Il cane strangolato dall’accalappiacani

di - Succede a Catanzaro. L'operatore è stato denunciato

Il cane strangolato dall'accalappiacani
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Un cane strangolato dall’accalappiacani che avrebbe dovuto catturarlo per affidarlo ad una struttura di ricovero. E’ quanto documenta un video, allegato ad una denuncia per maltrattamento di animali, presentata alla Procura della Repubblica di Catanzaro dal presidente dell’associazione Aidaa, Lorenzo Croce. Il fatto segnalato nella denuncia, e’ accaduto nel capoluogo calabrese nei giorni scorsi.

IL FILMATO – ‘Quello che mostra questo filmato – afferma Croce – e’ assolutamente vergognoso. La segnalazione arrivata al numero unico di Aidaa e successivamente inoltrata al nostro servizio online di segnalazione reati e’ raccapricciante. Chiediamo sia fatta chiarezza e giustizia e che chi ha commesso questa nefandezza paghi’.
Il filmato, girato con un telefono cellulare, e’ stato diffuso su You Tube. Nella denuncia il presidente dell’associazione Aidaa chiede ‘che il responsabile di tale strangolamento pubblico del cane sia perseguito ai sensi di legge, cosi come vengano chiarite le eventuali responsabilita’ dei superiori dell’accalappiacani’. Il filmato e’ stato ripreso da una delle persone che hanno assistito all’accalappiamento del cane. (ANSA).

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63 Commenti

  1. Fireman scrive:

    Il video non l’ho assolutamente guardato, ma credo che abbia poca importanza. Se la notizia è che un operatore, nel tentativo di catturarlo, ha invece ucciso un cane randagio a questo fatto mi collego. Le altre considerazioni, anche se umanamente sono legittime, andrebbero vissute o conosciute con un po’ più di informazioni. Non è facile intervenire in situazioni particolari, anche solo per il fatto che il coraggio se uno non ce l’ha non è che può darselo. Anche la persona che ha filmato la vicenda non ha certo iniziato a farlo con la consapevolezza che questa si sarebbe conclusa con la morte del cane. Il comportamento tenuto dai presenti è difficilmente valutabile: da quanto erano sul posto? quanto sono rimasti e quanto potevano restare? erano liberi di agire e in grado di farlo? Insomma, giudicare una folla è complesso, anche perchè l’essere in gruppo tendenzialmente annulla le individualità fino a far assumere a ciascuno parte del comportamento collettivo. È un discorso complesso questo, molto meno lo è esprimere un giudizio sull’azione dell’operatore: ha sbagliato e sbagliare nel mettere in atto quello che si dovrebbe essere addestrati a fare è sempre una responsabilità individuale. Il punto è questo e questo soltanto. Fatta chiarezza su questo, ci si può e ci si deve chiedere se la persona che ha compiuto l’errore fosse davvero adatta al compito, se abbia ricevuto l’adeguata preparazione, se abbia poi davvero eseguito le procedure richieste dal caso o piuttosto le abbia sottovalutate, magari per fretta o perchè subiva la pressione esterna. Già il cercare di catturare un animale con una folla alle spalle è una sciocchezza: l’animale sarà agitato da questo e reagirà rischiando di fare male a sè stesso e a chi si troverà intorno pur di scappare. La cattura vera e propria è uno solo dei momenti, certo il più difficile, ma prima di questo va stabilito un contatto con l’animale, che va tranquillizzato. Comunque è poco utile definire le modalità più opportune quando esse, con tutta evidenza, non sono state adottate. Il fatto è che spesso per ricoprire dei ruoli che richiederebbero certe capacità e certe caratteristiche, molte Amministrazioni Comunali e locali utilizzano del personale magari ricollocato a seguito di tagli occupazionali in questo o quel settore, con il risultato di avere la persona sbagliata nel posto sbagliato. Senza contare poi tutte quelle persone assunte per clientelismo, specialmente al Sud. Questo episodio è stato documentato ed è quindi noto, ma non mi stupirebbe affatto se non fosse l’unico commesso dal responsabile. Infatti lo stato dei canili e più in generale l’atteggiamento delle amministrazioni rivolto al problema del randagismo in molte di quelle zone, agli occhi di un addetto che potrebbe fare “l’accalappiacani” o il custode dei vespasiani con la medesima sensibilità e preparazione, potrebbe giustificare la morte durante la cattura semplicemente come anticipazione di quel che comunque accadrà in seguito. Se quello stesso cane fosse finito in un fosso rompendosi una zampa, qualche pompiere sarebbe andato a prenderlo, magari a mani nude e molto probabilmente senza essere morso, perchè qualsiasi animale, anche il più feroce, capisce se lo si vuole aiutare… o lo si vuole ammazzare.

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