La grande guerra delle banche

03/08/2012 - Scandalo Libor: si moltiplicano le citazioni, e qualcuno si sveglia con un sistema che non funziona più

La grande guerra delle banche

Sopravviveranno le banche sotto accusa? Con cosa sostituire il LIBOR? I signori dell’universo rischiano il carcere? A questi e ad altri inquietanti interrogativi potrà rispondere solo il tempo.

LE INCHIESTE AUMENTANO – Dopo Barclays, che ormai è aggredita da ogni parte del mondo, anche Bank of America ha annunciato di essere sotto inchiesta da parte del U.S. Department of Justice, della  Commodity Futures Trading Commission e della U.K. Financial Services Authority per lo scandalo LIBOR, ma non c’è una delle banche coinvolte che non sia ormai sotto inchiesta da parte di numerose autorità nazionali e interazionali. Stephen Hester, a capo di Royal Bank of Scotland da quando è stata nazionalizzata (l’82% appartiene al Tesoro britannico) ha confermato che il suo istituto è sotto inchiesta negli USA, in Giappone e in Gran Bretagna, mentre è nel mirino delle autorità che vegliano la concorrenza in Europa, Canada e USA. Paesi ai quali si aggiungono sicuramente Svizzera e Germania, coinvolte dalle proprie maggiori banche. Hester ha accompagnato la notizia con quella del licenziamento di quattro trader, che per la banca sarebbero gli unici responsabili, in un estremo tentativo di proporre la teoria delle mele marce, che però in questo caso appare un espediente retorico più che un praticabile atteggiamento processuale.Su RBS grava inoltre un debito di quasi 200 milioni di euro generato da un recente incidente informatico, che costringerà la banca a un pesante risarcimento nei confronti dei danneggiati.

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LA RICERCA DELL’ALTERNATIVA - L’idea di disconoscere l’esistenza di un difetto sistemico si scontra con una realtà che ha visto i maggiori attori del sistema frodare sistematicamente le pur lasche regole dello stesso, il sistema qualche problema grosso ce l’ha di sicuro. Ne sono convinti tutti, dall’Unione Europea che la settimana scorsa ha proposto l’introduzione di sanzioni penali per rimettere in riga il settore e ha lanciato l’iniziativa per sostituire il LIBOR con un meccanismo meno permeabile alla truffa, a Bloomberg, che propone alternative al LIBOR meno istituzionali e basate sulle virtù taumaturgiche di un mercato che di virtù ne ha mostrate ben poche nell’ultimo lustro.

IL ROMPICAPO - Quello della sostituzione del LIBOR è un vero rompicapo, che però tutti sembrano essere ormai d’accordo sia da risolvere. Ad opporsi è ovviamente il mondo che gravita attorno alle mega-banche coinvolte nella truffa, che però per il momento sembra decisamente impegnato a cercare di sopravvivere a qualsiasi costo, perché gli sviluppi dello scandalo potrebbero rivelarsi pesantissimi e il licenziamento o la condanna dei trader coinvolti, terminali di un gioco che non hanno messo in piedi loro, non sembra essere sufficiente come capro espiatorio.

LE AUTORITA’ ITALIANE - Nel nostro paese le iniziative giudiziarie e istituzionali in generale sono circoscritte all’iniziativa della Procura di Trani, che sul versante italiano prova ad imitare i colleghi stranieri senza poter contare sul sostegno del governo e dei media, che in quest’occasiona sembrano ben decisi a mantenere lo sguardo altrove e a disinteressarsi di una questione che pure offre a molte amministrazioni pubbliche l’opportunità di recuperare somme ingenti perse in virtù di contratti discutibili che ora si possono dire illeciti, in quanto fondati su indici manipolati illegalmente dalle stesse banche finanziatrici.

 

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1 Commento

  1. swappino scrive:

    come si muove la procura di trani si dovrebbe muovere anche la corte dei conti,annunciando iniziative in caso di persistente inerzia da parte degli amministratori pubblici,nell’intraprendere azioni per i recupero.Precedenti positivi esistono,come quelo del comune di Milano che ha recuperato con sentenza,le somme “investite”

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