Pacco-bomba alla Bocconi, è colpa del web

17 dicembre 2009

Non ha fatto in tempo a essere ritrovato inesploso, il pacco-bomba dell’Università Bocconi, che già Il Giornale e Libero hanno trovato il colpevole. “E’ un altro frutto delle campagne dei cattivi maestri“, scrive il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, che poi, per contribuire a svelenire il clima della politica, fa scrivere ad Alessandro Sallusti che “Il comitato di liberazione nazionale fondato da Casini, Di Pietro e Bersani ha un nuovo socio: dopo il mattacchione Tartaglia, si sono arruolati tra i resistenti anche i compagni della Federazione anarchica informale“, ovvero il Fai che ha rivendicato l’attentato. Bonjour finesse. “Una bomba da matti”, gli fa eco Maurizio Belpietro dalle colonne del quotidiano degli Angelucci. Carramba che sorpresa.

Il volantino reca le firme «Sorelle in armi – Nucleo Mauricio Morales/Fai», è intitolato «Operazione Eat the Rich – Fuoco ai Cie» e si conclude con la minaccia: «Chiudere subito i centri di identificazione ed espulsione o inizierà a scorrere il sangue dei padroni». La stessa firma «Federazione Anarchica informale» è apparsa martedì su una busta contenente un portafoglio imbottito di polvere esplosiva, deflagrato sulla scrivania del direttore del Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Tra gli obiettivi indicati nella rivendicazione il Cie e strutture collegate. La busta, gialla e di 25 centimetri per 15, aveva dei francobolli, ma era priva del timbro postale, l’indirizzo era scritto a macchina. La polvere esplosiva era del tipo usato per i petardi e l’innesco era elettrico. La deflagrazione se il direttore del Cie, Luigi Del Ciello, non fosse stato pronto di riflessi gettando la busta sulla scrivania, avrebbe potuto fare anche molto male, se ad esempio fosse avvenuta vicino al viso“, scrive il Corrierone. Ma tanto è inutile: quando qualcuno ha deciso il colpevole, anche tutte le prove del mondo del contrario non serviranno.

Nella fattispecie, inutile far notare agli Sherlock Holmes del Grande Gombloddo polidigo che gli anarchici poco c’azzeccano con la teoria della “strategia della tensione comunista” che sarebbe in atto: perché storicamente anarchici e comunisti si sono sempre guardati in cagnesco – sono ideologie diverse, hanno obiettivi diversi – e perché è spesso capitato che i comunisti abbiano sterminato gli anarchici, anche quando (in Spagna) una semplice conta numerica avrebbe sconsigliato di fare troppo gli schizzinosi, ideologicamente parlando. Conta anche poco che l’obiettivo dichiarato non sia stavolta l’onnipresente Berlusconi, ma i Centri di Identificazione ed Espulsione, ovvero quei lager perbene dei quali un esempio perfetto è Ponte Galeria. E che, nella sostanza, sono un’iniziativa bipartizan che ha coinvolto, negli anni, tanto il centrosinistra quanto il centrodestra. Dettagli, quisquilie, facezie, piccoli particolari che non scalfiscono minimamente la Teoria Principale: ovvero, che è tutta colpa di Casini, Bersani e Di Pietro. I quali fanno mettere le bombe per far cadere il governo “legittimamente eletto dagli italiani“, come ci ricordano tutti i giorni Il Giornale e Libero. Ovviamente, gli ordigni sono stati confezionati nelle redazioni del Fatto, del Gruppo Espresso e di Anno Zero, ci faranno sapere a breve: era il minimo. Anzi, di più: guardando con attenzione il volantino di rivendicazione, è difficile non notare che nella firma è anche presente uno smile, una faccina. E’ questa, come si faceva notare in un forum segretissimo, la pistola fumante che anche il Web non può essere innocente e un ruolo decisivo deve avercelo avuto. All’armi, all’armi: anche la bomba è colpa della Rete. Chiudete l’Internet!1!

7 commenti a Pacco-bomba alla Bocconi, è colpa del web

  1. maria teresa

    Ma non vi fa sentire importanti a voi che scrivete sull’internet che vi sia dia la colpa di tutto? Aoh, siete forti, siete fighi, c’avete in mano le sorti dell’Italia, basta che decidete e rovesciate il legittissimamente eletto Governo. C’è da temervi.

  2. Tess

    Certo che Feltri sta messo proprio male in giornalismo. Bastava andare un po’ più indietro nel tempo, e avrebbe scoperto che questi qui confezionavano pacchi regalo pure per Prodi

    • Tetsuo

      Ma perchè tu pensi che a Feltri interessi sapere la verità?
      Lui mica è pagato per fare il giornalista o scovare la verità, lui è pagato per smerdare gli avversari di turno e per girare le frittate.
      Da quando è arrivato al Giornale ha subito fatto capire che colpiva SOLO sotto la cintura, ovviamente dando la colpa all’avversario.

  3. Primi provvedimenti del governo. Chiusa da subito l´Italia in miniatura. Non si sa mai…

  4. Alessandro Abis

    Il Giornale e Libero non son buoni neppure per avvolgere il pesce. Se queste cose le avesse scritte Signorini su Sorrisi&Canzoni, allora mi sarei preoccupato.

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