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Immigrati: il cammino dell’integrazione

22 dicembre 2009

L’Occidente ha colonizzato il continente africano senza rispetto per la sua cultura, ne ha sfruttato e depredato le materie prime, uccidendo le possibilità di sviluppo. Le persone che oggi traversano il Canale di Sicilia provengono dalle nazioni che hanno subito l’imperialismo occidentale. Ma è anche vero che l’Italia non può farsi carico di tutti i problemi del pianeta. Impariamo anche dalla storia recente: l’integrazione dell’Est europeo è risultata più complicata del previsto. Quindi se umanamente non si può che restare colpiti dalle tragedie vissute da quei disperati, l’Italia vive più che mai gli effetti negativi della crisi economica e non deve più essere considerata la terra promessa. Tuttavia resto convinto che l’integrazione sia una strada percorribile, purché non sia invasiva e rispetti certi criteri di gradualità. Infatti la storia ci insegna che l’integrazione razziale richiede tempo e occorre moderazione e buon senso da parte dalla classe dirigente, e vitando spropositi mediatici tesi unicamente a favorire gli interessi di partito. E nemmeno serve il buonismo che anzi, in certe occasioni, diventa pretesto illegittimo per episodi di razzismo.

Fabrizio Vinci, Messina

2 commenti a Immigrati: il cammino dell’integrazione

  1. Il razzismo della peggior specie si annida tra chi si dice pronto a “capire” la storia di dolore degli immigrati, ma poi si ricorda che qui posto/lavoro per tutti non c’è. Mi dispiace. Provate a bussare al vicino che ha una masseria sfitta. Fate tristezza, con i vostri gesti di vicinanza emotiva formale che nasconde invece il fastidio di vedere persone che sono disposte a tutto pur di arrivare sulle nostre coste…

  2. SEcondo me, l’errore è proprio l’integrazione, se per integrazione si intende l’italianizzazione dello straniero.
    L’unica strada percorribile è la convivenza in uno stato laico, dove le diverse culture, incontrandosi, possono dialogare liberamente senza dover rinunciare alle loro idee e dove chiunque cerchi di sopraffare l’altro verrà “punito”.
    Sarà la storia a fare il resto, le culture, col tempo si modificano.

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