La guerra del Pdl a Monti

di - La frase sui 1200 punti di spread se Berlusconi fosse rimasto al Governo non è proprio andata giù ai pasdaran

La guerra del Pdl a Monti
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Tanto tempo fa una classe politica priva di qualsivoglia capacità oltre che di scrupolo nei confronti del proprio elettorato, soffriva di una tale inferiorità da riuscire a farsi cacciare dopo tre anni di governo a causa della sua incapacità di gestire la crisi economica con tanto di obbligo nel sostenere un governo tecnico. Una crisi economica che, peraltro, la stessa classe politica aveva negato sino a qualche giorno prima.

LA STORIA DI UNA CADUTA - Questa classe politica si era illusa di tenere il toro per le corna dicendo che se non avesse rispettato i programmi il Governo tecnico sarebbe caduto. Non è successo e mentre il Governo Tecnico ricorda quello che è successo lo scorso novembre, quando il giorno 11 il capo di quella classe politica fu costretto alle dimissioni dopo che qualche giorno prima andò in Europa sostenendo cose come “in Italia i ristoranti sono pieni e gli aerei non si riescono a prenotare”, i suddetti vassalli di tale personaggio si stracciano le vesti ed accusano mr. Governo Tecnico di aver offeso l’operato della precedente classe politica.

NESSUNA POLEMICA - Ripercorriamo i fatti. Mario Monti in un’intervista al Wall Street Journal aveva ricordato i motivi che hanno portato alla caduta del quarto esecutivo di Sua Emittenza, ovvero la crescita dello spread dai 150 punti base del maggio 2011 ai 500 di novembre. Secondo Monti la stima di crescita sarebbe arrivata a 1200. In una nota di Palazzo Chigi lo stesso esecutivo ha spiegato che ”non c’é alcuna intenzione polemica nei confronti del precedente Esecutivo e che la stima di uno spread a 1200 punti base viene da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro Paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato”.

IL DISPETTO - Niente di più esatto. Tant’è che il governo Berlusconi IV è caduto l’11 novembre 2011 esattamente per questo motivo: non era previsto uno straccio di politica economica. Eppure. Eppure i pasdaran non hanno apprezzato la constatazione ritenendola un peccato di lesa maestà. Allora che ti fanno? Mandano sotto il governo su un ordine del giorno del decreto per la spending review che riguarda la sicurezza. A stupire maggiormente è la motivazione, espressa da Pietro Laffranco: “lo abbiamo fatto per protesta contro le parole di Monti su Berlusconi. Ha detto una sacrosanta sciocchezza e noi abbiamo voluto lanciare un segnale”.

PROMEMORIA - Ritorniamo alla nota di Palazzo Chigi: “anche per questa ragione si è fatto ricorso ad un esecutivo di natura tecnica, che potesse raccogliere consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il paese oltre che per far approvare misure anche impopolari ma non piu’ procrastinabili”. Parole che sono un promemoria ideale per Laffranco e per tutti coloro che soffrono di problemi di memoria. Andiamo avanti con le reazioni citando Renato Brunetta, che propone ogni giorno nella sua pagina Facebook il confronto tra spread attuale e durante il governo Berlusconi quasi fosse un confronto di temperature massime in agosto.

I PAROLONI DI BRUNETTA - “Leggiamo con divertito stupore l’intervista che il presidente Monti avrebbe concesso il mese scorso al ‘Wall Street Journal’ e in cui avrebbe ipotizzato uno spread a 1200 punti se il precedente governo fosse ancora in carica. Da professore a professore, chiedo al premier Monti il metodo della sua proiezione, sempre che sia vera: lineare, esponenziale, logaritmica, spannometrica, metaforica, metadentrica. Siccome non ci sembra una cosa seria, pensiamo senza ironia che sia frutto di un altro malinteso, dopo quello di ieri con ‘Der Spiegel’”.

NOI SI CHE ABBIAMO FATTO - Alla ricerca di una legittimità che pare aver perso, Brunetta continua snocciolando quello che avrebbe fatto l’Esecutivo di cui faceva parte: “Per la storia, invece, basti ricordare che con il governo Berlusconi sono state varate manovre per 265 miliardi, rispetto ai 65 miliardi del governo Monti, e che l’unica riforma che l’esecutivo tecnico ha fatto è stato l’ultimo miglio di quella delle pensioni, con la polpetta avvelenata degli esodati, mentre l’altra, quella del mercato del lavoro, è stata giudicata male sia dagli investitori sia dalla stampa anglosassone. Per tutte queste cose mi rifiuto di credere che quella al ‘WSJ’ sia una vera intervista: preferisco pensare a un colpo di sole, non si sa di chi”.

DOTTOR MONTI E MR. HYDE - Ancora, Anna Maria Bernini: “E’ sorprendente come nello spazio di una notte, il presidente Monti riesca a trasformarsi da dr Jekyll a mr Hyde”. Ieri, in versione dr Jekyll ha criticato su di un giornale tedesco eccessi rigoristi ed assenza di sovranità europea, in assoluta continuità con la politica anticrisi avviata dal governo Berlusconi, e facendone propria anche la critica sulla Cancelliera Merkel. Oggi, in versione mr Hyde, in un’intervista ad un giornale americano, si abbandona all’uso politico dello spread, arrivando a sostenere, con toni da propaganda, che con Berlusconi avrebbe volato oltre quota. Frase assurda e sgangherata, spiegabile più come effetto della calura estiva che con la successiva confusa smentita di Palazzo Chigi. Siamo certi che nei prossimi giorni, il Monti Jekyll prevarrà sul Monti Hyde, nella consapevolezza che in questi mesi il Presidente del Consiglio ha sempre mostrato di avere a cuore il sostegno del Pdl”.

MONTI? UN INDOVINO - L’hanno presa davvero male. Qualcuno ha parlato male del capo. Stai a vedere che dopo gli ultimi strali fanno tutti quadrato per evitare di essere visti come dei congiurati? Ecco il turno di Ignazio La Russa che in quanto ad eleganza non è secondo a nessuno: ”Finalmente Monti ha trovato il suo vero mestiere, l’indovino. Perché lui vede quello che sarebbe successo. Forse se apre un piccolo stand da indovino in una fiera fa un risultato migliore di quello che sta facendo come presidente del Consiglio”. Ricordiamo a La Russa le risate di Sarkozy e Merkel. E no, non basta che anche il nano taccuto francese se ne sia andato. La frase “abbiamo fiducia nel sistema italia” e non nel sistema “berlusconi” dovrebbe far riflettere, ma visto le reazioni ci accontentiamo.

MANDIAMOLO A CASA - Le reazioni non sono certo finite. Maurizio Bianconi. ”Ancora una volta il professore dei finanziari si accanisce contro Berlusconi e il governo di centrodestra. E puntuale arriva la pietosa smentita alla quale, come al solito, non credono neppure i suoi piu’ accaniti tifosi. Si tratta di un killer di diritti, di democrazia, e dei nostri valori”. ”Il problema e’ che nel Pdl c’e’ ancora chi consiglia Berlusconi ed Alfano a sostenere questo killer di diritti – aggiunge Bianconi – di democrazia, e dei nostri valori. Se non vogliamo perdere quel poco di dignita’ che ci resta e quel poco di rapporto fiduciario con i nostri elettori, bando ai calcoli astrusi ed alle dietrologie: torniamo ad essere noi stessi e mandiamolo a casa. Pagheremo un prezzo ma terremo viva una speranza”. Qualcuno spieghi a Bianconi perché è arrivato Monti, e magari anche all’esponente della società civile, detta da lei stessa ad Agorà, su Rai Tre, Daniela Santanché: “Dopo una dichiarazione del genere la misura e’ colma. Per cui io sarei prontissima ad andare al voto e credo che in questo momento Monti con noi dovrebbe avere chiuso”.

I MIAGOLII DELLA LEGA - Un’occasione del genere poi consente alla Lega di tornare a parlare di cose diverse dai conti del Partito, di Belsito, dei figli di Umberto Bossi e della deriva maroniana. L’argomento poi è curioso: “Il presidente Monti dovrebbe smetterla di screditare il Paese in giro per il mondo con interviste ardite e piuttosto arbitrarie che non fanno altro che aggravare una situazione già abbastanza precaria”. Paole del vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti. ”Fino a prova contraria – ha aggiunto – con il precedente governo lo spread viaggiava sugli stessi numeri di quelli attuali, con la differenza che questo esecutivo ha portato il Paese in recessione a cause di tutte le tasse aggiuntive che ha messo sulla testa dei cittadini e delle imprese. Un capolavoro per cui è stata inutilmente sospesa la democrazia e di cui sarebbe meglio non vantarsi troppo”. Suvvia, c’è di peggio anche a casa propria, no?

MONTI CI INSULTA - Non poteva mancare Roberto Calderoli: “”Monti non è degno di una democrazia, prima insulta il Parlamento e poi insulta pure quello grazie al quale ha avuto l’incarico a Palazzo Chigi e da cui viene sostenuto: ora Berlusconi stacchi la spina a questo ingrato che sta rovinando il Paese e lo sta svendendo all’Europa del Palazzi”. E quando il suo segretario mostrava il dito medio a bella posta davanti a telecamere e fotografi cos’era?

LE SCUSE - E per finire ecco la lezione di maturità. Mentre il Pdl continua nei suoi dispetti con la mancanza del numero legale al Senato dov’è in discussione una ratifica sulla convenzione per la protezione delle Alpi, provvedimento comunque inviso alla Lega, Mario Monti ha telefonato a Silvio Berlusconi esprimendo tutto il suo rammarico “per una una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread, che era contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni”. Perché si può anche sbagliare ma è giusto metterci la faccia. Questi signori che invece protestano ed inveiscono dove sono stati nei tre anni di Governo? Prima di attaccare l’esecutivo per futili motivi, si facciano questo esame di coscienza perché è vero, la gente dimentica, ma non s’illudano: certe cose non finscono nel dimenticatoio. Soprattutto se ancora le stai pagando.

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11 Commenti

  1. cervelletto scrive:

    quando berlusconi morirà organizzerò un tour per pisciare sulla sua fottuta tomba

  2. licantropo scrive:

    ma quali risultati si vuole raggiungere quando il primato della pressione fiscale, insieme all’economia non osservata e la corruzione dilagante,nonchè una ormai precaria tutela della sicurezza del territorio,fanno dell’italia un paese non ind…icato per gli investimenti ? se poi si pensa che tutto è rimasto come prima,salvo una aspettativa di riduzione della spesa con un unico ufficio acquisti,,,,quando ci si rende soggetti alle banche alle quali si regalano 500 miliardi di rifinanziamento,ma non vegono vincolate a destinare le risorse verso la produzione,qualirisultati avremo?….avremo una recessione galoppante anche per i prossimi anni accompagnata da una disoccupazione….e da chiusure di fabbriche ed esercizi ciommerciali…ma il professore continuerà a cantar vittoria

  3. cervelletto sicuro pisciare sulla tomba del berlusca ma quando verrà speriamo presto cacare sulla tomba di napolitanov

  4. Fireman scrive:

    Non nutro una particolare simpatia per il Professore, nè sono portato ad attribuire alle sue azioni un’aspettativa salvifica, ma trovo davvero irritante che dei personaggi del calibro di Cicchitto o Calderoli ritengano loro preciso diritto e dovere continuare a cianciare della bontà della loro azione di governo. A questo punto non è nemmeno più una questione di buongusto il loro tacere, ma reiterata istigazione al reato, dato che il calcio nel culo si configura tuttora quale percossa e non come sfogo liberatorio.

  5. Luca Schiavoni scrive:

    la Gelmini, OGGI su La7 a Omnibus, per 3 volte ha ripetuto che LORO nel 2013 portano avanti l AGENDA MONTI … ok? Ora sapete per chi votare.

  6. La Democrazia conta scrive:

    quanto ha fatto il PDL recentemente nelle comunali…. 10-12%?

    No così tanto per ricordare cosa conta nella vita.

  7. La vendetta dei nani scrive:

    Perdita di tempo le fesserie della gelmini ed il mini stro nzo, l’unica ad essere licenziata quando era consigliera comunale dai suoi stessi compagni di partito, per incompetenza, è stata la gelmini, tralasciando l’epopea da ministro dell’istruzione; a leggere certi commenti sopra, si capisce che l’italiano è sempre più un opzional, fra i sostenitori berlulecchini, e che l’obbietivo è stato più che centrato; per lo statista puttaniere non è mai esistita nessuna crisi, i ristoranti sono sempre stati pieni,invenzioni dei comunisti e per questo non c’è stato bisogno di nessun intervento preventivo; in parole povere, tranne che metterlo nel culo anche ai poveri coglioni che li hanno votati, non hanno fatto. A che serve lo SPRED quando la crisi NON ESISTE???!!!!!

    • La democrazia sconta scrive:

      ricordiamo i gloriosi discorsi psichedelici dello psiconano: “l’italia sta meglio di tutti gli altri paesi”

      • la vendetta dei nani scrive:

        dovresti ricordarlo alla banda di nani tuoi amici, che fino a ieri dicevano che la crisi era una invenzione coglione….!!!

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