Sky e quel governo che vuole bene alla concorrenza

11 dicembre 2009

Piccola lezione di mercato e concorrenza all’italiana: una decina di giorni fa si è venuto a sapere che l’inizio delle trasmissioni del canale Cielo di Sky sul digitale terrestre non aveva ancora ricevuto l’autorizzazione necessaria dal ministero dello Sviluppo economico, che doveva concederla attraverso il suo Dipartimento per le Comunicazioni, a capo del viceministro Paolo Romani. L’autorizzazione per la trasmissione su satellite dello stesso canale era arrivata dopo pochi giorni.

Ieri Sky e ministero hanno di nuovo litigato: “Su Cielo c’è il via libera della Commissione europea“, aveva scritto Tom Mockridge, in qualità di amministratore delegato di News Corporation Stations Europe (Sky) in una lettera a Romani, sollecitando così l’autorizzazione del ministero per la partenza del canale. “Le scrivo - si legge nella lettera inviata da Mockridge a Romani - in merito alla procedura di approvazione per il canale ‘Cielo’, oggetto del nostro incontro avvenuto nella mattinata di giovedì scorso. In quell’occasione, Lei ha detto chiaramente che, su questa pratica di autorizzazione, i suoi uffici attendevano soltanto la risposta da Bruxelles in merito all’interpretazione degli undertaking firmati da News Corporation in occasione della nascita di Sky Italia“. Insomma, Romani dice che manca questa carta dalla Commissione, ma non ci sono problemi: poi è tutto pronto. Ma Mockridge dice anche altro: “Ci risulta, come confermato dal suo ufficio, che questa interpretazione sia giunta al suo ministero giovedì stesso, ovvero una settimana fa, e che la DG Competition abbia chiarito che gli undertaking non precludano a Sky Italia di operare sul Dtt (digitale terrestre) con un canale gratuito in chiaro, come sempre“.

Romani, sempre ieri, risponde piccato biasimando la scelta di rendere pubblica la lettera inviata da Sky, e poi annuncia: “Il ministero darà l’autorizzazione, in base al parere di Bruxelles“. Anche qui verrebbe da ridere: mentre la tv pubblica (la Rai) e la più grande tv privata italiana (Mediaset) investono e trasmettono in una tecnologia, e la tv privata è mera poprietà della presidenza del Consiglio di quel paese, un altro canale in chiaro (la cosiddetta concorrenza, che sarebbe stata clamorosamente incentivata dalla legge Gasparri, come diceva il ministro che la firmava) vorrebbe iniziare a trasmettere, ma il ministero tarda a far arrivare l’Ok. Addirittura una settimana per inviare una carta: chissà come l’ha presa il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Sarà fuori di sé, sicuramente. Dice di sorridere agli impiegati mentre lavorano, vuoi vedere che al dipartimento per le Comunicazione a forza di sorridere si sono dimenticati di lavorare? Perché l’ipotesi contraria – che si stia rallentando Sky per favorire la concorrenza, Rai e Mediaset, e incidentalmente la mera proprietà del presidente del Consiglio - è un’ipotesi assolutamente da scartare. Mica vorrete pensar male, vero? Non sapete che si fa peccato?

(vignetta di Bucchi)

6 commenti a Sky e quel governo che vuole bene alla concorrenza

  1. maria teresa

    Abolirà la concorrenza per via costituzionale, come vuole fare per la Consulta: del resto, lui è uno con le palle.

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  3. Tetsuo

    Sta storia di Cielo qui dove lavoro io è diventata una barzelletta.

    Mi fa sorridere che Romani si lamenti che la cosa si renda pubblica, come se non fosse NORMALE che certe questioni siano pubbliche.

    In fondo parliamo di un canale gratuito, con le carte in regola e tutto il resto… ma del nemico del capo del governo.

    Inoltre la frequenza di Cielo è affittata dal Mux dell’Espresso, al quale hanno chiesto approfondimenti… come se per affittare una frequenza (o meglio un canale in un Mux) ci sia bisogno di chissa quali approfondimenti.

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  5. Flavio giuliano

    “..quanta violenza sotto questo cielo..” Renato Zero Il Cielo

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