Probabilmente non sarà felice di prendersi degli elogi per un dietro front, però al ministro dell’Interno Roberto Maroni va dato atto nell’occasione di essersi comportato bene, come un perfetto politico.
Subito dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi, Maroni aveva rilasciato dichiarazioni allarmanti più che allarmate, annunciando provvedimenti esageratamente restrittivi della libertà sul web. Per la rete Internet si doveva procedere con lo stesso metodo già utilizzato per i siti pedofili, investendo un giudice (quello per le indagini preliminari) di firmare un provvedimento che bloccasse l’accesso degli utenti ai siti se i gestori non forniscono collaborazione alla chiusura dei gruppi di discussione che si ritiene possano istigare a delinquere. Il meccanismo dovrebbe dunque essere all’incirca questo: una segnalazione della Polizia postale che avrebbe scavalcato il Pubblico Ministero, sarebbe stata inoltrata direttamente all’ufficio del Gip, il quale avrebbe deciso sulla chiusura prima ancora di sentire la difesa di chi finiva nell’occhio del ciclone. Un decreto legge era già pronto, si diceva.
Passa un giorno, e cade l’ipotesi del decreto legge: il ministro è disposto a seguire la via parlamentare a patto che si faccia presto, dice dopo un incontro con l’opposizione e voci, poi smentite, di un intervento di Napolitano. A nove giorni dal fatto, e mentre un parlamentare del PdL scrive un progetto di legge a prima vista demenziale, Maroni fa marcia indietro. Dopo un incontro al Viminale con il vice ministro delle Comunicazioni Paolo Romani,il capo della polizia postale Antonio Apruzzese, il responsabile europeo di Facebook Richard Allan e l’Associazione italiana internet provider oltre a Telecom, Google e Microsoft, il ministro fa sapere che non ci sarà nemmeno il disegno di legge del governo. ”Ci siamo impegnati - ha detto Maroni – ad elaborare delle proposte e a costituire un tavolo con tutti i soggetti che sono intervenuti, che sarà riconvocato a metà gennaio, per discutere le nostre proposte e valutare la possibilità di trovare una soluzione e cioè un codice di autoregolamentazione piuttosto che una norma di legge“. Coinvolgendo tutti i soggetti interessati – tranne gli utenti, ma il sindacato ancora non c’è – Maroni ha di fatto completamente ritrattato quanto detto una settimana fa, anche se “per l’emergenza servono tempi rapidi, allo scopo di combattere il proliferare di gruppi che inneggiano all’omicidio, al terrorismo e alla mafia“, ha detto probabilmente per darsi un contegno davanti a colleghi di maggioranza e membri del governo parimenti accomunati da un vistoso medioevo mentale. Intanto, però, Maroni, pur senza dirlo esplicitamente, ha fatto un passo indietro. In nome della libertà di espressione? Per il rischio di veder chiudere Radio Padania? Non si sa, però di questi tempi non è mica poco. Bravo ministro!




L’informazione di regime per la massa funziona così: inventa una emergenza democratica per il web e inventa un presunto attacco del Ministro a suon di leggi di repressive.
Poi quando viene fuori la verità – quella di un codice di autoregolamentazione – l’informazione di regime parla di retromarcia.
Bastava fare una ricerca su internet, per scoprire la bufala messa in giro dalla disinformazione ormai “organica” alla rete…si sarebbe così scoperto che l’unica cosa che Maroni aveva detto era…
“Ho letto cose stravaganti sui giornali”. E assicura che il governo non pensa a “nessuna legge speciale per il web, nè a reati specifici, nè a un intervento censorio da parte del Governo”
http://www.ilgiornale.it/interni/internet_maroni_no_reati_speciali_web/politica-internet-stretta-bernabe/16-12-2009/articolo-id=407446-page=0-comments=1
“MARONI: VALUTIAMO OSCURAMENTO DEI SITI
“Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza”. Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. “Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso”, ha proseguito il ministro. Nonostante questo , afferma Maroni, “un esponente del Pd (Bindi, ndr) non ha trovato di meglio che dire ‘non faccia la vittima’”.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/12/12/visualizza_new.html_1646240176.html
Il tuo link al giornale è del 16/12, il link all’ANSA di Gregorj è del 15/12… poi esistono filmati e telegiornali, nonchè dichiarazioni di Schifani sull’equiparazione di Facebook alle cellule terroristiche degli anni 70, quindi non è che parlando di Informazione di regime e di disinformazione devi guardare a questo sito od a chi ha la “colpa” di riportare cosa dicono i politici, ma forse dovresti scegliere meglio le parole.
Maroni (e tutto il PDL) hanno SUBITO attaccato la rete ed hanno chiesto di oscurare o filtrare i siti, poi si sono accorti (o qualcuno lo ha suggerito) che era una gran cavolata ed ecco la retromarcia (perchè di questo si tratta).
Se il buon ministro legge cose stravaganti sui giornali, forse dovrebbe preoccuparsi di NON DIRE cose “stravaganti” che poi succede che qualche giornale le riporta e soprattutto che la gente gli da credito.
Inoltre accusare SEMPRE gli altri di Informazione di regine e di disinformazione organica è un bel paradosso da un elettore-simpatizzante del partito che controlla il 90% delle TV nazionali (direttamente od indirettamente), più giornali e periodici.
Basta con la balla che l’informazione è di sinistra ed è “eversiva”, visto che NUMERICAMENTE il capo del PDL controlla più media di tutta la sinistra messa insieme e soprattutto controlla il media dove il 75% degli italiani si forma un’idea politica, cioè la TV!
P.s. a Greg, ma un articoletto sull’abbassamento dell soglie pubblicitarie per la pay TV (sky e tutti quelli che forniscono i contenuti a sky) e sull’innalzamento delle soglie in orari specifici per le generaliste (mediaset)????
Ecco le dichiarazioni di Maroni del 16, durante un incontro con i giornalisti
Roma, 16 dic. (Apcom) – Maroni respinge le polemiche di questi giorni: **”Ho letto cose stravaganti sui giornali….”**, e assicura che il governo non pensa a “nessuna legge speciale per il web, nè a reati specifici, nè a un intervento censorio da parte del Governo”
http://notizie.virgilio.it/notizie/articolo/stampa.html?filter=foglia&nsid=22084015&mod=print
«Non c’è nessuna intenzione di fare leggi speciali per il web e non c’è nessuna intenzione di introdurre altri reati».
http://www.la7.it/news/dettaglio_news.asp?id_news=112448&cat=politica
Infatti oggii parliamo di codice di autoregolamentazione.
Bastava cercare per scoprire il solito raggiro dell’”emergenza democratica”, messa in giro dai soliti disinformatori e sobillatori che appestano e inquinano la rete.
“MARONI: VALUTIAMO OSCURAMENTO DEI SITI
“Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza”. Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. “Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso”, ha proseguito il ministro. Nonostante questo , afferma Maroni, “un esponente del Pd (Bindi, ndr) non ha trovato di meglio che dire ‘non faccia la vittima’”.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/12/12/visualizza_new.html_1646240176.html
Il pezzo che hai linkato tu (dal Giornale!? E su Topolino non hai trovato niente?) si riferisce appunto alla retromarcia del 16 dicembre.
Da bravo disinformatore ti guardi bene dal linkare qualunque pezzo del 14 o 15 dicembre, nei quali Maroni afferma a chiare lettere “Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza” http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/12/Maroni-Berlusconi-siti.shtml?uuid=cbb20a4c-e8ad-11de-be1e-ee0c91f83916&DocRulesView=Libero
“Stiamo valutando ogni possibile iniziativa legislativa per procedere all’oscuramento di quei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere, con effetti che tutti, purtroppo, abbiamo visto”
Circolerebbe anche la notizia secondo cui il sottosegretario Paolo Romani starebbe studiando un provvedimento per consentire le dirette streaming di eventi pubblici solo dietro autorizzazione governativa, tutt’ora non ho trovato smentite a questa oscenità.
sì, è stata detta in occasione del decreto-sky; in realtà, per Romani un sito che vuole trasmettere in streaming deve chiedere una volta per tutte l’autorizzazione; serve a combattere la pirateria, penso (visto che uno che fa streaming di film non gliela chiede l’autorizzazione, e poi loro possono chiuderglielo proprio perché non ce l’hanno)
Gregghe, per combattere la pirateria esistono già leggi che tutelano le opere protette dalla distribuzione e diffusione non autorizzata e in qualunque forma, anche se ho letto interpretazioni bizzarre e molto personali di recente (vedi famoso sito italiano una volta onnipresente su oknotizie).
Riguardo al provvedimento Romani si parlava più che altro di dirette di eventi (tipo lo streaming del No-BDay su repubblica.it); a parte questo, non vedo che farsene di un registro di autorizzazioni. Bisognerà andare a chiedere a tutti i siti del mondo (megavideo, justin.tv etc.) di iscriversi al registro, e chi non lo fa dovrebbe essere oscurato. Se tutti i governi si comportassero così sarebbe il caos burocratico totale.
sono d’accordo sul fatto che non serve a niente, solo che non mi pare ci sia un’emergenza demogggradiga sul punto.
Ma infatti, chi l’ha detto.
Ci sarebbe un’emergenza burocratica invece (per questo è inutile, non si farà mai / sarà l’ennesima norma inapplicata/bile). Mettiamo che sotto casa mia si organizzi una manifestazione per la tutela del bue muschiato nel mondo, e io volessi riprenderla e farne lo streaming sulle pagine di un mio blog personale: così, ad occhio e croce, secondo Romani non potrei senza aver prima chiesto un’autorizzazione governativa (che poi varrà per sempre, ok, ma io volevo solo riprendere gli amici del bue tibetano).
Anticipo: non facciamo paragoni con la famigerata “Levi-Prodi” (che non s’è mai capito Prodi che c’entrava) perché lì si parlava di prodotti editoriali, è tutt’altra storia.
Comunque io non trovo il testo di Romani e quindi ne parliamo così in modo informale; smentite però nun ne vedo.
G dovrebbe inaugurare una rubrica dal titolo “Abbiamo scherzato”.
Maroni è un “habitué” della ritirata, le Sue sono “RITIRATE STRATEGICHE”, servono per riprendere forza, slancio, quello necessario per le prossime cavolate da cui ritirarsi. Non dimenticate che all’ inizio dell’avventura si separò da Bossi, ma fece presto a ritornarci, appena si rese conto di non essere all’altezza di prendere decisioni ma solo obbedire gli ordini, nell’ultima vicenda, Bossi l’ha letteralmente preso a calci nel sedere. Comunque gli riconosco un merito, quello di rendersi conto delle proprie limitazioni e accettare la Sua GENEROSA sorte.
Per capire meglio la LEGA, porto un esempio. Al tempo che BOSSI era SANO e libero, ha detto cose di Berlusconi che ne i PENTITI di Mafia ne i Giudici hanno avuto il coraggio di dire, se andate a cercare nell’archivio di LA PADANIA, troverete che non ci sono antecedenti dei fatti, HANNO CANCELLATO TUTTO, hanno nascosto la TESTA SOTTO LA SABBIA, considerano i Leghisti talmente sciocchi che con solo cancellare le cose DETTE, dimenticheranno tutto. Torno a dire che Berlusconi ha visto giusto quando ha parlato di “”MENTI LABILI”".