Il paese che sterilizza le donne a loro insaputa
di Redazione - 31/07/2012 - In Namibia l'epopea di tre donne sottoposte al trattamento perché sieropositive
L’orribile pratica perpetrata a loro insaputa.
IL CASO - Sono parecchi i casi simili che attendono di essere giudicati dalle corti namibiane, ieri c’è stata la prima condanna. Secondo gli attivisti, che hanno plaudito alla sentenza, sono diversi i casi di donne sieropositive che si sono rivolte agli ospedali locali, alle quali è stata fatta firmare una liberatoria e poi sono state sottoposte a sterilizzazione senza esserne informate.
IL CONTAGIO - Circa il 10% della popolazione namibiana convive con il virus, ma la pratica non può essere giustificata con la pretesa d’impedire il contagio dalle madri ai figli, che si può evitare con la somministrazione di farmaci e attenzione al momento del parto, anche se secondo UNAIDS solo il 58% delle namibiane incinta ha accesso alle cure mediche.
STERILIZZARE I DIVERSI - Il ricorso a tale pratica, illegale e immorale per come è stata ricostruita dei giudici, sembra echeggiare le stesse motivazioni con le quali, per decenni, paesi come la Svezia hanno sterilizzato le donne diversamente abili o con gravi problemi mentali per “curare” la società dalla loro presenza e dal loro peso.
UN PROGRESSO COMUNQUE VADA - In Namibia però il caso non ha suscitato polemiche sul razzismo, anche se inevitabilmente le donne vittime della pratica sono solo quelle nere e povere. Piuttosto una discreta soddisfazione perché la sentenza introduce un limite minimo, finora assente, alle iniziative dei sanitari, che da troppo tempo sembravano essersi assunti il potere di decidere cosa sia meglio per la collettività e per le pazienti che ricorrevano alle loro cure.
(Photo credits Monirul Bhuiyan/AFP/GettyImages)
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