Giustizia assassina
03/08/2012 - Presentato oggi il rapporto sulle esecuzioni capitali: nel 2011 si parla di diminuzione dei morti, ma i dati non sono comunque belli
La maggior parte dei paesi del mondo ha scelto di non ricorrere alla pena di morte nel 2011: 43 su 198 ne fanno ancora uso. Ecco il rapporto sulle esecuzioni capitali nel mondo, presentato oggi.
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IL RAPPORTO - Nel 2011 e nei primi sei mesi del 2012 è diminuito il numero delle esecuzioni capitali nel mondo, pur essendo aumentato in paesi come Cina, Arabia Saudita e Iran. E’ quanto emerge dal rapporto annuale di “Nessuno tocchi Caino”, l’organizzazione che dal 1993 lotta per l’abolizione della pena di morte, presentato oggi presso la sede del Partito radicale a Roma, alla presenza, fra gli altri, del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e del sottosegretario Staffan de Mistura.
I DATI - Sono state almeno 5mila le esecuzioni capitali nel mondo nel 2011, registrando una diminuzione rispetto alle 5.946 del 2010 e alle 5.741 del 2009: una diminuzione dovuta da un significativo calo delle esecuzioni in Cina che sono passate dalle 5mila del 2010, alle circa 4mila del 2011. Sono poi 155 i paesi che hanno deciso per legge o in pratica di abolire la pena di morte, di questi 99 paesi sono totalmente abolizionisti, 7 gli abolizionisti per i crimini ordinari, 5 sono i paesi che hanno attuato una moratoria delle esecuzioni e 44 sono i paesi abolizionisti di fatto cioe’ che non eseguono sentenze capitali da almeno dieci anni o che si sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte.
I PAESI - I paesi mantenitori della pena di morte nel 2011 sono saliti a 43, rispetto ai 42 del 2010 perche’ il Sudan del Sud si reso indipendente dal Sudan nel luglio 2011 ed ha mantenuto la pena capitale. Tuttavia i paesi mantenitori sono diminuiti durante gli anni: erano 45 nel 2009, 48 nel 2008, 49 nel 2007, 51 nel 2006 e 54 nel 2005. Nel 2011 e nei primi sei mesi del 2012, non si sono registrate esecuzioni in in Bahrein, Guinea Equatoriale, Libia e Malesia , che le avevano effettuate nel 2010.
IL PODIO DELLE ESECUZIONI - Sul terribile podio dei primi tre Paesi nel mondo che nel 2011 hanno compiuto piu’ esecuzioni figurano tre Stati autoritari: Cina, Iran e Arabia Saudita. L’Impero di Mezzo, malgrado un calo di circa mille esecuzioni rispetto il 2011, continua a mantenere il triste primato. Secondo il rapporto annuale sulla pena di morte redatto da Nessuno tocchi caino e presentato oggi a Roma, tale diminuzione e’ stata piu’ significativa a partire dal 1 gennaio 2007, quando e’ entrata in vigore la riforma in base alla quale ogni condanna a morte emessa da tribunali di grado inferiore deve essere rivista dalla Corte Suprema.
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