Essere derubati non è una bella esperienza. Spariscono in un momento soldi, oggetti personali e soprattutto i documenti. E si cade subito dalla padella nella brace: perché è dopo il borseggio che incontri lo Stato. E non sempre sono rose e fiori
Questa è la storia di A.C., una ragazza italiana di 18 anni che vive in una città dell’Italia mediana. A raccontarla sembra una brutta favola, invece è una banale storia vera. La storia di come, sin dalle piccole cose, questo Stato educa i suoi cittadini al rispetto della legge, dei diritti, della
cittadinanza. Facendo loro capire che questo non è un paese normale. Cominciando da quando sono piccoli
IL FURTO – Dicembre, aria di Natale. A.C. esce da scuola e, come ogni giorno, prende la metro. Si accorge di strani movimenti attorno a sé di un terzetto di persone. Capisce che stanno rubandogli il portafoglio ma purtroppo i 3 hanno fatto in tempo ad uscire dalla metro prima che lei abbia potuto fare nulla. A.C. scende alla sua fermata, pochi minuti dopo. Cerca un addetto della metro, ma non fa fatica a trovarlo: c’è un tale che sembra quasi attenderla. “Mi hanno rubato il portafogli” dice lei e lui, subito: “Lo so, mi hanno chiamato”. Ma come ti hanno chiamato? Eh già, nella metro ci sono le telecamere. Quindi hai anche visto chi è stato. C’è la registrazione. Fermare il convoglio magari non era il caso, ma fermare i ladri quando scappavano forse sì. “Ma non preoccuparti, di solito nel giro di un paio di giorni ritroviamo tutto”. Tutto cosa? Nel portafoglio di A.C. c’erano circa 100 euro, alcuni ricordi personalissimi. E, soprattutto, tutti i documenti: carta sanitaria, codice fiscale, carta d’identità, patente. Tutto. (Per la cronaca: A.C. proverà per giorni ad avere notizie, ma agli uffici della metro nessuno riporterà alcunché).
LA DENUNCIA – Quando si subisce un furto è obbligatorio fare denuncia alle forze dell’ordine. La fermata della metro è proprio a poche centinaia di metri dalla Questura. Intanto è arrivata la madre di A.C. Quindi, si va in Questura. L’ufficio è aperto, ma non c’è nessuno. Passa dopo un po’ un poliziotto e chiede “Dovete fare una denuncia?” Di fronte alla risposta affermativa, l’uomo dice “Tra un po’ arrivo..Ma non avete altro da fare nel frattempo?” Le due donne attonite restano in silenzio. Aspettano una mezz’ora buona, e finalmente il tipo si presenta. “Allora, cosa è successo?” A.C. risponde: “Mi hanno rubato il portafogli. C’erano dentro soldi, effetti e ricordi personali. E soprattutto, tutti i miei documenti: carta sanitaria, patente, carta d’identità, codice fiscale. Tutti”. Il poliziotto mostra comprensione. “Eh, che ci vuoi fare…sono dei farabutti”. Per fortuna ci sei tu, che non ti preoccupi neppure di sapere se A.C. li ha visti, se può descriverli o tutte quelle cose che ci si aspettano da un poliziotto. Ma cosa stai a fare lì? Sei la polizia, o no? “Va bene, dai. Facciamo questa denuncia. Dammi un documento”. A.C. resta in silenzio. Ma come fa a darti un documento se ti ha appena detto che glieli hanno rubati tutti? Prima
che la nostra esterrefatta diciottenne possa parlare, il poliziotto dice “Ah, scusami..che stupido! Ho fatto proprio la figura del carabiniere..anche se sono un poliziotto!” Va bene, quando hai finito di fare lo spiritoso facciamo questa denuncia?
LA DATA DI NASCITA – Non appena A.C. dice la sua data di nascita il poliziotto sorride. “ma sai che siamo nati lo stesso giorno? Certo, io sono un po’ più vecchio, ho 30 anni più di te…Però, che curiosa coincidenza”. Mentre il poliziotto continua a fare il simpaticone, commentando la coincidenza, scrive la denuncia. La mette sotto il naso di A.C., gli dice di firmarla, e poi la informa che con questa può richiedere il duplicato di carta d’identità e della patente. La prima agli uffici comunali, la seconda direttamente qui in questura “C’è una procedura semplificata!” dice: basta presentarsi con la carta d’identità, due foto et voilà. Fatto. Bene, ecco lo Stato italiano che mostra ad una giovane diciottenne che, dopo tutto, quest’Italia non è così male. La ragazza però la Carta d’identità non ce l’ha perché – come ha detto tre volte – gli hanno rubato TUTTI i documenti. E’ questa la prima cosa da fare. Per averne un duplicato basta andare agli uffici comunali con questa denuncia. La mattina dopo A.C. e la madre vanno all’ufficio anagrafe. Ed hanno la prima sorpresa: l’impiegato del Comune guarda la denuncia, guarda la ragazza e dice: “Te li porti bene, i tuoi 48 anni….”. Eh già: il poliziotto simpaticone, a furia di fare battute sulla coincidenza, ha scritto la SUA data di nascita nella denuncia. Quindi la denuncia è sbagliata. E la Carta d’Identità non si può fare, se non viene corretta.




La poliziotta però dice: “Oggi non è possibile. C’è un emergenza e i terminali devono restare liberi.” Successo anche a me
“non ti preoccupi neppure di sapere se A.C. li ha visti, se può descriverli o tutte quelle cose che ci si aspettano da un poliziotto.” ?__? scusa? nessuno ha fatto 4 domande in croce sul furto? solo la denuncia per i documenti ma niente per cercare di recuperali o, comunque, rintracciare i ladri???????
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mah non per sminuire ma ho visto di molto meglio, l’ultima:
ad un amico entrano i ladri in casa, divelgono le grate di ferro inserite nel muro e fanno una baraonda. lui torna a casa e appena vede il macello che cazzata fa? chiama la polizia… alle 3 di notte. dopo 1 ora arriva una pattuglia (sicuramente incazzati con lui visto che li aveva disturbati a quell’ora), entrano vedono tutta la casa all’aria.
ma nella confusione generale cosa colgono gli occhi aguzzi dei nostri fidi tutori dell’ordine? un fucile da caccia (smontato) buttato per terra in mezzo ad altra roba. ORRORE!!! anzi peggio…. REATO!!!
risultato: il mio amico è attualmente sotto procedimento penale per omessa custodia di armi.
Povera ragazza e povera madre! Basti pensare che per sporgere querela bisogna fotocopiarsi da soli le altre due copie al commissariato…per fortuna le penne ancora le hanno! Voglia di lavorare…bisogna avere mooolta fortuna a trovare un poliziotto che ne abbia, mi ricresce dirlo, ma trattare le persone come “PRATICHE” ed a volte neanche quello non mi sembra svolgere un servizio d’aiuto alla società. Questo caso è assurdo, ed aggiungo che quando ho smarrito la mia patente in una grande città come Roma ho fatto tre ore di anticamera nella sala d’attesa del commissariato di zona e UN’ORA per una banalissima denuncia in una stanza puteolente con un altrettanto malodorante agente PS…tanto che mio padre, preoccupandosi per il mio non-rientro a casa verso mezzanotte( era solo dalle 20.00 che ero lì, daltronde!)è venuto a LIBERARMI!
Per fortuna la carta d’identità l’avevo, ma anche a me fu fatta l’intelligente domanda:”Può dirmi il suo numero di patente?” Poi dicono ai carabinieri!
La domanda sul numero di patente non è stupida come vuoi far credere.
Queste storie non sono una novità. In particolare l’accanimento contro il cittadino che si rivolge alle “forze dell’ordine” è tipico della nostra cultura che continua ad avere un rapporto submedievale con la responsabilità personale (un altra volta magari spiego cosa intendo).
Se A.C. ha il papà importante, è inutile che faccia tutta la trafila per consentire a uno di Giornalettismo di scrivere un bell’articolo. Che gli faccia fare la famosa telefonata… e chi non ha la stessa possibilità, si arrangi. O lasci l’Italia e non verrà rimpianto. Vivere in Italia è difficile e prima lo si capisce, meglio è.
……….succede anche di peggio,ma ce lo meritiamo,anzi VE lo meritate perchè io,grazie a Dio,ed a me stesso ormai,senza speranza,ho lasciato un paese ormai abbandonato a se stesso……Come uscirne?In parte come suggerito da Marcello alla “mafiosa”(o sarebbe il caso di dire all’italiana?);per i tanti che non hanno papà importanti,emigrando(non si può rischiare un giorno sì e l’altro pure un infarto od un arresto…)come ho fatto io,ma intanto NON PAGARE,NON PAGARE,NON PAGARE:Rivolta fiscale!!!!E’ l’unico messaggio che conoscono….Mala tempora currunt,sed peiora parantur…..(Il peggio deve ancora arrivare….lo volete voi….)
ed ora voglio vedere se me lo pubblicate…..
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