Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
pubblicato il 20 dicembre 2009 alle 14:00 dallo stesso autore - torna alla home

Una manifestazione pacifica per gridare che prima di strutture inutili occorrono servizi essenziali
4199996862 9bcfc0bbec b No al Ponte: quando la protesta si paga con la vitaVilla San Giovanni, 19 dicembre 2009. Ventimila. Questa la stima dei partecipanti alla manifestazione NO al Ponte del 19 dicembre. A questo mondo tutto può essere un’opinione ma non i numeri. Soprattutto se questi numeri sono persone, donne, uomini, nonni e bambini, armati di fischietti e di bandiere, di striscioni e sogni, spillette colorate, sciarpe e sorrisi che sfilano da Villa San Giovanni alla piazza di Cannitello, là dove sarà posta la prima pietra della piramide sullo Stretto che (non) sarà il Ponte. Alle nove un venditore ambulante vende fischietti NON ponte, l’originale.  A quell’ora, in piazza in piazza Valsesia, c’è Mario Congiusta, papà di Gianluca, ragazzo assassinato dalla ‘Ndrangheta. “Il ponte unirà due mafie” recita uno degli striscioni. Alle nove di mattina ci sono anche l’assessore regionale al Turismo Damiano Gagliardi, l’assessore regionale al Governo del Territorio Michelangelo Tripodi, il WWF, Legambiente, il CAI ed altre associazioni ambientaliste, la Fiom-Cgil, il Comitato civico Natale De Grazia, intitolato al capitano della Marina militare morto durante un’indagine sulle navi dei veleni. C’è l’associazione Rita Atria, la Chiesa Valdese di Reggio Calabria, gli studenti degli atenei calabresi e siciliani.

PARTIAMO!- La manifestazione parte a mezzogiorno: un ritardo per attendere i manifestanti bloccati a Rogliano per il ribaltamento di un camion.  Slogan semplici, che rimbombano durante il percorso. “Vogliamo l’acqua dal rubinetto, non il ponte sullo Stretto”. Sfila il corteo dei manifestanti e gli abitanti di Villa sono sul balcone della propria abitazione. Qualcuno, ancora in pigiama, scatta fotografie; a qualcuno il concerto di fischietti disturba il riposino post prandiale di questo nuvoloso sabato di dicembre. Il corteo si snoda verso strade abbandonate, dove il cemento esagerato ha sventrato il centro storico di questa cittadina. Il ponte è un’illusione, qualcosa che altri hanno scelto per questa gente che sta al balcone, qualcosa che in tanti, troppi, in strada, non vogliono.Qualche maglietta No al ponte sventola sulle ringhiere, le vecchie signore applaudono e mandano baci. Ma in strada la gente è poca.  Un elicottero segue dall’alto il corteo e c’è un momento in cui a via Rocco Larussa, in un insaspettato miracolo melodico, tutto si sincronizza in un unico ritmo: il concerto di fischietti, i tamburelli che servono ad accompagnare la tarantella, le mani e persino l’elicottero della polizia che veglia sulla quiete pubblica. A Cannitello, poco prima di vedere il mare, giungono notizie sulle cifre: ventimila partecipanti. Tanti cartelli sulle case, tanti cartelli con un solo imperativo: vendesi, vendesi, vendesi. Il mare è di piombo e le forze dell’ordine presidiano anche quel tratto.

UN MALORE E TANTA RABBIA - Il corteo è ora uno struscio etico, un unico lungo sorriso, un sì al NO ponte. Qui il 23 dicembre è prevista la posa della prima pietra dei lavori: a un ponte che4199243599 55ae077c82 b No al Ponte: quando la protesta si paga con la vitasirispetti si deve lo spostamento della linea ferroviaria, opera funzionale alla costruzione del ponte. L’incidente al Premier pare abbia rimandato questo “appuntamento”. Il palco della manifestazione è là, davanti alla chiesa di Porto Salvo di Cannitello. Per oggi è la chiesa No al ponte. Si susseguono gli interventi di uomini politici e di cultura. Parla Franco Nisticò, del comune di Badolato. Un intervento appassionato e poi un malore. Non si trova l’ambulanza che pochi minuti prima era proprio davanti al palco. I manifestanti chiedono a gran voce l’intervento di un medico e di un’ambulanza.Un’ambulanza della polizia si fa strada fra i manifestanti: sembra che voli, nessuno la sente. Il soccorso è convulso, disorganizzato: si accavallano le voci sul palco, si chiede il defribillatore, l’ossigeno ma i movimenti, i movimenti sono surreali, lenti, impacciati, ostacolati. Dopo dieci minuti Franco Nisticò viene caricato in barella. Ha il petto nudo, gli occhi chiusi. Appena parte l’ambulanza alcuni manifestanti si scagliano contro il cordone della polizia. Lanci di bottigliette di plastica, corsa dei poliziotti, invito alla calma dal palco. Si tratta di una manciata di soggetti. Lamaggioranza piange e non crede a quello che ha visto: una persona sta male e l’ambulanza, la cui presenza è obbligatoria in manifestazioni di questo genere, non è al suo posto. Il comitato No Ponte abbraccia la piazza creando un cordone per isolare coloro che vogliono attaccare le forze dell’ordine, arretrate su una salita. Sembra un girotondo colorato di bambini cresciuti. Davanti al palco sul mare dove suo padre ha parlato prima del malore, un ragazzo alto piange, strofinandosi le lacrime sulla faccia arrossata.

IL PONTE SI’, I SOCCORSI NO – Il senso di vuoto pesa, più di un pilone. I manifestanti stringono le loro bandiere, qualcuno cerca conforto in una sigaretta, qualcuno prega. Lo hanno portato all’ospedale Riuniti di Reggio Calabria Franco Nisticò. L’ambulanza non c’era perché ha dovuta soccorrere una persona. Così dicono dal palco ma in tanti credono che sia solo una notizia diffusa per pacificare gli animi. Franco non è più con noi: il suo corteo terreno si è fermato davanti al mare di Cannitello. Non vedrà mai il ponte perché un mostro sullo stretto Franco non lo voleva.  “Verificheremo le responsabilità” promettono gli organizzatori. Non si è fatto in tempo. Mancano i servizi di prima necessità in Calabria, quelli che ti salvano la vita, le ambulanze scarseggiano, ma ci sarà un ponte, che unirà la Calabria alla Sicilia, le rispettive povertà e ricchezze, indegnità e furbizie, incongruenze e contraddizioni, onestà e disonestà. Un progetto dissennato che oggi è stato confermato. L’assurdità ha già fatto il suo spettacolo, lo scempio si esibirà nei prossimi mesi. Ma dal palco della manifestazione non si esibirà più nessuno.

0 commentistampa - fallo leggere