Con 184 voti a favore, 158 contrari e due astensioni, il testo del disegno di legge passa all’ esame del Senato. Solo il PP ha votato contro. In blocco.
Il disegno di legge spagnolo sull’aborto ha superato il primo scoglio ed è
stato approvato dal Congresso della Camera con il sostegno di sette partiti: il PSOE, PNV, ERC, BNG, UI, e ICV e Nabai. Hanno votato contro la Legge sulla salute sessuale e riproduttiva e l’interruzione volontaria di gravidanza, parte del CiU, dell’ UPN e UPyD. Solo il Partito Popolare ha votato compatto contro il disegno di legge con un intervento radicale del suo portavoce, Santiago Cervera, anche se con toni più moderati rispetto a quelli utilizzati nel corso della discussione globale, dalla portavoce delle Pari Opportunità del PP, Sandra Moneo e con un discorso più tecnico di “tolleranza zero” per la legge, ma più focalizzato su questioni come l’ obiezione di coscienza
PALLA AL SENATO - “Non c’è il consenso“, “si cerca di dividere” e ancora “il governo cambia l’agenda politica per nascondere inefficienze colossali” ha affermato Cervera, anche se ha omesso di utilizzare frasi come “questo è un attacco contro la maternità” che erano state ampiamente brandite dal suo partito durante il dibattito totale. Il testo risultante, che ora passa al Senato, comprende modifiche come il riconoscimento dell’obiezione di coscienza dei singoli, la garanzia dell’ educazione sessuale, la sovvenzione di contraccettivi di ultima generazione e soprattutto le “sfumature” sull’ aborto per le donne di età compresa tra 16 e 18 anni. Un consenso al quale ha aderito anche il PNV ( Partito nazionalista basco ) che per la prima volta nella sua storia, non ha lasciato la libertà di coscienza ai suoi deputati. Joseba Agirretxea, portavoce del PNV, si è detta sicura del fatto che il testo è notevolmente migliorato, grazie all’ammissione di alcune delle modifiche da lei richieste, come quella che obbliga ad informare i genitori o i tutori legali delle donne minorenni a meno che non si sia in presenza di un conflitto genitori-figli per cui la decisione potrebbe portare a problemi di violenza all’ interno della famiglia. Proprio questa modifica aveva ricevuto l’approvazione dalla Commissione per la Parità della Camera qualche giorno fa.
EDUCAZIONE SESSUALE A SCUOLA - La socialista Carmen Montón ha assicurato che il testo è il prodotto di un ampio consenso, visto che solo
un gruppo parlamentare ha votato in blocco contro la legge. “Abbiamo legiferato per il riconoscimento del diritto di decidere per le donne sulla loro maternità“, ha affermato la Montón. La tesi della socialista e dei portavoce che hanno sostenuto il progetto di legge è che si tratta di una norma che mira a prevenire gli aborti e che per la prima volta, tira fuori l’aborto dal codice penale per includere misure di prevenzione e ridurre il numero di interruzioni volontarie di gravidanza. Il testo della nuova legge prevede anche che in tutte le scuole, venga garantita l’ educazione sessuale necessaria e che tutti gli studenti di medicina e infermieristica studino come praticare un aborto durante la loro carriera universitaria. Inoltre, il testo riconosce anche il diritto all’obiezione di coscienza per gli operatori sanitari direttamente coinvolti nella risoluzione di una gravidanza e prevede di finanziare in parte l’utilizzo per i giovani dei contraccettivi di ultima generazione.
PP SPACCATO - L’argomento aborto ha diviso i membri del PP, ma la leadership del partito è riuscita a non provocare eccessive tensioni interne. Ma la questione è così delicata che il PP ha deciso di mitigare la sua posizione e cambiare il portavoce in Commissione sostituendo Sandra Moneo con Santiago Cervera. La Moneo, deputata molto vicina alla direzione e incinta di quasi otto mesi, aveva attaccato il testo con un discorso durissimo, al Congresso di tre settimane fa. “Nega alle donne il diritto di essere madri” e aveva sottolineato come la pillola del giorno dopo fosse distribuita ormai “come una caramella.” Il suo intervento era stato accolto con favore dai conservatori più radicali, ma aveva pure deluso le voci moderate nel partito. Tra questi, Celia Villalobos che aveva preferito uscire dall’aula per non ascoltare. La Villalobos aveva già rotto la disciplina di voto nel 2005 sul matrimonio gay. Ma il PP è ormai isolato nelle sue posizioni perché i socialisti hanno vinto con il sostegno della sinistra e grazie alle modifiche apportate, anche con quello del PNV. Se il testo verrà approvato anche al Senato, la Spagna riuscirà così a mettere in fuorigioco il regime di clandestinità in cui è relegata l’ interruzione di gravidanza e a riportare tutto in un circuito di consapevolezza, prevenzione e soprattutto di sicurezza della salute della donna.
























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A VOI CHE UCCIDETE I BAMBINI! FIN DENTRO IL VENTRE! E A VOI CHE INDUCETE A COMMETTERE QUEST’OMICIDIO! SOLO IL PENTIMENTO VI PUO’ SALVARE DALLA DANNAZIONE ETERNA
ti dirò di più, in Spagna c’è anche la pillola dei 5 giorni dopo (leggi:http://www.ilmediterraneo.it/it/news/scienze-e-tecnologia/spagna-da-oggi-in-farmacia-la-pillola-di-cinque-giorni-dopo-0002333) …Anche se sei contraria, cerca di non giudicare perchè ci sono molte ragioni dietro gesti così dolorosi
LA CONFESSIONE IN UNA CHIESA CATTOLICA.
in effetti il Savonarola ci mancava
Tess, perdonalo, gli si è rotto il tasto LOCK! Presto lo assumeranno a “Le Iene” per “Il Moralizzatore” del 2010
Tornando seri, la Spagna è spesso un esempio da seguire e questo disegno di legge mi sembra una crescita importante per un paese civile, che mette la persona al centro di una legge, per poter scegliere in maniera più serena per la sua vita e per quella del suo bambino. Essenziale è anche l’opera di prevenzione attuata tramite un’ educazione sessuale adeguata a scuola, ma dovrebbe esserci anche in famiglia.
SPAGNA: DA OGGI IN FARMACIA LA PILLOLA DI CINQUE GIORNI DOPO http://www.ilmediterraneo.it/it/news/scienze-e-tecnologia/spagna-da-oggi-in-farmacia-la-pillola-di-cinque-giorni-dopo-0002333