Per l’ Inps erano non vedenti al 100%, ma invece era solo una truffa per incassare la pensione grazie alla complicità di un assessore alla Municipalità. Dopo l’ arresto di 56 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, falso in atti pubblici e contraffazione di pubblici sigilli, parla l’ indagato del Pdl e annuncia : “Se mi arrestano parlo”.
Al Pallonetto di Santa Lucia, uno dei quartieri storici più popolosi di
Napoli che si estende da piazza del Plebiscito al mare di Borgo Marinari sotto Castel dell’ Ovo, si concentrava un altissimo numero di invalidi ( quasi tutte donne legate da vincoli di parentela ) che godevano di pensioni attribuite attraverso la falsificazione di documentazione medica ed amministrativa. Una truffa colossale ai danni dello Stato e relativa agli anni che vanno dal 2007 al 2009, che è venuta alla luce grazie all’ investigazione dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, i quali per mesi hanno pedinato alcuni dei cosiddetti ciechi. Hanno così scoperto che c’erano persone che pur dichiarandosi non vedenti guidavano tranquillamente le auto e leggevano il giornale in fila all’ufficio postale. Ma chi c’era dietro questa fabbrica della truffa che ha arrecato oltre un milione di euro di danni all’ erario ? Perché è certo che queste persone non facevano tutto da sole.
PUPILLE FARLOCCHE – Ebbene i falsi invalidi facevano giungere agli uffici della municipalità, incaricati di eseguire l’attività amministrativa, le domande corredate della necessaria documentazione abilmente contraffatta. La municipalità poi girava le istanze all’Inps per l’erogazione delle somme dovute. A monte, tutta un’azione di alterazione di timbri, decreti e corrispondenza, falsi verbali di accertamento sanitario e non ultimo il ritocco delle pupille nelle foto da allegare alle pratiche. C’è da aggiungere che nei mesi scorsi, per ostacolare le indagini, sarebbero stati sottratti, distrutti o occultati alcuni documenti depositati nei locali della I municipalità di Napoli. Una di quelle che è saldamente in mano all’ opposizione. Presidente, il pidiellino Fabio Chiosi. Le persone finite ai domiciliari sono state interrogate e alla domanda: “Chi ha istruito la pratica per una pensione che non le spettava?”, in molti di quelli che ora devono restituire pensioni e arretrati hanno fatto il nome del regista della mega-truffa. Si tratta di Salvatore Alaio 35 anni quel “politico che ha preso molti soldi e molti voti a Santa Lucia”.
O ‘NFAMONE – Del resto la conferma, anche se indiretta, era arrivata
quasi subito per bocca di Marcello Taglialatela, parlamentare e coordinatore cittadino del Pdl. “Sono vicende personali e non politiche. Credo di aver capito chi è. Spero che quanto prima questo lestofante si presenti ai giudici. Il Pdl non si sente coinvolto, anzi fa onore al Pdl l´operato del presidente della Municipalità. Fabio Chiosi ha tirato fuori lui questa vergogna, confermando la nostra linea di rigore nelle amministrazioni”. Scaricato in un batter d’occhio dal partito, il regista della truffa era sparito. Ma le accuse coincidevano tutte, Sempre lo stesso nome: i finti ciechi dicevano di essersi fidati del politico amico. E l´hanno braccato per giorni “o ‘nfamone teneva per sé gli arretrati delle pensioni, migliaia di euro, compresa la prima mensilità”.




tutto ciò mi perplime: a che serve che faccia i nomi, se c’è già una catena decisionale da indagare?
magari l’ha detto solo perché amareggiato per essere stato scaricato alla velocità della luce
Al Pallonetto ho visto cose che voi umani…
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