Non è un paese per low-cost
di Maghdi Abo Abia - L'acquisizione di Windjet da parte di Alitalia priva il Paese della prima compagnia nazionale pronta a fare concorrenza ad Easyjet e Ryanair. Nella speranza che la Cai riesca a sfruttare le conoscenze dell'azienda catanese resta il dato di fatto che una compagnia a basso costo in Italia non ha futuro
LA PAROLA DELL’AUTORITA’ - Quindi se Alitalia e Windjet non trovano una soluzione alle loro beghe si resta tutti giù per terra in quanto mancano le garanzie economiche. I problemi sono arrivati anche dall’Antitrust la quale ha dato il via libera alla fusione a patto che il nuovo soggetto ceda alcuni slot sulle rotte Palermo-Milano Linate, Catania-Milano Linate e Catania-Roma Fiumicino, dove si creerebbe una situazione di monopolio. Per i prossimi 4 anni, nei periodi stagionali di massima affluenza, Alitalia dovrà lasciare due slot sulla Milano Linate – Catania, uno sulla Milano Linate – Palermo e due sulla Roma Fiumicino – Catania. Questi slot dovranno essere allocati da un soggetto terzo non legato alla compagnia di bandiera.
DUE MILIONI IN MENO - Ed è stata questa decisione a mettere nei guai Windjet. Alitalia aveva stimato una perdita nella riorganizzazione degli slot di circa 8 milioni di euro. Blogsicilia però ci dice che la decisione ha portato una crescita di altri due milioni nelle perdite. Per questo motivo Alitalia ha portato avanti una trattativa al ribasso chiedendo delle garanzie immobiliari a Pulvirenti. Che di fronte al bivio, fallimento o sopravvivenza della società da lui fondata e guidata, ha optato per la seconda soluzioni, presentando le garanzie immobiliari richieste. Quindi o ci dai quello che perdiamo o fallisci. A quel punto un imprenditore che deve fare? Imprenditore che aveva contratto debiti contando sull’azione di Alitalia nell’onorarli. Poi si è messa in mezzo l’Antitrust ed ha cambiato le carte in tavola.
FATE PRESTO - La deadline imposta da Enac è l’8 agosto, come ricordato da Repubblica di martedì 7, più che altro per mettere fretta alle parti per un accordo. Come abbiamo detto preoccupa la situazione finanziaria della compagnia siciliana, e gli ultimi disservizi, le ultime cancellazioni ed i ritardi con i quali hanno fatto i conti i passeggeri con conseguente mancanza di assistenza e riprotezioni non garantite ha fatto drizzare le antenne all’autorità. Peccato però che così il sogno di una compagnia low cost viva e vitale in Italia sia destinato a rimanere tale. La “Mamma”, Alitalia, ingloba come ha fatto con Blu Panorama ed Air One ed i passeggeri hanno sempre meno scelta.













LOWCOST solo di nomina! sono catanese, vivo all’estero e volo spesso con windjet…prezzi esagerati, spesso a soli 20 euri di differenza dall’alitalia e con aerei che lasciano a desiderare. Aerei sempre strapieni…ma per favore!!
Riguardo l’articolo, dico che non c’entra il destino ma l’assenza di liberalizzazioni. Come fa una low cost a sopravvivere in un mercato monopolistico su molte tratte.
Per quanto riguarda i commenti ho letto invece cose assurde, del tipo che Cai ora è una compagnia privata che “viaggia sulle proprie gambe”.. Come se gli slot a Fiumicino e Linate fossero liberalizzati e non assegnati per legge a Cai fino all’eternità o giù di lì. Bel modo di viaggiare sulle proprie gambe..
Infatti le low cost operano su scali alternativi (Ciampino, Orio al Serio), ma sei troppo ignorante o accecato dal meridionalismo piagnone per saperlo o rendertene conto.