Noi, siamo i ragazzi di Moggi noi
La botta è stata tremenda. Non vi nascondo che alla soglia dei quaranta, uomo grosso e finito, ieri 14 Dicembre del 2009 ho rivissuto il 2006 ma quattr’anni più vecchio. Con quattro anni di anima in meno. Però a noi chi ci ammazza. Quello lì, De Gregorio, manco è un giorno che ha steso il suo proclama e noi già ci siamo ripresi. Noi già gliel’abbiamo strappato, confutato piccolo pezzo per piccolo pezzo e rimandato indietro. Noi già si pensa alla Casoria, alla sentenza sulla sua ricusazione, a un nuovo segnale. I più cattivi hanno già steso il ricorso in appello a Giraudo. I più buoni portano link di conforto a tutti. I più pessimisti pensano già persino all’evasione. Ma chi ci ammazza, neh. Sì, siamo pazzi. Non c’è più dubbio. Non potrebbe essere altrimenti. Però certo che si, che indietro non ritorniamo.
Però certo che a noi altri amici della Triade, a noi altri nostalgici, com’è che ci definiscono, a noi altri testardi, che son quattro anni che ci urlano mollate Moggi, mollate Giraudo, mollate anche Bettega sennò senza il terzo non scatta il vincolo associativo a delinquere, e noi niente, niente, e ci prendono sull’onore e noi niet, sul campo dandoci la B e nisba, e ci chiamano imbecilli, collusi, associati, poveri scemi, servi sciocchi della Cupola che ha rovinato la nostra stessa storia, e dovreste mollarla figlioli, ma manco per la capa, e perché non lo fate che scemi che siete, e ci prendono sul portafoglio, e ci assediano allo stadio, in tv, le fiction, le firme, le profferte e lusinghe e se tradite gioia a chi molla e sennò bastardi e corrotti e ladri e dopati e se mollate i Moggi finisce tutto e vi salvate ma perché non lo fate, altri lo farebbero, anzi l’hanno già fatto e voi, e noi no.



