“Molestie, allarme e disagio in pubblico”. Per questa accusa, dopo aver passato 5 ore in una cella londinese, una ragazza italiana ha dovuto pagare una multa di 80 sterline. Ora denuncia tutto: “Ho ripreso anche gli agenti che mi hanno scambiata per una terrorista”
C’è una ragazza italiana oggi in home page sul sito del Guardian. Si chiama Simona Bonomo e si trova a Londra per studiare Storia dell’Arte alla London Metropolitan University. Nella video intervista rilasciata al quotidiano britannico denuncia l’episodio singolare di cui è stata recentemente protagonista. Oggetto della scrupolosa applicazione di una norma di prevenzione antiterroristica inglese piuttosto contestata da quelle parti, così pare. Pensato anche per combattere i cyber-terroristi, nella sua sezione 44 il Terrorism Act 2000 è diventato lo spauracchio di molti fotografi che passano o vivono in Inghilterra. Leggendo questa storia si può immaginare perché.
SCAMBIATA PER UNA TERRORISTA – Simona, trentaduenne, è stata arrestata dalla polizia londinese lo scorso diciannove novembre. Fermata in malo modo, condotta in cella e qui tenuta per cinque lunghe ore, la sua triste avventura è iniziata per un malinteso che ha del ridicolo. Per fortuna che l’ha filmato, altrimenti stenteremmo a crederci. Quel giorno dello scorso mese la ragazza aveva pedalato fino a Paddington, una zona di Londra. Qui, con la sua sua handycam, stava riprendendo delle costruzioni moderne, “davvero belle” ed interessanti per il suo progetto di studio, quando due agenti della PCSOs, polizia di supporto alla comunità del posto, l’hanno fermata. Mentre faceva fatica a capacitarsi del senso delle domande che le venivano rivolte, la ragazza continuava a filmare, poiché aveva semplicemente spostato l’obiettivo dalle costruzioni moderne ai suoi imprevisti interlocutori. – Perché riprendi? -Le chiede uno dei due. -Just for fun-risponde lei. -Puro divertimento? Ti piacciono questi edifici? Non ci credo, fammi vedere quello che hai registrato nella videocamera, perché potresti essere una terrorista. Incredula la studentessa replica: -Non credo tu abbia il diritto di chiedermi di farlo, tu non hai prove per affermare che io sono una terrorista. Sono solo una studentessa d’arte, sto seguendo un progetto di studio. -Non puoi dirmi che sono una terrorista perché magari non ti piaccio. Ti ripeto, sono una studentessa, un’artista. -Se sei un’artista mi devi dare un documento che me lo faccia vedere- le risponde ancora l’agente. Questa è pressappoco una parte del dialogo acceso tenuto tra i due. Tutto è testimoniato dalla clip. Possiamo vedere con i nostri occhi. Il Guardian la pubblica insieme all’intervista. Se Simona fosse stata trovata semplicemente a fotografare sarebbe potuto accadere qualcosa di analogo.
ANTITERRORISM ACT - A quanto pare la sezione 44 dell’Antiterrorism Act consente alla polizia di fermare chiunque in determinate aree, che desti oppure no un motivato sospetto di essere un terrorista. Se poi sta usando una videocamera o una macchina fotografica e sta rivolgendo l’obiettivo della macchina verso certi monumenti piuttosto che verso altri, guai, perché, da quello che si legge ancora in un altro articolo del Guardian, scattare delle foto sarebbe già, di per sé, qualcosa di sospettoso. Le statistiche del ministero della giustizia mostrano, secondo quanto si legge su “Liberty human rights”, che nel 2008 c’è stato un certo incremento nell’uso di questo potere da parte delle forze dell’ordine, ma che, a conti fatti, solo lo 0.1% dei fermi si è poi trasformato in un arresto per motivi terroristici. E così è successo anche per Simona. “Questa tipa deve essere una terrorista” , avrà pensato l’agente, e se anche non l’ha pensato, si è sentito comunque autorizzato anche a chiederle di dargli dei documenti per verificare la sua condizione di studentessa d’arte. La donna, esasperata spontaneamente ha mostrato il contenuto della sua borsa, ma non aveva con sé alcuna carta che la identificasse per come si era presentata. D’altronde era in giro in bici, “just for fun”.
CONTROVERSO – E non finisce qui, l’agente le ha contestato un’altra roba, quella di essere in strada in contro senso, dopo averle dato dell’arrogante perché lo contestava. La ragazza ha tentato di sistemare le cose, di calmarlo, scusandosi. Lui si è è allontanato infatti, ma per ritornare poi accompagnato da 6 poliziotti. “Il primo mi ha buttato per terra“, racconta Simona. “Li vedevo tutti di me, poi mi hanno pure messo le mani incrociate dietro la schiena, giusto per spaventarmi un po’ di più“. Arrestata, dunque, perché ritenuta aggressiva, è stata condotta al punto di polizia locale, e, liberata solo dopo 5 ore di detenzione in cella, ha dovuto pagare una penale di 80 sterline per , in sintesi, disturbo della quiete pubblica ed oltraggio al pubblico ufficiale, i primi due agenti- ci tiene a precisare il Guardian- non sono coinvolti nell’arresto, anche se uno dei due era comunque presente. Il giornale ha poi verificato che in effetti in quell’area una donna è stata fermata e perquisita ai sensi dell’”articolo” 44 del Terrorism Act. del 2000. Uno di quei 99, 9 per cento dei casi, quello di Simona, in cui il fermato è tutt’altro che un terrorista, tutt’altro che un aggressivo e temibile terrorista. Anzi, ad essere stato rancoroso, semmai, uno degli agenti, e nei confronti della ragazza. Lo dice una delle persone che hanno assistito all’arresto. Dopo essere stata rilasciata, armata sempre della sua telecamera, Simona è tornata sul posto. Li ha cercati e li ha intervistati ed anche le loro dichiarazioni, probabilmente, serviranno a chiarire le cose ed alla causa della ragazza se vorrà andare fino in fondo nel contestare e denunciare quanto le è accaduto.























vabeh, ma ha l’orecchino al naso: mi sembra clamorosamente colpevole
Beh per prima cosa stava filmando le telecamere di sorveglianza in un’area non turistica in una città dove ci sono stati attentati spaventosi.Secondo la ragazza fa la spiritosa e risponde in modo molto arrogante senza dare una spiegazione di quello che sta facendo. Al contrario i poliziotti sono molto gentili e fanno domande pertinenti che riguardano la sicurezza pubblica. Cosa avrebbero dovuto fare i poliziotti in una situazione del genere?
Fabristol approfitto di te: all’inizio non ti pare che dica proprio che il suo progetto di studio riguarda anche qualcosa riguardo ai sistemi di sorveglianza nelle città? Comunque se io fossi stata al suo posto, soprattutto non sapendo del 44 Terrorism Act, come penso a questo punto lei, forse sarei stata ancora più arrogante. Mettiti nei suoi panni: una che filma
(anche la telecamerina di sorveglianza, come dici tu, di questo edificio moderno) e viene un poliziotto che sarà pure gentile ma sembra un extraterrestre dicendo: forse sei una terrorista.
Beh lei dice come prima cosa che lo sta facendo “Just for fun”. Io avrei subito detto che era per un progetto, gli avrei fatto vedere il video ed i documenti. Fatto questo se ne sarebbe potuta andare a casa. Invece ha preferito fare la vittima (accenna la suo modo di vestire, giusto per fare la parte della perseguitata) e continuare fino a che i tipi si sono incavolati. E se fosse stata veramente una terrorista. Non hanno diritto le polizie di controllare se sei o non sei un pericolo per la pubblica sicurezza?
P.S.
Chi mi conosce sa che io sono moooooolto critico contro le forze di polizia. moooolto critico.
no, non hanno diritto!
«Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.»
fabristol, fosse successo a me starei in galera per tentato omicidio.
sono cazzi miei perché riprendo e cosa riprendo.
puoi fermarmi se E SOLO SE, c’è in corso un controllo (posto di blocco) e/o è successo qualcosa in zona, esempio, dieci minuti fa hanno trovato un cadavere, può darci le riprese ci servono per l’indagine.
sennò io giro dove mi pare e fotografo quello che voglio.
se mi chiedi “perché stai facendo foto?” ti posso anche rispondere “perché mi piace”.te lo fai bastare.non devo darti nessuna spiegazione.
perché se poi mi arresti senza motivo, io ti faccio fare una brutta fine.
ci divento terrorista, solo per vendicarmi.
i terroristi si possono comprare per pochi soldi foto satellitari che hanno risoluzione di un decimetro!!
perché dovrebbero andare in giro a fare foto col rischio di incontrare i poliziotti?
questa cosa qua, si chiama abuso d’ufficio e si chiama polizia inglese che è elastica come un cubo de ghisa!
e io non sono affatto contro le forze di polizia, sono contro gli stupidi a cui dicono “ferma i terroristi” e fermano una ragazza che gira in bici
pensando anche di fare il proprio dovere!
hai presente i tribunali speciali contro l’ira?
gli innocenti morti in carcere con processi sommari?
l’inghilterra fa fatica a imparare dai propri sbagli.
Altra cosa: lei continua a ripetere “terrorista” ma il poliziotto molto cordialmente le dice che lui non ha mai detto quello e neanche lo sospetta.
ecco, lo sapevo, dovevi ascoltare tu, ho capito male? Io ho sentito, ad un certo punto: io posso vedere quello che tu hai filmato se io credo ci sia qualcosa di terrorista (o collegato al terrorismo)Vedi intorno al minuto 1.34/34, prima che la ragazza inizi a dire: perché tu pensi che io sia una terrorista e cose del genere. Lo riporta anche il testo dell’articolo del giornale:” Bonomo then declined his request to see what she had filmed. “I can have a look if I want to, if I think it may be linked to terrorism.
Poi quei nananna del poliziotto quando lei dice: tu pensi sia una terrorista perché vesto una terrorista e cose del genere vengono dopo, o no? Scusa ma non riesco a comprendere tutte le parole
Eh sì, a me pare così: dal minuto e venti circa il poliziotto le chiede di fargli vedere il video, lei rifiuta dicendo che lui non ha diritto a chiederle questo, lui risponde che può invece farlo se crede che si sia un link al terrorismo, che che lei stava filmando ( e si gira per mostrarlo con la testa) è un iconic site (probabilmente uno di quelli che per legge non si possono inquadrare), allora lei inizia ad interrogarsi sul perché possa pensare lei sia una terrorista. I nananna del “poliziotto” mi sembrano riferiti alle question successive della ragazza: pensi io sia una terrorista perché sono vestita da terrorista…etc. Non fermarmi come una terrorista perché etc. Lui le ha spiegato che per la legge sul terrorismo, essendo quello un topic site, può chiederle di fargli vedere il video. lei forse non ha capito perché non conosce il terrorism act 44
No. Attenzione la cosa è ben diversa.
Al rifiuto della ragazza di far vedere i filmati dicendo “I don’t think you have the right to do that.” lui risponde “Well I can have a look if I want to if I believe that may be is linked to terrorism.”
Praticamente le sta spiegando che lui può farlo e porta come esempio il terrorismo.
Al chè lei dice che non ha alcun diritto di chiamarla terrorista, e lui dice: “I never said you were.” E poi le dice che può tranquillamente riavvolgere il filmato e controllare che lui non ha mai detto che lei è una terrorista.
Il poliziotto parla in modo limpido e pacato, perfettamente cosciente di essere ripreso. Non ha niente da nascondere infatti.
Mi metto nei panni della ragazza. Se mi sento rispondere: posso chiederti di farmi vedere il filmato se penso possa esserci un nesso con il terrorismo mi viene spontaneo pensare che qualcosa di me ti abbia fatto pensare ciò, che io sia una terrorista. Allora inizio a cercare di capire perché ed a farti ragionare sul fatto che non lo sia facendoti delle domande.
L’agenteha fatto il suo lavoro, ha presumibilmente applicato la legge, pur non nominandola espressamente, che ha portato dentro per terrorismo, (stando alle statistiche del 2008, solo lo 0.1 per cento dei fermi, da quanto ho letto), ma lei può non saperlo, non essere ben informata al riguardo. Così, mi pare.
Insomma non è il poliziotto ad essere assurdo, ma la sezione 44 del Terrorism Act.
Ci sta anche che lei non capisca o che ignori proprio la legge o che sentendo la parola “terrorismo” pensi che lui creda di trovarsi davanti ad una terrorista, o che, semplicemente, pensi che prima di applicarla occorra un attimino pensarci di più
ah, scusami Fabristol, nel mio precedente commento” se penso possa esserci”= “se, ad esempio, penso possa esserci” (per rispettare il tuo “portando ad esempio il”. Non cambia molto secondo me, anzi, peggio se è solo un esempio, o no? Ciao, devo allontanarmi,
Sarà che sono un ospite in un paese straniero ma… io avrei cercato di rassicurare gli agenti con tutte le prove che avevo a riguardo. Era evidente che c’era un misunderstanding. Secondo, poiché sono straniero in terra straniera e non conosco oridnamenti e leggi evito di fare l’arrogante e di ridere di fronte a degli agenti che, cortesemente, mi chiedono cosa sto facendo. Perché non mi verrete a dire che una che filma telecamere di sorveglianza e che quando il poliziotto le chiede cosa sta facendo con un risolino dice: “Così per divertimento.” è una scena che vedete tutti i giorni?
Sempre perché sono uno straniero mi porto un documento d’identità sempre con me. E’ una questione anche di rispetto, per evitare questi misunderstandings.
Poi non c’è bisogno di conoscere le leggi britanniche: credo che tutti sappiano che non si possono filmare punti sensibili, come caserme, stazioni e aeroporti anche in Italia.E comunque il polizioto glielo ha gentilmente spiegato.
Il fatto è che lei lo sa benissimo che ha fatto qualcosa di sospettoso e di potenzialmente perseguibile eppure continua imperterrita a fare l’arrogante.
E deve ringraziare che è in UK. Se fosse stata un’inglese in Italia ne avremmo viste delle belle.
“Che ci fai qua?” “Così per divertimento.” “Ah, Antonio vieni qua, c’è una punkabestia che si sta divertendo.”
“Favorisca i documenti.” “Mi scusi io non parlo bene italiano.” “Ah un’extracomunitaria.” “Perché non hai documenti?” “Tu sei una clandestina.” “Lei non ha diritto di dirmi che sono una clandestina”.
“Ti porto in questura e poi vediamo.”
E giù di botte.
sì, hai anche ragione, lei è stata arrogante e in un Paese Straniero (ma anche nel nostro) forse è opportuno essere sempre rispettosi delle forze dell’ordine, ma mi viene una domanda: se lui ha visto cosa stava riprendendo perché le ha chiesto di fargli vedere il filmato? Se non ci fosse stato il Terrorism Act poteva semplicemente dirle, chiaramente: o bella, metti da parte la telecamera, quell’edificio lì non si pyuò riprendere.
Comunque, poi tanto bene non le è andato mica. Altri poliziotti da lui chiamati, non lui (ci tiene a precisare il Guardian) l’hanno poi, secondo quanto lei racconta, buttata a terra, arrestata e portata in cella.
Quanto all’Italia, io a volte son fin troppo poco arrogante e mi pento di non esserlo stata in almeno un’occasione. Una volta mi hanno fermata davanti ad una sede elettorale nel 2006 perché riprendevo con la webcam del portatile. Non mi hanno chiesto di vedere il filmato, mi hanno solo preso i dati e spiegato che non potevo farlo in quel posto.
Un’altra volta (ed è in questo caso che dovevo forse essere meno arrendevole) in treno, un capotreno mi ha obbligata a cancellare quello che avevo ripreso, perché per farlo (per quanto la cosa non mi è del tutto ancora chiara) avevo bisogno di un permesso.
Mi ha trovata che parlavo, seduta, con una signora seduta davanti a me, con la telecamerina puntata verso di lei. Portandomi via con sé mi ha fatto firmare una specie di rapporto scritto che poi ha inviato non so a chi (trenitalia comque( nel quale rassicuravo che non avrei mai usato quello che avevo ripreso nella carrozza ( tra l’altro era assurdo che me lo chiedesse visto che me l’aveva fatto cancellare) Comunque, tanta arroganza, da parte sua, ma niente botte sai? Però poi, vedendo fior fiori di foto e qualche clip girate da altri sul treno, il dubbio che potevo essere più tosta, perché forse poteva essersi trattato di un abuso di potere mi è venuto. Comunque, in sintesi, in Italia non c’è il Terrorism Act 44
All’epoca del sequestro Moro fermavano mio padre a tutti i posti di blocco, solo perchè aveva due baffoni neri: ah, come se i terroristi o i “cattivi” si mettessero una bella etichetta in fronte per farsi riconoscere.
Per gli inglesi la privacy è quasi un valore. Non hanno nemmeno la carta d’identità. Da un po’ di anni poi hanno la fobia per certi versi, visto quello che è successo su qualche loro bus, giustificabile del terrorismo. Diciamo che loro, l’anello al naso non ce l’hanno
http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_16/londra_edifici_arrestata_9f42e8fe-ea39-11de-8d37-00144f02aabc.shtml
Per l’ultimo commento di Gloria:
OK ci sta se sei del luogo e se di fronte non hai dei poliziotti (giusto?). Quello del treno soprattutto mi sembra assurdo e in quel caso avrei protestato pure io, dando documenti e prove di non “bellicosità” però.
Il poliziotto dice che è stato chiamato quindi non poteva sapere cosa c’era nel filmato. Probabilmente i proprietari dell’edificio hanno visto dalle loro telecamere una persona che filmava le loro telecamere e hanno chiamato qualcuno. In realtà non viene specificato neppure in quale parte di Londra siamo. Che edifici sono quelli? Banche, uffici pubblici, aziende private?
Per quanto riguarda l’aggressione è un altro discorso, ma non sappiamo cosa sia successo. E’ stato un solo poliziotto sopraggiunto dopo ad amanettarla ma se è arrivato a tanto vorrei sapere cosa lei ha fatto o detto. é andata in escandescenze? Ha oltraggiato il poliziotto? Si è rifiutata di andare alla Polizia? Non abbiamo queste informazioni. I testimoni dicono che i poliziotti erano stati tutti bravi a parte quello “biondino” che l’ha ammanettata, ma quanto erano lontani per capire cosa stava succedendo? E hanno sentito cosa ha detto lei?
Nel luogo in cui stavo con il portatile e la webcam c’erano tante persone. Era loro che riprendevo, fermandole per chiedere qualcosa sul loro stato d’animo in quel giorno. Ci sta che, essendo io fornita di portatile, i poliziotti (una donna più dura ed un ragazzo più gentile) mi abbiano chiesto di andare con loro dentro la scuola. Sul treno non ho dato prova di bellicolosità, perché in genere non sono proprio bellicosa, semplicemente credo di esser stata troppo ingenua e di essere incappata in una persona un po’ troppo fiscale e che un po’, a posteriori, credo che abbia abusato del suo potere (facendomi cancellare quello che avevo ripreso, fino all’inizio del nastro e volendo sapere tutto. Gli ho dovuto spiegare di youtube, dargli indirizzi si siti web vari etc) Ad ogni modo, se fossi invece stata arrogante (pensavo prima, dopo averti risposto) forse mi sarebbe andata peggio.
Tornando alla ragazza. Il primo agente, quello che l’ha fermata, dopo averle contestato la storia della bicicletta (e non ho capito se la ragazza mentre riprendeva fosse a bordo di essa oppure no. Potrebbe anche essere), da quel che ho capito e letto, si è allontanato per poi tornare con sei agenti. Certo, solo uno di questi l’ha ammanettata e buttata a terra. Figurati se lo facevano anche gli altri!!! Penso che basti, o no? Per fare paura ad una che si trova in quelle condizioni perché stava filmando degli edifici per un progetto di studio (che a quanto sempre mi è parso di capire riguardava nello specifico anche i servizi di sorveglianza degli stessi. Se tu hai sentito diversamente, aiutami a capire meglio) E difatti i signori che poi lei ha sentito come testimoni questo hanno detto: che ce n’era uno rancoroso nei suoi confronti, non tutti. Ma mi sembra che basti, o no? Sarà probabilmente andata in escandescenza, non tutti sono bravi a questo mondo nel mantenere la calma ma non dimentichiamoci da dove siamo partiti. Dal perché s’è trovata in quella condizione. Secondo me il quotidiano le ha dato tanto spazio perché disapprova, come tanti in Inghilterra, quella sezione 44 del Terrorism Act (e difatti sempre ieri sera pubblica un altro articolo al riguardo) è quello il nocciolo.
Il caso dell’italiana non è isolato. Che poi lei sia una testa calda e che, come dice, la penale l’ha pagata non perché riprendeva, ma per offesa al pubblico ufficiale in pubblico, è un altro discorso.
Tutto, secondo me, sarebbe potuto non succedere se degli agenti scrupolosi non avessero deciso di applicare quella legge. Insomma, non discuto tanto i modi della polizia, ma la legge in sé, se è vero, come dice il Guardian, che a volte basta scattare una foto per destare sospetto.
Ad ogni modo ti ringrazio per avermi aiutato a capire meglio quanto successo:) Bravissimo.
Poverina, evidentemente manca da molto dall’Italia…
Per quanto riguarda l’abbigliamento, qualcuno dovrebbe spiegare alla signorina che nella Repubblica Italiana un sardo ha passato delle ore nelle mani della Digos perché aveva addosso la maglietta “Bad Religion”.
In buona sostanza: sta tizia non si lamenti, in Italia si sarebbe beccata 8 mesi di galera senza condizionale per resistenza a pubblico ufficiale.
macché davvero? azz. Te pensa a quanti turisti stranieri potrebbe capitare quanto accaduto alla ragazza se l’Italia fosse come l’Inghilterra invece
Sì era capitato a Cagliari quando il Papa era venuto a Settembre. Ne avevo parlato proprio io qui:
http://www.giornalettismo.com/archives/4301/quando-passa-il-papa-la-legge-italiana-e-carta-straccia/
ot, intanto io ho ritrovato questo
http://talentosprecato.ilcannocchiale.it/2006/04/09/p_aligncenterb_la_banditabp.html. Peccato che ho rimosso il video
just for fun
Meno male che si è trattato di una personcina instruita, studiosa d’arte, un’artista insomma; immaginarsi che ne sarebbe uscito se si fosse trattato di un bifolco illetterato. Ma l’ “artista” è un giovane virgulto: avrà certo modo di far tesoro della drammatica esperienza, magari sotto i riflettori di un qualche reàliti o tòk-schiò, con ciò arricchire la cultura del belpaese televisivico. Ah, questo inguaribile vezzo di portare regole proprie in conventi altrui.
Fosse stata casa mia, una cotale saputella l’avrei lasciata dentro a sbollire una notte intera: “iù nòu, giàst for fàn..”
Agùri, agùri, avanti così ‘chè siamo sulla via giusta! ..e il mondo ci sghignazza dietro. Amen.
Ricordo che nel 2002, sulla scia dell’isterismo post-11 settembre, venni fermato nel centro del paese dove ero cresciuto mentre ero in compagnia di mio nonno per essere identificato. Perché? perché avevo la barba.
Purtroppo in condizioni di cosiddetta “emergenza” le libertà individuali ed i diritti dei cittadini arretrano e le autorità hanno buon gioco nell’abusare dei propri poteri repressivi.
Per quanto riguarda la vicenda di cui tratta l’articolo, inviterei Fabristol a considerare la sostanza più della forma.
Se l’intelligence inglese, per sventare eventuali minacce alla pubblica sicurezza, ha bisogno di mandare in giro i propri agenti ad arrestare studentesse fricchettone e comitive di turisti giapponesi, stiamo messi proprio bene.
Voglio dire…hanno permesso a ben tre aerei di schiantarsi sul Pentagono e sui due grattacieli più conosciuti del mondo…ma poi per fortuna rimediano…arrestando una che, con la faccia che c’ha, se maneggia un petardo a Capodanno si fa saltare tre dita…
Grazie all’Antiterrorism Act: adesso ci sentiamo tutti più sicuri.
La ragazza non è stata arrestata per terrorismo, ma per offesa a pubblico ufficiale, e gli agenti sono arrivati lì perché sono stati chiamati dalla sicurezza del palazzo. Non era una retata antiterrorismo e sarebbe finito tutto bene se la ragazza e poi l’agente “ammanettatore” non avessero esagerato nelle loro parti.
[...] This post was mentioned on Twitter by Tommy David, giornalettismo. giornalettismo said: Studentessa italiana arrestata a Londra: “Filmava edifici moderni” http://ff.im/-cZwIl [...]
Bristol, non offendere la tua intelligenza, e la nostra.
Tutta la vicenda è stata resa possibile dall’Antiterrorism Act.
Se ci fosse una legge contro il terrorismo che permettese alla polizia di entrarmi in casa perché ho postato un commento su Giornalettismo contro Berlusconi, anch’io farei resistenza a pubblico ufficiale.
Poi se vuoi, puoi cavillare all’infinito.
Ciò che trovo aberrante è che un pubblico ufficiale si senta in diritto di molestare una fricchettona qualsiasi, solo perché gira con una telecamera in mano. Anzi, nemmeno perché gira con una telecamera in mano, semplicemente perché lui è un pubblico ufficiale e lei una fricchettona qualsiasi.
Sarò più esplicito: queste disposizioni illiberali in materia di antiterrorismo danno la possibilità alle autorità di cercare pretesti per abusare indebitamente del proprio potere.
Non te lo auguro, ma se avessi una figlia passata per Bolzaneto, credo che la penseresti come me.
[...] Studentessa italiana arrestata a Londra: “Filmava edifici… [...]
E che !!! arrestare una donna adesso fa notizia ?? potrebbe anche essere, visto che per principio oramai si arrestano solo uomini.