Non è un paese per low-cost
di Maghdi Abo Abia - L'acquisizione di Windjet da parte di Alitalia priva il Paese della prima compagnia nazionale pronta a fare concorrenza ad Easyjet e Ryanair. Nella speranza che la Cai riesca a sfruttare le conoscenze dell'azienda catanese resta il dato di fatto che una compagnia a basso costo in Italia non ha futuro
Sembra destino ma in Italia non si può avere una compagnia aerea low cost. Le esperienze fallimentari di Alpi Eagles, Volare Web e Myair hanno steso una fosca coperta sul sogno di un vettore tricolore che possa fare davvero concorrenza al bundle “Alitalia – AirOne”, unite grazie all’impegno dei “volenterosi” con i conti saldati dal Governo Italiano.
IL SOGNO WINDJET - Negli ultimi anni si è però fatta avanti una realtà nuova e per certi aspetti benaugurante. Proviene da Catania ed il suo nome è “Wind Jet”. Nata nel 2003 per iniziativa dell’imprenditore siciliano Antonino Pulvirenti, impegnato nel settore della distribuzione alimentare e presidente del Catania Calcio, gestisce una flotta di 12 Airbus in leasing usati su rotte nazionali ed internazionali verso l’Europa ed il nord-est. La sede legale è a Catania, mentre le tre “basi” aeroportuali sono quelle di Palermo Punta-Raisi, Catania-Fontanarossa e Rimini-Miramare.
QUASI TRE MILIONI DI PASSEGGERI - La compagnia negli ultimi anni ha imparato a farsi apprezzare dai passeggeri, tanto che nel 2008 ha trasportato qualcosa come 2 milioni 900 mila persone. Tutto è andato per il meglio fino al 25 gennaio 2012, ovvero quando Alitalia ha dichiarato di volersi fondere con Blue Panorama e sopratutto con la compagnia di Pulvirenti. Ferrovie.it e The Passenger ci spiegano come dietro l’annuncio iniziale dello scorso gennaio ci fosse l’intenzione della compagnia presieduta da Roberto Colaninno di realizzare un colosso dei cieli in grado di combattere lo strapotere di Ryanair ed Easyjet.
LA FELICITA’ DI CAI - Il 13 aprile è stato firmato il contratto di acquisizione tra le due compagnie aeree. Come conferma Livesicilia le trattative, durate circa tre mesi, erano mirate ad acquisire da parte di Alitalia la conoscenza maturata in anni di lavoro da parte di Windjet conquistando quote di mercato nel settore dei trasporti low-cost. L’amminsitratore Delegato della compagnia di bandiera, Andrea Ragnetti, si è definito in una nota “estremamente soddisfatto dell’accordo sottoscritto in quanto si aprono prospettive di grande rilevanza strategica per Alitalia, legate allo sviluppo di un’offerta low cost di qualità e di grande valore per il mercato italiano”.













LOWCOST solo di nomina! sono catanese, vivo all’estero e volo spesso con windjet…prezzi esagerati, spesso a soli 20 euri di differenza dall’alitalia e con aerei che lasciano a desiderare. Aerei sempre strapieni…ma per favore!!
Riguardo l’articolo, dico che non c’entra il destino ma l’assenza di liberalizzazioni. Come fa una low cost a sopravvivere in un mercato monopolistico su molte tratte.
Per quanto riguarda i commenti ho letto invece cose assurde, del tipo che Cai ora è una compagnia privata che “viaggia sulle proprie gambe”.. Come se gli slot a Fiumicino e Linate fossero liberalizzati e non assegnati per legge a Cai fino all’eternità o giù di lì. Bel modo di viaggiare sulle proprie gambe..
Infatti le low cost operano su scali alternativi (Ciampino, Orio al Serio), ma sei troppo ignorante o accecato dal meridionalismo piagnone per saperlo o rendertene conto.