Cultura

Quel treno per Milano

13 dicembre 2009

In un mondo che corre sempre più veloce si  rischia sempre più frequentemnte di  perdere  di cogliere quegli attimi “unici” che la vita ti concede e che, se catturati, la nostra memoria non cancellerà mai.

Oggi compio 15 anni e il mio bisnonno mi ha fatto per  regalo un viaggio con lui dagli zii di Milano. Ci teneva, ha detto, a provare con me la nuova linea ad Alta velocità. Lui è forte: a 90 anni usa il computer ed ha prenotato su internet. “Un orario comodo” mi aveva detto. Comodo per lui che non dorme ma per me, alle 6.20 alla stazione Centrale di Napoli, era piena notte. Appena partiti ha cominciato il suo racconto: “La prima volta che sono salito a Milano è stato nel ’45. L’Italia era un disastro carico di macerie e servivano muratori. Lì c’era già mio fratello che mi mandò un biglietto di seconda classe: finii in uno scompartimento con un signore serissimo con la sua giovane figlia. Era bellissima ma impossibile anche solo da guardare perchè il padre mi teneva d’occhio; ma poi, lungo il viaggio, cominciò ad appisolarsi, e noi a parlare, prima con poche parole e poi fitto fitto, sottovoce. Alla fine ero così innamorato che le chiesi una foto. La tua bisnonna la prese, la piegò in due e la mise dentro al biglietto che lasciò sul sedile. Dopo 4 anni di fidanzamento e 1 di matrimonio nacque tua nonna.

Per lei le cose furono tutte più facili. Vivevamo a Milano e nel 1970 scese da sola a Napoli. Ma in quel viaggio in treno di notte lei trovò tuo nonno e in quell’epoca di libertà quando si trovava l’amore non si perdeva tempo. Non passarono nemmeno 9 mesi che nacque tuo padre. Era il 1990 quando da Napoli, dove abitavamo da quando ero in pensione, lui andò per la prima volta a Milano per iscriversi all’università. Partì la mattina presto per arrivare lì prima che la segreteria chiudesse, alle 3 del pomeriggio. Ma le cose andarono diversamente perché sul treno incontrò una ragazza che andava a Milano per un colloquio. Sarebbe tornata la sera stessa perché ormai da Milano a Napoli si faceva andata e ritorno nello stesso giorno. E così fece anche tuo padre che non riuscì a staccarsi da lei, l’accompagnò e con lei fece il viaggio di ritorno. A Milano c’è andato qualche volta per lavoro, andata la sera e ritorno la sera dopo, quando una volta sistemato e sposato ad aspettarlo a casa c’eri anche tu.

7 commenti a Quel treno per Milano

  1. gloriademo

    Non sai quanto abbia apprezzato questo racconto. Non racconto perché siamo in pubblico:)

  2. Treno Reggio-Calabria/Torino: sono scesa a Pisa e non ho trovato l’uomo che ho sposato ma quello che ha cambiata per sempre la mia vita sì…. :)

  3. ne ho fatti molti di viaggi lunghi in treno da piccola: milano roma e ritorno. Non scorderò mai il sapore delle arance, del panino con la mortadella, mia madre che si leggeva tutto d’un fiato un mattonazzo di librone da cinquecento pagine tipo “L’albero degli zoccoli”, le signore che lavoravano la maglia e noi picolini impietriti dal mutare implacabile del paesaggio, come se fosse stato un grande schermo. Si passava dal sole, alla nebbia, alla neve. Le corse lungo i corridoi e le valigie dappertutto. Ragazzi che amoreggiavano lungo il corridoio. Oggi in 3 ore e anche meno sei a Roma, il tempo di leggere un giornale e sei già arrivato. Non fai neanche in tempo a osservare il paesaggio che al vicino da fastidio il sole perchè al pc fa male e ti abbassa le tende. Ecco credo che la tua storia sia bellissima ma non valga per i treni ad alta velocità come il frecciarossa dove sembra che amcbe i suoi ospiti corrano in fretta come il treno….. troppo.

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  5. marblestone

    C’è un notevole fascino legato ai viaggi in treno e questo racconto, nel giorno in cui si inaugura il nuovo servizio AV (di cui io sono un ammiratore come si è potuto capire) voleva indicare come viaggiare in treno sia cambiato. Sigpar dice che le persone sono meno espansive su queste linee, che non c’è più il tempo, ma forse siamo noi che siamo cambiati e non a caso il resto della conoscenza, quella intima e che richiede tempo, il ragazzo 15enne l’ha fatta su Facebook…
    Grazie, come sempre per avermi letto

  6. Rokko

    Mi è piaciuto molto questo racconto, non so perchè …

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