Dove si farà il deposito delle scorie nucleari?
di Redazione - Niente Emilia Romagna nonostantelo studio Sogin
Per ora l’Emilia-Romagna non e’ destinataria di scorie nucleari. Lo studio della Sogin, che individuava proprio l’Emilia-Romagna come uno dei siti idonei per ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi, non avra’ seguito. A dirlo e’ stato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che ha risposto nei giorni scorsi all’interrogazione dei deputati Radicali. Elisabetta Zamparutti e colleghi sottolineavano che “Emilia-Romagna e Basilicata sono in cima a una lista in mano alla Sogin, la societa’ statale che gestisce lo smantellamento delle vecchie centrali, stilata nel tempo ma mai rivelata”.
I DEPUTATI RADICALI – I deputati Radicali citavano anche alcune intercettazioni telefoniche pubblicate da L’Unita’ il 21 gennaio 2011, dalle quali emergeva che “i siti ritenuti piu’ idonei” per ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi “sarebbero gia’ stati individuati da tempo”. Secondo i Radicali, sarebbero dunque “sei i siti potenziali per ospitare rifiuti di seconda categoria”, ovvero quelli che “presentano un grado di pericolosita’ alto ma non massimo”. Di questi, uno appunto in Emilia-Romagna. De Vincenti, dal canto suo, di fatto conferma l’esistenza della lista della Sogin. Ma garantisce che non avra’ sbocchi. “Il documento cui fanno riferimento gli interroganti rappresenta uno studio preliminare- liquida il sottosegretario- svolto d’ufficio dalla societa’ e peraltro non divulgato che, in carenza dei presupposti normativi, non ebbe e non potra’ avere certamente seguiti procedimentali”.
SECONDO LE LEGGI - Secondo le leggi 75 del 2011 e 27 del 2012, spiega De Vincenti nella risposta scritta fornita alla presidenza della Camera, sulla base dei criteri indicati dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica e dall’Agenzia per la sicurezza nucleare, la Sogin ha sette mesi di tempo dalla definizione dei criteri per formulare “la proposta della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del parco tecnologico, stabilendo un ordine di idoneita’ delle aree sulla base delle caratteristiche tecniche e socio-ambientali”. L’Agenzia per la sicurezza nucleare, pero’, e’ finita tra gli enti soppressi dal decreto Salva Italia, che ha attributo in via transitoria le funzioni dell’Agenzia all’Ispra, fino alla nascita di un organismo di controllo del settore nucleare. Il decreto che deve dare vita al nuovo organismo, pero’, “non e’ ancora stato emanato- sottolinea il sottosegretario- ne’ sono stati definiti i criteri sulla base dei quali la Sogin deve formulare la carta nazionale delle aree idonee”.
DUNQUE - Dunque, afferma De Vincenti, “ne consegue che il documento cui fanno riferimento gli interroganti rappresenta uno studio preliminare, svolto d’ufficio dalla societa’ e peraltro non divulgato che, in carenza dei presupposti normativi, non ebbe e non potra’ avere certamente seguiti procedimentali”. In altre parole, liquida il sottosegretario, “fu solo un apprezzabile impegno del soggetto gestore sulla strada della individuazione non ulteriormente procrastinabile del sito dove realizzare il parco tecnologico, argomento la cui trattazione richiede lo sforzo congiunto da parte degli attori sociali e istituzionali coinvolti”. (DIRE)












Proporrei a casa di chi li ha volute; ce ne sarebbe una con un parco immenso e già con tanto di mausoleo; Trattandosi della villa di uno scarto umano, la vedrei benissimo per trattare altri scarti…..
L’importante è che lo facciano nel Sud così i terroni crepano di cancro.
Lia, tu il cancro già ce l’hai …al cervello!!
Inceneritore= termovalorizzatore
Deposito scorie nucleari= parco tecnologico
ecco in cosa eccelliamo in Italia, giocare con le parole per confondere