Olimpiadi dissidenti

di - Quelli che vogliono cambiare il mondo coi Giochi Olimpici

Olimpiadi dissidenti
0

I Giochi Olimpici incontrano le culture del mondo abbracciando usi, costumi e problemi. C’è chi approfitta della risonanza dell’evento per dar voce alle proteste, cavalcando l’onda di un’amplificazione mediatica sicura. Ecco alcuni esempi.

LEGGI ANCHE: Tutti gli scandali delle Olimpiadi - Foto

LONDRA 2012 – Londra era una città composta prima dell’arrivo delle Femen: le donne hanno protestato per via della presenza ai giochi di atleti dei paesi in cui vige la sharia. “Femen chiede che questi stati vengano estromessi dalle Olimpiadi perché applicano una legge inumana in totale contraddizione con i principi olimpici di pace e filatropia” è quanto apparso sul sito ufficiale del movimento. E ancora: “Con l’invio alle Olimpiadi di atlete, i governi dei paesi musulmani mascherano l’oppressione”. Le quattro attiviste sono state arrestate dalla Polizia inglese.

 Guarda le immagini:

LA PROTESTA FEMMINISTA – Le manifestanti si sono presentate a petto nudo e con la scritta “No Sharia”. La Polizia le ha rincorse e le fermate per aver causato disordini. Le attiviste hanno invitato il Comitato Olimpico a “condannare la violenza verso le donne islamiche”. “Se il CIO continua a flirtare con l’Islam, vedremo aggiungersi nuove discipline come la lapidazione e la velocità nel violentare”. Un portavoce delle forze dell’ordine ha detto che le donne sono state arrestate in base all’articolo 5 sulla sicurezza pubblica.

LA PROTESTA CONTRO ATOS – Gli attivisti stanno pianificando delle azioni contro Atos: “L’azienda ha rovinato la vita di centinaia di migliaia di persone disabili traendone profitto. Adesso vogliono passare come sostenitori” ha detto Padd Murphy. L’azienda è sponsor delle Paralimpiadi ma i disabili sono indignati per una storia che va avanti dal 2008: anno in cui il governo inglese prende accordi con l’azienda affinché stabilisca le persone idonee a ricevere il sussidio statale. Il lavoro ha fatto guadagnare ad Atos ben 100 milioni di sterline all’anno.

IL TEST – In pratica, 11 mila disabili hanno dovuto passare il test di Atos per avere accesso alla retribuzione mensile ma sembra che l’azienda abbia avuto un approccio offensivo. “Siamo consapevoli che la valutazione possa essere stressante, ed è per questo che ci sforziamo di fornire un servizio altamente professionale” ha riferito un portavoce dell’azienda ma intanto nelle strade si minaccia il boicottaggio delle gare.

LEGGI ANCHE: 


0

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie