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Cara maglia, quanto ci costi?

Sabato 25 inizierà il campionato di calcio. Dopo un’estate a base di europei, calciomercato stantìo, abbandoni eccellenti ed arrivo di ottimi rincalzi il tifoso medio è pronto a ripartire per un’altra stagione fatta di sfottò, pianti, urla di gioia.

L’IMPORTANZA DEL RITO – Importantissimo in questo caso l’abbigliamento. Come tutti i veri supporter sanno, questo è uno degli elementi cardine del rito del pallone, della religione del tifo. Se la vita ha trasformato il fan in un personaggio abbastanza sedentario che non ricorda più l’ultima volta che è stato in gradinata è possibile godersi il proprio spettacolo preferito in casa o al bar. Solita posizione sul divano o seggiolino preferito, oggetti al solito posto o sempre la solita ordinazione per esorcizzare la scrivania, telefonino a portata di mano per messaggini più o meno provocatori ad amici dalla fede diversa. Se invece si è ancora leoni da stadio basta una bandiera, un simbolo del proprio gruppo organizzato, una bottiglietta il cui tappo verrà consegnato ai tornelli ed eventualmente una boccetta di caffé Borghetti comprata dall’abusivo fuori dallo stadio, ma questa solo per la stagione invernale.

75 EURO – Tutto perfetto, manca solo una cosa, la maglia della propria squadra. Esistono persone che non si accontantano della bandierina o della sciarpa ma che vogliono indossare, com’è giusto che sia, i colori della propria squadra. Siano queste Inter, Milan, Palermo, Chievo, Tritium. Però. Come si fa ad acquistare sereni una maglietta quando nei negozi ti si sparano cifre improbabili? L’esempio più lampante: la maglietta dell’Ac Milan di questa stagione da Decathlon sta a 75 euro. 75. Quanto una camicia di Armani se non di più. Perché?