L’orda curda che viene dalla Siria

di - Ankara è pronta a tutto pur di limitare quella che ritiene una minaccia alla sua sicurezza

L'orda curda che viene dalla Siria
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Il New York Times ci parla delle paure turche figlie di un probabile problema per il confine che divide il paese di Erdogan da quello di Assad. La crisi nel Paese non può lasciare indifferenti i turchi specie perché ormai il confine non sembra più sicuro.

VANTAGGIO - Secondo i turchi da questa situazione potrebbero trarne vantaggio i curdi. Per questo motivo i vicini di casa hanno ammassato missili, soldati e mezzi al confine siriano L’assedio di Aleppo potrebbe vedere coinvolti a vario titolo dei miliziani dell’etnia osteggiata dai turchi e questo potrebbe complicare non poco la situazione. I soldati turchi del resto sono stati chiari, se i curdi dovessero attaccare dalla Siria le milizie del Paese con la mezzaluna non perderebbero un istante.

 

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I MOVIMENTI POLITICI - In Siria i curdi sono 2,5 milioni e la maggior parte di loro abita nella zona nord del Paese, vicino ai confini iracheni e turchi. Il loro rapporto con i ribelli è di una lieve ostilità visto che non hanno voglia d’intromettersi nei loro affari anche per non entrare nell’occhio del ciclone. Nel Paese poi c’è un movimento politico curdo, il Pyd, legato al partito dei lavoratori curdi osteggiato in Turchia, il Pkk. Il Pyd è stato costretto a respingere le voci che lo volevano alleato di Assad ma dall’altro lato è stato osservato come nel nord del Paese alcuni membri di questo movimento abbiano issato al cielo le bandiere del Pkk.

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PRIMAVERA CURDA? - In Turchia si dice che nella lotta fratricida tra arabi gli unici vincitori saranno i curdi i quali potranno dare vita ad una loro primavera che possa rappresentare un passo importante verso un loro stato indipendente. Abdulhakim Bashar, membro anziano del consiglio nazionale curdo sostiene però che il Pyd prima deve provare di aver tagliato qualsiasi contatto con il regime di Assad prima di poter essere considerato credibile dagli altri movimenti della nazione. Al momento il dubbio viene dato dal comportamento strano dei militanti del Pyd i quali sembra intimidiscano la popolazione locale.

ACCERCHIAMENTO POLITICO - Intanto il partito si è incontrato con gli altri movimenti curdi siglando un accordo ad Erbil, nel Kurdistan iracheno. I curdi locali a differenza dei siriani sembra abbiano migliori rapporti con Ankara con la quale hanno stabilito proficui rapporti commerciali. Eppure è proprio in Iraq che i curdi siriani si sono allenati nell’arte militare ma secondo i membri dei vari gruppi questo è stato fatto solo per prevenire la crisi dovuta alla probabile caduta di Assad.  Ad Erbil si è presentato anche il ministro degli esteri turco, Ahmet Davutoglu ed il sospetto è che nonostante la distribuzione dei mezzi sul confine, probabilmente l’accerchiamento politico potrebbe rappresentare la mossa in più per la Turchia che, grazie ai curdi iracheni, potrebbe portare nel proprio alveo anche il Kurdistan siriano rafforzando i suoi confini ed indebolendo in un colpo solo ribelli ed Assad. (Photocredits Adem Altan / Gettyimages)

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4 Commenti

  1. skrondo scrive:

    mah, veramente i Curdi e le loro basi in Siria erano fin dall’inizio della crisi il principale obbietivo di Ankara che ha fatto di tutto per fomentare i disordini nel paese vicino, armando la fazione anti-Assad, infiltrando agenti, provocando e cercando l’incidente, per avere un pretesto per intervenire (o provocare un intervento degli alleati della NATO).

    ps, ma come mai per salvare i Curdi da Saddam abbiamo invaso l’Iraq mentre ora appoggiamo la Turchia che vessa e massacra regolarmente i Curdi sul proprio territorio? Come mai i Curdi in Iraq erano “Freedom fighters” mentre quelli in Siria in Turchia sono dei volgari terroristi collusi con Assad? Vuoi vedere che gli USA, la NATO e i media “embedded” stanno usando di nuovo due pesi e due misure? ma sicuramente il signor carlo saprà rispondere a tutto ciò ;)

    • carlo scrive:

      non lo so, ma forse skrondo puoi spiegarmi come mai nella rivoluzione d’ottobre, in quella cinese, cubana o nella guerra civile spagnola era il popolo a ribellarsi legittimamente ad un dittatore.
      oggi invece, se ci si ribella ad un dittatore allineato con l’ex blocco sovietico non sono ribelli, sono terroristi o peggio contras.
      Strano, avrei detto che il contras più famoso della storia, tale che guevara, era comunque un simbolo della giusta rabbia popolare contro i dittatori
      mah, 2 pesi e 2 misure mi sa :D

      • skrondo scrive:

        no, non te lo so spiegare, non sono così bravo come te nel rivoltare la frittata condendo i commenti con benaltrismi ed emoticons :D. mi pare si parlasse di medio oriente, precisamente di turchia, siria e curdi, non di che guevara né dell’uso improprio del termine “contras” fatto da te (lo so che lo hai fatto deliberatamente, sei un drittone ;) ), misura più o misura meno.
        ps beato te, che vedi il mondo in bianco e nero :D

      • bobo scrive:

        informatissimo signor carlo, la guerra civile spagnola scoppiò a causa del colpo di stato cattofascista di franco che certo non era un “dittatore allineato con l’ex blocco sovietico”, almeno così pare…

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