Non è un paese per low-cost

09/08/2012 - L'acquisizione di Windjet da parte di Alitalia priva il Paese della prima compagnia nazionale pronta a fare concorrenza ad Easyjet e Ryanair. Nella speranza che la Cai riesca a sfruttare le conoscenze dell'azienda catanese resta il dato di fatto che una compagnia a basso costo in Italia non ha futuro

Non è un paese per low-cost

 

 

SERVE IL PARERE DELL’ANTITRUST - Da parte sua Antonino Pulvirenti ha ringraziato Alitalia per un accordo che “premia la qualità del lavoro svolto e riconosce le competenze e i risultati raggiunti in questi anni nel costruire la prima compagnia low cost italiana. Dalla Sicilia emerge ancora una volta un’azienda di eccellenza che si proietta nel panorama nazionale e internazionale”. Travelling però ha ricordato come affinché venga rispettato l’accordo è prima necessaria l’autorizzazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato oltre al pronunciamento da parte dell’ENAC per gli aspetti di competenza.

MOBILITA’ - Intanto Windjet appena concluso l’accordo ha avviato le procedure di mobilità per i suoi 504 dipendenti. La Repubblica del 26 aprile ha specificato come 442 di questi siano a tempo indeterminato. L’accordo prevede una discussione sindacale con i vertici della nuova proprietà anche se visto le perdite del trasporto aereo italiano nel 2011 pari a circa 10 milioni di euro è plausibile, sempre secondo i sindacati e la vecchia proprietà, qualche esubero. ”Nonostante le profonde e oggettive perdite – scrive nel documento di avvio dello stato di crisi la prima compagnia di volo italiana low cost – sussiste l’ipotesi di un possibile e parziale recupero del business di Wind Jet, salvando quindi parte della forza lavoro in essa occupata, attraverso soggetti terzi del settore”.

RISCHIO GROUNDING - Il problema però è rappresentato dal fatto che negli ultimi mesi la compagnia catanese ha iniziato a raccogiere debiti su debiti. Come spiega La Stampa i problemi economici sono tali per cui gli aeroporti e la società di leasing, la Ilfc, possono smettere di dare credito alla compagnia in qualsiasi momento, con conseguente “grounding”, ovvero la messa a terra della flotta. Nei vari aeroporti serviti dalla compagnia siciliana la situazione è di caos totale. Help Consumatori spiega che i problemi per Windjet arrivano direttamente da Enac, il quale ritiene come la trattativa venga definita nel più breve tempo possibile per evitare ulteriori disagi ai passeggeri che hanno acquistato titoli di viaggio con il vettore low cost”.

 

33 Commenti

  1. Eliana scrive:

    LOWCOST solo di nomina! sono catanese, vivo all’estero e volo spesso con windjet…prezzi esagerati, spesso a soli 20 euri di differenza dall’alitalia e con aerei che lasciano a desiderare. Aerei sempre strapieni…ma per favore!!

  2. rokko scrive:

    Riguardo l’articolo, dico che non c’entra il destino ma l’assenza di liberalizzazioni. Come fa una low cost a sopravvivere in un mercato monopolistico su molte tratte.
    Per quanto riguarda i commenti ho letto invece cose assurde, del tipo che Cai ora è una compagnia privata che “viaggia sulle proprie gambe”.. Come se gli slot a Fiumicino e Linate fossero liberalizzati e non assegnati per legge a Cai fino all’eternità o giù di lì. Bel modo di viaggiare sulle proprie gambe..

    • il moralizzatore scrive:

      Infatti le low cost operano su scali alternativi (Ciampino, Orio al Serio), ma sei troppo ignorante o accecato dal meridionalismo piagnone per saperlo o rendertene conto.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie