Non è un paese per low-cost
di Maghdi Abo Abia - L'acquisizione di Windjet da parte di Alitalia priva il Paese della prima compagnia nazionale pronta a fare concorrenza ad Easyjet e Ryanair. Nella speranza che la Cai riesca a sfruttare le conoscenze dell'azienda catanese resta il dato di fatto che una compagnia a basso costo in Italia non ha futuro
L’AFFARE MYAIR - Nel 2003 nacque la prima compagnia aerea italiana low cost, Volareweb. Peccato che la situazione finanziaria della casa madre, Volare, fosse così disastrosa che il 19 novembre 2004 la compagnia fu costretta ad interrompere le operazioni. Nel 2005 la compagnia riprese a volare grazie all’azione del commissario straordinario fino a quando Alitalia, nel 2006, acquistò il gruppo. A seguito della crisi di Alitalia – Linee aeree italiane ed alla nascita di Alitalia – Cai, il marchio Volare cessò di esistere e venne tutto inglobato dalla A verde. Dal caos di Volareweb nacque nel 2004 Myair, in quanto creata da un gruppo di dirigenti fuoriusciti dall’azienda di Marostica. Il presidente fu Carlo Bernini, già ministro democristiano ed a capo di Ati negli anni ’80.
FALLIMENTI IN SERIE - La MyAir era controllata per il 99,67% dalla spagnola Lte International Airways sa, controllata a sua volta per il 60% dalla Triskel srl, controllata al 60% dalla MyHolding. Il sogno si spense il 21 luglio 2009, ovvero quando la compagnia la compagnia rimane a terra con i suoi velivoli per mancato pagamento di tasse e tariffe aeroportuali. Il giorno dopo l’Enac sospese la sua licenza provvisori. A causa del fallimento della controllante Myway nel 2010 la società venne dichiarata ufficiamente fallita. Anche l’industrioso nord-est ha il suo bello scheletro nell’armadio. Alpi Eagles nel 2006 fu costretta a sospendere le operazioni a causa del suo dissesto finanziario. Poi ci fu Azzurra Air, fondata da Air Malta nel 1996 e fallita nel 2004, Minerva Airlines, dell’imprenditore calabrese Giovanni Mancuso, ha volato dal 1993 fino al fallimento nel 2004, Air Vallée e FlyBee.
SPERANZE PER IL FUTURO - Chissà, probabilmente l’epopea di Windjet assomiglierà più a quella di Air Dolomiti, la compagnia fondata da Alcide Leali nel 1989 e poi venduta a Lufthansa nel 2003 diventando sotto i tedeschi una delle più importanti compagnie regionali d’Europa. L’inizio non è stato dei migliori ma certo, visto che gli altri marchi o sono scomparsi o sono falliti, si può solo sperare che con quest’acquisizione che ingrandirà indubbiamente Alitalia si possa trarre un giovamento efficace per tutti i passeggeri del Belpaese. Una compagnia low-cost serve ed anche se la gestione di Windjet non è stata poi perfetta, i suoi numeri hanno dimostrato che Pulvirenti aveva visto giusto interpretando una necessità reale di viaggiare a costi contenuti e sopratutto sotto il tricolore.













LOWCOST solo di nomina! sono catanese, vivo all’estero e volo spesso con windjet…prezzi esagerati, spesso a soli 20 euri di differenza dall’alitalia e con aerei che lasciano a desiderare. Aerei sempre strapieni…ma per favore!!
Riguardo l’articolo, dico che non c’entra il destino ma l’assenza di liberalizzazioni. Come fa una low cost a sopravvivere in un mercato monopolistico su molte tratte.
Per quanto riguarda i commenti ho letto invece cose assurde, del tipo che Cai ora è una compagnia privata che “viaggia sulle proprie gambe”.. Come se gli slot a Fiumicino e Linate fossero liberalizzati e non assegnati per legge a Cai fino all’eternità o giù di lì. Bel modo di viaggiare sulle proprie gambe..
Infatti le low cost operano su scali alternativi (Ciampino, Orio al Serio), ma sei troppo ignorante o accecato dal meridionalismo piagnone per saperlo o rendertene conto.