Interni

Ma io vi perdono tutti!

17 dicembre 2009

Come diceva il vangelo, porgere l’altra guancia è sempre cosa buona e giusta!

La vicenda Tartaglia ha naturalmente spinto molti dei nostri giornalisti a dare il peggio di sé: questa volta, però, ci risparmiamo di andare a leggere Feltri o Farina, di rivedere Minzolini o Porta a Porta, di star dietro a Travaglio: non vale davvero la pena, anche perché basta accendere la televisione per sentire di nuovo le stesse due opinioni su ogni canale. In compenso è il caso di dare un po’ di spazio ad una conseguenza secondaria del fattaccio: l’improvvisa presa di coscienza del fatto che il web è pieno di pericolosi sovversivi. Ad esempio, il buon Gian Antonio Stella sul Corriere va piuttosto vicino a scrivere uno di quei pezzi scandalizzati sui gruppi di Facebook che oggi vanno tanto di moda, e se la prende con “l’immondizia che trabocca online a sostegno dell’uomo che ha scaraventato una statuetta in faccia a Silvio Berlusconi (c’è chi si è spinto a scrivere: «Gli doveva rompere il cranio a quel testa d’asfalto!»)”. Stella ha il merito di precisare che il limite alla libertà di parola c’è già, e che l’istigazione a delinquere e l’apologia di reato sono già sanzionate dal codice penale. Niente invocazione alla censura, dunque. Eppure non si può fare a meno di notare l’approssimazione grossolana con cui viene affrontato il problema: “Uno Stato serio non può tollerare che esista una zona franca dove divampa una guerra che quotidianamente si fa più aspra, volgare, violenta [...]. Tomas Maldonado l’aveva già intuito anni fa: «In queste comunità elettroniche cessa il confronto, il dialogo, il dissenso e cresce il rischio del fanatismo [...]»”. Come se “queste comunità elettroniche” funzionassero molto diversamente da quelle del baretto sotto casa. Se questo è il livello dell’analisi, non stupisce che anche le proposte di soluzione siano confuse: “Ma più libertà di odio è più democrazia? È una tesi dura da sostenere. E pericolosa”. Ok, allora prendiamo provvedimenti? No, perché è difficile arginare una simile onda e, come dicono gli avvocati di Google, «è come processare i postini per il contenuto delle lettere che portano». Il consiglio finale, a questo punto, è facilmente prevedibile: “Occorre abbassare i toni. Tutti”. A occhio e croce, è un buon titolo per un gruppo su Facebook.

IL RE NON A CASO – Passando a qualcosa di più allegro, Adriano Celentano ha scritto un’altra lettera, stavolta a Repubblica, sul tema dell’ambiente. L’incipit non ha bisogno di commenti: “Caro direttore, quando si dice: “È come sparare sulla Croce Rossa”, è esattamente quello che si sta facendo adesso. La Croce Rossa di turno, già dilaniata dalle torture, sulla quale ci si affanna a dare l’ultimo colpo di grazia, è nientemeno che sua maestà la “TERRA”. Gesù disse: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio””. Tra le altre perle della lettera citiamo un’interessante nuova teoria cromatica: “Ecco perché poi, di punto in bianco, tre o quattrocento mila persone si riuniscono in giro per le strade con il fazzoletto viola… forse per dirgli che il suo comportamento non corrisponde alla sincera bellezza di quel colore. È dal viola infatti che hanno origine tutti gli altri colori. Senza il viola non ci sarebbero gli altri”. Non si finisce mai di imparare, anche dal “re degli ignoranti”.

UN PICCOLO PASSO PER UN QUOTIDIANO… - E a proposito di ignoranza, qualche giorno fa più di un quotidiano ha tirato fuori uno svarione niente male: la cara vecchia confusione tra aborto e contraccezione d’emergenza. La notizia in questione riguardava una donna costretta ad assumere la pillola del giorno dopo per via di un’inseminazione artificiale col seme sbagliato. Nei titoli invece la donna è stata “costretta ad abortire”. Errori che capitano, certo. Da anni. Come ad esempio il genere delle persone transessuali – lo so, pensavate che questa volta me ne fossi scordato – che i nostri giornali si ostinano a usare a casaccio. Anche questa settimana il Corriere non fa eccezione, con un pezzo dal già bellissimo titolo Arrestato a Parigi il trans Michelle – Ma ci sono dubbi che sia quello del video” e che inizia con l’eloquente “Michelle finisce in procura a Parigi perché clandestino” (ma anche “questo Michelle”, poco oltre, merita). Menzione d’onore, invece, per Repubblica, che usa apprezzabilmente “le trans”, anche se poi sul finale cede ad un meno gentile “i viados”. Si va avanti per piccoli passi. Piccoli passi e piccoli accorgimenti: amico titolista, se una frase ti risulta intrinsecamente difficile da scrivere correttamente, cambiala. Cambia la struttura, cambia le parole, quello che vuoi: ma non pubblicare, ti prego, un titolo che fa a pugni con la grammatica come “Houston sceglie un sindaco lesbica”. Altro amico titolista, “Orso di tre quintali aggredisce guardiano – aveva lasciato la gabbia aperta. E’ grave” sarà anche un racconto dettagliato e interessante, soprattutto quando specifica il peso approssimativo dell’orso o quando precisa che “è grave” (non si sa se il guardiano o la vicenda in sé), ma non è un titolo. Ulteriore amico titolista, non per atteggiarmi ad esperto, ma il burlesque non è “La versione anglosassone «spinta» del vecchio «avanspettacolo» italiano”. Ennesimo amico titolista, Cina: arrestato un folle? Sicuro? Non sarà che il suo essere un pluriomicida era più rilevante? E infine, ultimo amico titolista che hai titolato “Capodogli spiaggiati: tutti morti: lo so, il mondo fa schifo, ma sappi che almeno io ti voglio bene.

3 commenti a Ma io vi perdono tutti!

  1. maria teresa

    Due domande: qual è il particolare per il quale non si è sicuri se la trans Michelle di Parigi sia la stessa del video? :)

    Ma è stato l’orso a lasciare la gabbia aperta? :)

  2. ma nessuno ha detto dopo l’elezione del sindaco lesbica: “Houston abbiamo un problema”?

  3. marblestone

    Ignoranti! Dal titolo si capisce che è la gabbia che è grave.

    Però pure Repubblica che dice
    Usa, litiga con la ragazza e muore
    addio a Henry, star del football

    E poi nella spiegazione dice che è morto perchè ha litigato con la fidanzata ed è caduto dal pickup … infine spiega che litiga con la fidanzata, che è alla guida di un pickup, lui va nel cassone (atteggiamento tipico di chi litiga con la fidanzata) e da lì cade e si ferisce.
    Leggendo la CNN si capisce invece che bisticciano, lei prende l’auto e cerca di scappare via e lui salta sul pickup. Da lì cade mentre lei parte e si ferisce a morte. In effetti non era così difficile…

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