anche se gli insorti affermano che “gli scontri nel quartiere continuano e che gli 80 carri armati del regime “distaccati in varie zone di Aleppo” sono guidati da soldati che “si dimostrano riluttanti”. Secondo Sheikh Tawfiq che comanda la brigata ribelle Nur al-Din Zinky di stanza sulla 15ma strada del quartiere il morale fra le forze governative è piuttosto basso: “All’incrocio con la 10ma strada siamo faccia a faccia con l’esercito e li sentiamo dare ordini alla radio. Sentiamo i comandanti dire ai soldati di avanzare, ma i soldati non lo fanno, esitano”.
DIPLOMAZIA AL LAVORO - Kassem Saadeddine, portavoce per la Free Syrian Army, afferma che la ritirata dal quartiere non significa l’abbandono della città: “Abbiamo dei piani, che però non riveliamo”, dice l’esponente ribelle. Intanto, la diplomazia è in piena azione, anche se non dal fronte che uno si aspetterebbe: a muoversi è infatti l’Iran, che auspica una rapida ripresa del dialogo fra i fronti per un negoziato “serio ed inclusivo”. Dal punto di vista geopolitico l’Iran continua il suo supporto a Bashar Al Assad – “non permetteremo mai che la linea del fronte” contro l’Occidente, “di cui la Siria è un pilastro, cada”, ha detto il ministro degli esteri di Teheran; ma la pressione è ormai altissima e agli stati che rimangono a sostegno di Assad, ovvero Russia, Pakistan, Afghanistan, Cuba, Venezuela, l’Iran ha detto di essere disposto ad “ospitare” questo dialogo.
CAMBIO DI PASSO - Nel frattempo, sempre sul fronte diplomatico, l’Onu si prepara a sostituire Kofi Annan, che come inviato di pace non è stato, in effetti, poi molto efficace: il 31 agosto il suo mandato scadrà e come rimpiazzo si pensa a Lakhdar Brahimi, già ministro degli esteri algerino. Secondo Usa Today Brahimi ha fama di deciso negoziatore e si preparerebbe così, nonostante “le divisioni all’interno del Consiglio di Sicurezza”, a raccogliere il testimone della gestione Annan, dimessosi dopo sei mesi “frustranti” in cui però è stato firmato un piano di pace in sei punti, mai rispettato dai belligeranti.
Immagini: Archivio Afp / Getty Images
LEGGI ANCHE:
La città sventrata dai Mig di Assad
La città dove il peggio non finisce mai
La città sventrata dai Mig di Assad



















L’uscita dal centro abitato metterebbe i contras nelle condizioni di non potersi fare scudo dei civili.
Questa è la premessa per il loro annientamento.
La diplomazia è al lavoro, però.
A Teheran ieri 9 si sono incontrati per discutere sulla Siria i rappresentati di 2/3 dell’umanità, ovvero di una trentina di Paesi per un totale di di 3 miliardi e mezzo di persone.
Il primo obiettivo era quello di ridicolizzare la recente deliberazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni UNite, orchestrata dagli USA per mezzo dell’Arabia Saudita nel disperato tentativo di trarsi dall’isolamento nella comunità internazionale.
Se la volontà di negoziare ci fosse realmente, i ocntras saprebbero dove andare.
MA QUESTI RIBELLI CHE COSA FANNO DI PRECISO NELLA VITA, HANNO UN LAVORO PER CASO?? COME FANNO A MANTENERSI ? COME FANNO A MANTENERE LE LORO MOGLI COL VELO ( ESSENDO POLIGAMI DI MOGLI MAGARI NE HANNO ANCHE DIVERSE E NON SOLO una..
E’ POSSIBILE CHE NESSUN GIORNALISTA SI FACCIA MAI QUESTE DOMANDE??
Le mogli sono solo una possibilità e non un obbligo (grazie a Dio).
Per tutto il resto i contras si mantengono sempre allo stesso modo: rubando e rapinando a mano armata.
Ci sarà anche un premio di ingaggio in contante e magari anche la promessa di ulteriori contanti in futuro, ma in concreto, le fonti sono quelle.
ESATTO, DIMENTICAVO I PETROLDOLLARI SAUDITI…
MAGARI IN PARTE SI FANNO ANCHE PAGARE IN NATURA CON QUALCHE BAMBINA O BAMBINO…TANTO E’ DI PEDOFILI BARBUTI CHE STIAMO PARLANDO…
Ho parlato solo de modo di mantenersi, non degli “extra”.
Se fossi in loro non mi fiderei molto dei petrodollari. Sono cose che si dicono. Ma se non mantengono? Da chi vai a protestare? Dal ricco disarmato, da sempre “giusta” paga del soldato povero*.
*Il concetto è del Machiavelli, non mio.
li stai confondendo con i tuoi familiari bastardo
vi siete trovati davvero bene, complimenti ^_^
ma perchè non andate direttamente a parlare in un blog di fantascienza
speriamo che Assad riesca a schiacciare i ratti…..
si, gli schifosi ratti come te
E così i ribelli si ritirano, questo che vuol dire che vincerà il regime?
Ma è giusto che vinca il regime?
A volte mi chiedo se sia giusto che il mondo stia a guardare senza fare niente per far finire la guerra in quel paese.
D’accordo la Siria non è la Libia, ma anche lì è in atto la Primavera Araba, e se vince il regime che Primavera è?
Tutti i morti dei ribelli, i civili uccisi, tutta quella sofferenza sarà stata inutile?
Sono questione molto delicate che non riguardano l’Italia, eppure, vedere sempre in tv tutte quelle immagini di violenza ti fa male.
Non si può far finta che non stia succedendo niente.
La Lega Araba non è riuscita a mediare e quindi? Questa guerra dovrà continuare fino a quando il regime non avrà vinto?
Triste destino per la Siria.
Dopo che ci fu la guerra in Libia molti dicevano che la Nato (e i suoi paesi alleati) da lì in avanti sarebbe intervenuta ad ogni conflitto della cosidetta “Primavera Araba” io ricordo che restai scioccato e dissi “speriamo di no!”
Ma non lo dissi pensando ai costi economici, enormi da affrontare, ma lo dissi principalmente perchè da siciliano avevo già vissuto l’esperienza di avere la Nato a due passi da casa. Qundo ci fu lo scontro in Libia da Sigonella (la base situata sulla parte orientale della Sicilia) sono partiti il 70& delle operazioni aeree. Sopra le nostre teste sorvolano in media 8 aerei al giorno, le nostre coste erano sorvegliate dalle navi da guerra della Nato e l’allerta militare era alta in tutta la Sicilia (forse si aveva la paura di un attacco libico indirizzato alle coste italiane… anzi, senza forse) Quindi abbiamo già vissuto cosa vuol dire fare parte delle missioni Nato anche indirettamente.
Per questo motivo abbiamo paura al pensiero di una nuova possibile azione congiunta dei paesi Nato, perchè siamo coscienti che il conflitto indirizzato alla Siria, anche se da lontano e indirettamente, ci coinvolgerebbe.
Però, dall’altro lato non si può non riflettere e dire “basta” basta con tutta questa sofferenza, se qualcuno può fare qualcosa per far si che la guerra in Siria, allora deve farlo.
Ma non con la violenza, quella è l’ultima spiaggia, però che cavolo! La Nato non ha forza di persuasione? Lascerà davvero che quel delinquente di premier siriano l’abbia vinta così?
I siriani non meritano una democrazia?
Lo so che sono questioni molto più grandi di noi alle quali non siamo certo noi che possiamo dare una risposta.
Però almeno non facciamoli sentire soli! Che sentano il sostegno, almeno diplomatico, di chi crede nella libertà.
Forza e coraggio a tutta la gente che soffre.
Io penso che adesso la cosa fondamentale sia che questa guerra finisca.
Troppi innocenti civili stanno pagando il prezzo politico di quel paese.
Anche secondo me non è giusto che vinca il Regime. Ma che possiamo fare noi? Qui ci vorrebbe qualcuno che vada di muso da Assad a dirgli “o te ne vai o te ne vai!”
Insomma… possibile che i capi d’occidente non sappiano cacciar via un elemento come quello? Possibile che nessuno possa far qualcosa per fermare la violenza in quel paese?
Una buona mediazione politica che convinca il premier siriano a sloggiare e a dare ai siriani una democrazia…
Comunque davvero complicata sta storia. Speriamo che si risolva tutto per il meglio e che cessi la violenza.
sono d’accordo
i problemi interni della Siria vanno risolti dai siriani, come per il grande popolo della Cina, della Nigeria, e di Israele. Nel nome di Allah! potente e misericordioso.