Noi, seguaci di Bossi fino alla fine
18/12/2009
Il dott. Pier Gianni Prosperini, noto come “La forza del Nord”, anche quest’anno regala generosamente un calendario ai suoi sostenitori. L’immagine di copertina non lascia dubbi: il consigliere regionale lombardo, in vesti tribunizie per non dire di peggio, indica senza mezze misure la porta agli immigrati indisciplinati. “Se non osservi le nostre Leggi, se non condividi i nostri Valori, se non ami la nostra Patria: Camel, barcheta… e te turnet a Cà!”.
Lasciamo stare il fatto che il Prosperini non ha propriamente osservato “le nostre Leggi”: da un paio di giorni è infatti in galera per una faccenda di tangenti. Ma si sa, quando c’è una nobile causa la si finanzia un po’ come si può. Il peggio è che non è nemmeno un leghista. Ex militante di AN – all’epoca si faceva chiamare “La destra del Nord”, e dev’essergli costato non poco rinunciarvi – è oggi nelle file del PDL.
Il nordismo avanza, dicono i numeri. Ma sappiate: è anche colpa mia. E vostra, illuminati lettori. Quando un amico, con il chiaro intento di rovinarmi la giornata, mi ha girato il link alla pagina di Prosperini ho passato qualche minuto a ridere. Poi ho inoltrato il collegamento ad altri, che a loro volta hanno riso, e voi magari adesso avete cliccato e state ridendo. O siete indignati, che è poi lo stesso. Finchè continuiamo a fare così, a sganasciarci o piangere per il Borghezio Beat, a divertirci o strabuzzare gli occhi per il caffè padano, lo “spiana sinistri” e “eradicatore di no global” Prosperini continuerà ad essere votato ed eletto, salvo tempestivi interventi della Guardia di Finanza.
Ok, capisco. Non è facile restare seri e non è facile trattenere il rigetto automatico per certe stupidaggini, ma facciamo tutti – liberali, socialdemocratici, comunisti, centristi – troppo spesso confusione tra l’epifenomeno cretino e le radici profonde (che non gelano, come vi saprà dire qualsiasi neofascista, ma solo perchè i maledetti ladri ci hanno rubato Tolkien).
Dai salotti in toni pastello, dai club esclusivi, dalle sedi scout continuiamo a scuotere la testa per il linguaggio rozzo e per le proposte irricevibili di Bossi e compari, buttando via il bambino con l’acqua sporca. Espressione tipica: “Il leghismo, il nordismo sono figli della paura del diverso”. Quindi esecrabili et cum hoc satis, lasciamo perdere, noi siamo meglio di così, quella quota non irrilevante di popolazione che li vota è senza speranze, da compatire o internare a seconda dei caratteri.
E invece no, no, non è vero. Ci sono ovviamente quelli che davvero odiano i centrafricani perchè sono neri, i marocchini perchè sono musulmani, i cinesi perchè sono cinesi. Ma non è un tratto radicato nella cultura italiana, non riuscivamo a essere davvero razzisti nemmeno ai tempi di Mussolini. L’immigrazione magari ha stimolato qualche reazione di timore, ma il punto non è quello. Il punto, sembrerebbe, è piuttosto un bisogno di concetti di identità che nessun altro offre in maniera convincente.
La natura aborre il vuoto: Bossi e compagni ne hanno approfittato in modo astuto. Adottano esattamente la stessa strategia del loro nemico. Gli immigrati taroccano le borse, loro tanto per cominciare hanno taroccato il cattolicesimo, poi un po’ anche il socialismo. Il Prosperini ama definirsi “paladino della fede” e “indomito difensore della Croce”; le camicie verdi hanno sottratto voti a Rifondazione Comunista tra gli operai del Nord-Est.
La Conferenza Episcopale, mostrando una certa sensibilità, finalmente cerca di porre argini a queste derive: non sono più i tempi in cui Irene Pivetti poteva far mostra di passioni vandeane e poi finire a fare la soubrette tra l’ilarità generale, sta diventando tutto un po’ troppo serio. E sono ancora troppi quelli che si voltano disgustati al posto che proporre un’idea di nazione e di cultura degna di una biblioteca più che di una bancarella (e no, l’idea di nazione non è roba da bancarella intrinsecamente, ascoltate un discorso di Churchill, per pietà).
Si capisce, pesa il passato. Remoto e prossimo. Pesa la rigidità dell’economia che spinge fuori dai confini molte energie che potrebbero essere spese nella ricostruzione morale del Paese. Pesa non poco il modello personalista di Berlusconi, e in seconda battuta anche quello debolissimo del PD. Non c’è grande spazio di espressione, è negativo il pregiudizio (questo sì) che è talvolta diffuso in altri paesi avanzati, alcune questioni non interessano praticamente a nessuno. Resta però il fatto che, a forza di pensare che patria uguale fascismo, potrebbe finire per essere di nuovo vero.













calendario 2011
Potrebbe anche essere, ma il trionfo della lega ha le basi abbastanza malferme, e se si pensa che nel 1996 aveva 4 milioni di voti e nel 2008 ha raccolto 3 milioni di voti non si può certo parlare di avanzata, e quello era il periodo della Pivetti.
Io preferisco Prosperini a Giovanni Bivona, mi fa ridere di più. E invece me lo hanno arrestato. Bah. Ovviamente ora partirà la caccia alle streghe di chi è sicuro a priori che sia colpevole… siamo un paese senza civiltà giuridica, del resto. Ma a me dispiace tanto: se si tolgono le cose divertenti dalla politica, cosa rimane?
Prosperini era della Lega poi l’hanno cacciato mi pare o se ne è andato lui finendo in AN