La suora che spruzza di sangue la centrale nucleare

di - Accade nel Tennessee. L'azione contro l'energia atomica

La suora che spruzza di sangue la centrale nucleare
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La Abc ci racconta dell’attività sovversiva di due uomini e di una suora 82enne i quali hanno fatto irruzione nell’unico centro statunitense dedicato alla produzione ed alla conservazione di armi a uranio arricchito spruzzandole con angue umano.

LA SUORA RIBELLE - Gli attivisti, Michael Walli, 63enne di Washington, Greg Boertje-Obed, 57enne di Duluth, Minnesota e soprattutto la suora, Sorella Megan Rice, 82enne del Nevada, sono stati accusati di aver fatto irruzione in un complesso di sicurezza a Oak Ridge, nel Tennessee. Il procuratore Bill Killian ha però anticipato che il terzetto rischia di dover affrontare altre incriminazioni in quanto hanno violato un sito sensibile per la sicurezza statunitense.

 

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IL SANGUE DEL NUCLEARE - I tre hanno tagliato le reti di sicurezza per avvicinarsi all’impianto di arricchimento dell’uranio spruzzando l’esterno dell’edificio con vernice spray e sangue umano. Infine hanno lanciato dei bigliettini recitanti passi della Bibbia. Josh McConaha, portavoce dell’amministrazione americana per la sicurezza del nucleare ha confermato che i tre non sono venuti in contatto con materiale radioattivo ma ha spiegato come “il sangue non è altro che una tremenda similitudine con il sangue versato dall’uso delle armi nucleari”. Il comitato a cui appartengono i tre attivisti ha spiegato che la loro azione è finalizzata alla lotta contro qualsiasi forma di nucleare a scopo bellico con l’obiettivo di esaltare la cultura della non violenza.

500 AGENTI NON BASTANO - I tre rischiano una condanna fino ad un anno di galera ed una sanzione di 100 mila dollari. Nel frattempo l’impianto colpito, conosciuto con il nome Y-12, è stato spento così da permettere ai tecnici di verificare se la struttura è stata danneggiata nell’attacco. L’impianto è nato nel 2010, è più lungo di un campo di football americano ed è stato costruito secondo i più rigidi criteri di sicurezza. Al suo interno lavorano più di 500 agenti. Evidentemente non sono sufficienti, anche perché Walli è alla sua seconda incursione. (Photocredit: Abc)

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