La capo scout e il quindicenne: non è un B-movie, è tutto vero

Quando si dice “parola di scout” si intende sottolineare le virtù di lealtà e sincerità di chi appartiene all’associazione: ma...

Quando si dice “parola di scout” si intende sottolineare le virtù di lealtà e sincerità di chi appartiene all’associazione: ma la realtà a volte è un’altra

Chi non si fiderebbe a mandare i propri figli in un bel campeggio scout? Sì, è vero, può capitare che i ragazzi una volta in tenda non imparino solamente a fare ogni tipo di nodo, o ad accendere un fuoco in condizioni difficili, ma almeno lo fanno in mezzo alla Natura, e sorvegliati da adulti responsabili. Capita a volte però che una divisa, un ruolo, una posizione di responsabilità, servano proprio a nascondere devianze e debolezze. E che siano proprio quegli adulti ai quali un genitore affida tranquillo il proprio ragazzo a essere quelli da cui difendersi; pensare che atteggiamenti scorretti, soprattutto in campo sessuale, siano confinati al mondo maschile, è quanto meno miope: la pedofilia è anche “donna”e non ci si può, non ci si deve fidare nemmeno degli scout.

INDOVINA CHI C’E’ IN CAMERA DA LETTO - E’ questo il succo di quanto di grave è stato svelato nei giorni scorsi nel profondo e bigotto Sud degli Stati Uniti, ad O’ Fallon, Missouri,: una capo scout trentanovenne, Wendy R. Rogers è stata infatti incriminata per abusi sessuali su minore, per aver fatto sesso con un adolescente di 15 anni:i due sono stati scoperti domenica scorsa nella camera da letto del ragazzo in flagranza di un rapporto, mentre si scaldavano reciprocamente, dagli stessi genitori del ragazzo che sentendo dei rumori si sono allarmati; hanno bloccato la porta così che la donna non potesse uscire, ancora scioccati nel riconoscere nella partner del figlio non una ragazzina, ma il capo scout che lo aveva accompagnato nell’ultimo campeggio. “C’è uno stupro in corso”. Così, con una telefonata nel primo pomeriggio della giornata, qualcuno ha avvisato la polizia. Non si sono fatti attendere troppo tre agenti che hanno repentinamente effettuato un sopralluogo nell’abitazione del ragazzino. Insieme ai suoi genitori hanno verificato con i propri occhi l’atto “pedofilo” in corso, interrompendolo. Arrestata la donna, dopo averne evitato la fuga, l’hanno condotta in prigione, mentre la sua macchina, parcheggiata nel vialetto davanti alla casa del suo piccolo amante, veniva portata via. Per capire come era considerata nel quartiere la Rogers, basta leggere la dichiarazione di un vicino, Mitch Sorrell: “Utilizzava tutto il suo tempo libero per fare volontariato, è stato uno shock” e ha aggiunto dicendo di aver fatto in modo che il proprio figlio di 9 anni non potesse avvicinarsi ad un televisore dopo l’arresto, “Non so cosa dire a nostro figlio, è solo una cosa terribile“.

SOTTO LA TENDA -Siamo rimasti scioccati e profondamente rattristati nell’apprendere le accuse contro lavolontaria scout“, ha detto Alicia M. Lifrak, il capo scout esecutivo scout del Lewis and Clark Council Boy Scouts of America. La donna, al servizio di un campo scout dell’Illinois dal 2004 come volontaria, non aveva mai destato infatti perplessità o dubbi su eventuali perversioni sessuali. Comunque la sua collaborazione con la Troop 35, la cellula scout di cui faceva parte, è stata interrotta. Il punto non è che un quindicenne faccia sesso, sarebbe un non notizia: la questione è invece che un adulto utilizzi la propria posizione di leader per ottenere attenzioni particolari, anche quando non si parla di bambini, anche quando il primo commento che viene in mente è qualcosa di simile a “sicuramente si sarà divertito, che guastafeste!”. Infatti al momento i fatti indicano che tra i due esista qualcosa che ha il carattere di una relazione prettamente esclusiva più che di una vera e propria violenza, insomma di un amore, per così dire, “diverso”. Pedofilo, in ogni caso, certo. Malato, sicuramente. Martedì scorso Wendy è stata incriminata, ma solo ieri la stampa ne ha diffuso le generalità e la foto. In lacrime, disperata, distrutta. Così appare la bionda americana, sicuramente diversa da come appariva mentre guidava il suo gruppo. Perché è proprio sotto le tende montate all’aperto che si immagina abbia avuto inizio la sua relazione con il quindicenne. Al momento le indagini sono ancora in corso. Il ragazzo è stato sottoposto ad una visita medica per accertarne gli abusi, presto sarà effettuato un esame del DNA della donna, ed inoltre più saranno ascoltate delle registrazioni telefoniche. Non la testimonianza del ragazzo, per il momento almeno, per cercare di tutelarlo, di proteggerlo. Gli investigatori hanno tentato di capire se ci sono altre vittime, ma pare che nel corso di questi anni la capo scout non abbia rivolto le medesime attenzioni amorose nei confronti di altri piccoli ospiti del camping. Ad oggi, comunque, son stati sentiti almeno altri 10 altri ragazzi e le loro rispettive famiglie. Per ora niente. Solo paura.