Corrado Clini e l’intercettazione sull’Ilva

di - 04/08/2012

Corrado Clini e l'intercettazione sull'Ilva
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La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica la notizia: tra le intercettazioni depositate dalla procura ce n’è una del 2010 in cui si fa il nome di Corrado Clini. L’attuale ministro dell’Ambiente veniva nominato dal manager dell’Ilva Girolamo Alchinà, il quale diceva di lui che era “un nostro uomo”. Clini rilascia una delirante nota stampa in cui addirittura dice che “non si è mai occupato della Autorizzazione integrata ambientale dell’Ilva” “né ha mai avuto rapporti con la dirigenza Ilva” e fin qui tutto ok. Ma poi fa sapere che “le “insinuazioni” sono state segnalate al Capo dello Stato e al ministro della Giustizia”, e sul punto sarebbe interessante sapere a quale titolo un responsabile di un ministero abbia chiamato mamma e papà per farsi difendere.

Nel frattempo però la procura smentisce che Clini sia nominato in alcune intercettazioni, la Gazzetta conferma la notizia e spiega le parole del procuratore:

Del corposo fascicolo relativo alle indagini solo poche pagine di sintesi sono state effettivamente depositate per questa prima valutazione dei giudici’

Quindi, questa intercettazione c’è. E mentre si scopre che Archinà è stato licenziato oggi dall’Ilva, proprio per quanto emerso nel corso dell’udienza del Tribunale del Riesame, il ministro Clini dovrebbe tranquillizzarsi. Anche se l’intercettazione non ci fosse, infatti, il suo atteggiamento da “lei non sa chi sono io, chiamo Napolitano e la Cancellieri” sarebbe meglio che lo riservasse per eventuali casi maggiormente appropriati. Non c’è nessun motivo per sospettare della sua integrità se un manager dell’Ilva dice, millantando, che è un suo uomo. Se comincia a schizzare come un pazzo dalla poltrona se esce il suo nome in un’inchiesta, però, forse non è adatto a fare il ministro in Italia.

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1 Commento

  1. Minofrio scrive:

    Già , perché in Italia non è mai successo che per colpa di un millantatore qualcuno finisse nei guai

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