I pirati del web all’ assalto dei social network
16/12/2009 - Migliaia di identità virtuali manomesse dagli hacker. I geni del male, temuti da ogni sistema di sicurezza informatico all’assalto di Facebook e Twitter. Truffati i contadini di Farmville & Co. Croce e delizia dei nuovi media. A stuzzicare sempre di
Migliaia di identità virtuali manomesse dagli hacker. I geni del male, temuti da ogni sistema di sicurezza informatico all’assalto di Facebook e Twitter. Truffati i contadini di Farmville & Co. Croce e delizia dei nuovi media.
A stuzzicare sempre di più l’interesse dei pirati del web e dintorni sarà stato
di certo il numero impressionante di utenti che hanno deciso di allestire la loro nicchietta virtuale, aprendo un account in uno dei numerosi social network. In fondo non sono a pagamento, almeno per ora, e nonostante i detrattori li dipingano come alienanti o come baby-sitter per nullafacenti, è innegabile l’enorme potenziale legato al loro utilizzo. Un’assemblea permanente di uomini e donne che gettano pensieri come sassi in uno stagno, i cerchi concentrici che si propagano da un capo all’altro del mondo, le idee circolano libere a velocità un tempo impensabili.
CYBERCRIME - Il popolo del cyberspazio è in costante crescita. Secondo una recente indagine dell’Istituto di ricerche americano sui media, Nielsen, il numero di frequentatori di social network è aumentato nell’ultimo anno del 31%, mentre è cresciuto del 21% anche l’utilizzo delle mail. Jon Gibs, vice presidente del settore “Media analytics” della divisione online di Nielsen, non ha dubbi in merito ai risultati dell’indagine: “Sebbene i contenuti testuali e i video rimangano elementi centrali della Web experience il desiderio degli utenti di comunicare, connettersi e condividere informazioni sta ormai guidando la crescita di questo medium”. Insomma un mercato sempre più appetibile per il business e la pubblicità che ha registrato nell’ultimo anno, secondo i dati Nielsen, un aumento del 119% di anno in anno, si è passati dai 49 milioni di dollari spesi nell’agosto 2008 ai ragguardevoli 108 milioni di dollari dello stesso mese del 2009. A fronte del crescente numero di utenti dei social network, Facebook e Twitter su tutti, si registra anche l’aumento preoccupante del cybercrime che pone non poche riflessioni su quanto siano davvero tutelati i dati sensibili da attacchi informatici.
NON APRITE QUEL LINK! - Uno dei sistemi utilizzati dagli hacker per manomettere gli account di ignari utenti è la tecnica del pishing, recapitano
cioè alle vittime predestinate l’invito ad aprire link dall’apparenza innocui che servono solo ad indurre il malcapitato ad inserire in buona fede i propri dati, che saranno opportunamente carpiti ed utilizzati per spamming di varia natura e genere per la gioia di tutti coloro che ne beneficeranno c’è da dire. In genere l’invito si cela dietro mentite spoglie di un utente conosciuto, anch’egli vittima della frode virtuale. Matt Marquess è un giovane di San Francisco che si occupa di pubbliche relazioni per un’azienda, il suo account Twitter è stato di recente sabotato dagli hacker. Così i contatti di lavoro presenti nel suo profilo Twitter si son visti ricevere a suo nome insoliti suggerimenti per gli acquisti, slip e reggiseni della nota marca di lingerie Victoria Secret. A parte il comprensibile imbarazzo per l’increscioso accaduto, a destare preoccupazione sono i devastanti danni che ne sarebbero potuti derivare, come quello di compromettere irreversibilmente la sua credibilità e la sua reputazione, specie se in ambito lavorativo.
PUBBLICITA’ OCCULTA - Se in alcuni casi il danno si limita allo spamming inconsapevole in altri casi ad approfittare della situazione potrebbero essere truffatori senza scrupoli che attraverso falsi siti di e-commerce potrebbero impadronirsi del vostro numero di carta di credito provocandovi stupore e meraviglia allorchè vi sarete accorti di essere stati derubati fino all’ultimo centesimo. E se la Kaspersky Labs, leader nel campo della sicurezza informatica, sostiene che almeno un link Twitter su 500 collega al sito di un hacker, qualche dubbio sulla reale sicurezza e tutela dei propri dati pare legittimo. Neanche Facebook se la passa granchè bene, sebbene il suo creatore Mark Zuckerberg, si sia scomodato a scrivere personalmente ai suoi 350 milioni di amici per rassicurarli sul miglioramento delle impostazioni della privacy, affidando al buon senso di ciascuno l’utilizzo delle stesse. Ma il povero Mark ha un nuovo grattacapo ora, di recente s’è aperta un’inchiesta giudiziaria voluta da alcuni utenti di Facebook che hanno dichiarato di essere stati truffati. Quanti di voi hanno aperto la loro fattoria virtuale con Farmville? Ebbene in alcuni di questi giochini virtuali dei social sarebbero presenti delle pubblicità ingannevoli che esortano ad effettuare alcuni pagamenti, così per divertirsi di più ed avere una fattoria da far invidia ai colleghi vicini. Se ne sta occupando uno studio legale di Sacramento, Kershaw, Cutter & Ratinoff, dichiarando guerra alla società produttrice dei giochi d’intrattenimento sotto accusa, la Zynga, ma lo scandalo coinvolge anche Facebook e Myspace, che guadagnerebbero una percentuale sul denaro prodotto dagli annunci. Mica facile sopravvivere incolumi nel mondo ostile dei social network. E un mondo difficile.













Presente. Mai stato farmer in vita (virtuale) mia!
eppure m’era parso di vederti, tra le frasche virtuali.