Peggio di quelle che non hanno giocato, quelle che hanno giocato e perduto. La Juve. Sconfitta in casa con l’ultima in classifica. Risultato oggettivamente pessimo: lo sarebbe per chiunque, perché l’ultima in classifica è uguale per tutte, figurarsi la Juve. Un risultato del genere non si ama ma nemmeno si discute. Qualunque cosa detta suonerebbe fasulla, qualunque cosa non detta una scusa. Al termine e all’inizio della gara, contestazione allo stadio. Con il Catania che non vinceva dal ’63 non c’è gara: il nuovo record battuto questa stagione è molto meglio di un mero dato statistico di campionato, il vero record del 2009 è l’abbattimento di un tabù. Lo stile Juve. Fa più notizia che gli juventini perdano le staffe piuttosto che la Juve perda le partite. Oggi stesso c’è il Cda. Per fortuna che nasca o non nasca più la Juve, almeno lassù qualcuno ci ferma a Natale.
The final Ricchiuti
The final Ricchiuti #399
21 dicembre 2009




I giocatori ci sono. Ciro Ferrara secondo me, non ha polso. La Juventus ha avuto allenatori stellari, che hanno costituito dei cicli e sovente hanno legato il loro nome ai successi della squadra. Vicpaleck nei settanta. Trapattoni nel ciclo più ampio. La Juventus dei Bettega, degli Altafini, dei Benetti, dei Furino, dei Morini, dei Capello, dei Cuccureddu, degli Anastasi poi quella dei Brio, dei Platini, degli Zoff, degli Scirea, dei Tardelli, dei Gentile, dei Paolo Rossi, che tra l’altro ho visto giocare di persona da ragazzo in derby mitici, erano squadre che in qualche modo giocavano da sole. Con le scaramanzie dei Boniperti, massima trasgressione concessa dalla dirigenza che in quegli anni voleva dire ed era Giovanni e Umberto Agnelli. I ritiri pre campionato a Villar Perosa, residenza della famiglia con l’Avvocato che si intratteneva coi nuovi acquisti col maglione di lana leggera, in estati che lasciavano capire già dalle prime sgambate, in particolare a noi cugini-tifosi del Torino, che il livello di gioco della ”vecchia signora” sarebbe stato altissimo. E così il ruolo dell’allenatore era pura costatazione, controllo del livello dell’amalgama e serenità negli spogliatoi. Oggi si sono invertite le proporzioni, con la società sfaldatasi come neve al sole, il ruolo della panchina ben diretta è molto importante, soprattutto con l’eclissi dello stie Juve e per il fatto che siamo in Italia e si sa come pesi la panchina, anche come capro espiatorio del calcio parlato.
Con gente come Giovinco, Trezeguet, Chiellini, Camoranesi, Diego, non si possono perdere partite contro Bari, Cagliari, Catania e Napoli. Non si può perchè lo richiede quella Juventus là dei Bonimba e dei Josè, che non chiedeva scuse lasciava anche fuori a quelli con le radioline sugli spalti, la polemica sull’arbitro venduto, perchè volente o nolente il gioco chiudeva gli spazi alle polemiche, di chi gli era contro, anche a volte per partito preso, come molti di noi tifosi granata o come il resto d’ Italia che l’amava e l’odiava in egual proporzione. I risultati utili non erano messi in discussione e i bianconeri, non ne facevno discutere. I punti due o tre si facevano e la squadra era quasi sempre campione d’inverno con l’Inter dei Mazzola e dei Rivera come controparte, che non era poco. Adesso ha preso ad avere un volto umano un pò come Superman toccato dalla criptonite, si è indebolita, deve riprender forze per continuare a correre più di frequente. E questo forse è un bene d’immagine imprevisto. A parte quei quattro stupidelli con le schiene voltate. Della ”vecchia signora” abbiamo in fondo bisogno tutti, belli e brutti. Non si può studiare la lingua italiana senza aver letto Manzoni.
si ma adesso è un cesso vespasiano e basta
e c’è consapevolezza in giro tra gli adepti da quel ke leggo