Eddie Lang Jazz Festival: il paese che ama il jazz

03/08/2012 - La rassegna che anima l'estate di Monteroduni. Dedicata a una pietra miliare del jazz oltreoceano. Di origini molisane

Eddie Lang Jazz Festival: il paese che ama il jazz

«Fantastico… essere qui nel Castello di Monteroduni… e le persone fanno venire la voglia di suonare, perché applaudono ed è tutto un jazz, jazz, jazz! e ancora, ancora, ancora! È fantastico. Spero di tornare ancora» Benny Golson

A volte basta un poco di volontà, di amore per la musica e di una chitarra jazz.  Serve un ricordo, un parente lontano, magari di Philadelphia e il sogno di alcuni suoi compaesani per tenerlo vivo dopo decenni. E’ questo lo spirito dell’Eddie Lang Jazz Festival,  rassegna di musica jazz che anima l’estate nel piccolo borgo molisano di Monteroduni. Un progetto che dura da anni e ha portato in Italia artisti del calibro di Jim Hall, Billy Cobham, che si ritrovano qui, a suonare da mattina a sera tra i vicoli e le piazze attorno al castello Pignatelli.

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I BIG DEL JAZZ - Un paesaggio, quello di Monteroduni, che ha accompagnato una delle ultime esibizioni da solista del grande pianista Michel Petrucciani. “Quella volta abbiamo realizzato una cosa particolare, abbiamo messo il palco dalla parte del portone di ingresso del castello” racconta uno degli organizzatori del festival. Quella sola volta si scelse di illuminare l’ingresso per far passare il piccolo pianista. Era il 1998. Sono ventidue anni che un paese intero si trasforma in un laboratorio musicale,  a suon di sax in ogni angolo del centro storico. Un appuntamento tramandato di generazione in generazione, tra cambi palco e ricerca degli artisti. Una storia che è partita dalla scoperta del personaggio Eddie Lang, alias Salvatore Massaro, pietra miliare del jazz oltreoceano. Personaggio la cui origine monterodunese fu scoperta quasi per caso da un gruppo di cittadini. Ad aiutarli Adriano Mazzoletti storico della musica jazz, che ha avviato un lungo lavoro di ricerca fino a identificare alcuni parenti del musicista.

CHI ERA LANG – In realtà Eddie Lang era il nome del giocatore di baseball preferito da papà Domenico. I genitori di Salvatore Massaro emigrarono in America, mentre invece lui nacque a Philadelphia. E quando lui, Salvatore, figlio di liutaio, decise di darsi un nome d’arte nei suoi primi concerti scelse il nome di Eddie. Lang cominciò studiando il violino, e fu vicino di casa e amico di Joe Venuti, che rimase suo collega a vita.  Dopo aver lavorato per diverse orchestre, passò un anno a Londra,  stabilendosi (infine dopo il 1925) a New York. In quegli anni fece parte delle squadre di Venuti, Adrian Rollini, Roger Wolfe Kahn e Jean Goldkette. Anni di duro lavoro di studio come sideman sia in radio, sia per l’industria discografica.  Dita d’oro, le stesse dei giri di Singin’ the Blues di Bix Beiderbecke. Nel 1929, assieme a Venuti, si unì all’orchestra di Paul Whiteman. E abbandonato lui, Lang accompagnò Bing Crosby. A ucciderlo, nel 1993, una banale operazione di tonsille. Si presume una presunta emofilia, ma Vince Giordano, storico del jazz, sostiene che la morte fu dovuta al fatto che il musicista e il dottore dopo l’operazione andarono a bere insieme. Bevuta che rimase l’ultima.

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