Perché Putin ha paura delle Pussy Riot?
31/07/2012 - La ribellione che terrorizza il presidente
Tre ragazza delle Pussy Riot sono finite dietro le sbarre, dopo l’esibizione nella Cattedrale di Cristo il Salvatore a Mosca, contro Vladimir Putin: ma perché il Presidente le teme così tanto?
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IL CASO – Hanno manifestato contro Putin e, adesso, le ragazze Pussy Riot rischiano di scontare una pena di sette anni: insomma, non si scherza con il presidente russo. Lo scorso febbraio, in seguito alla sua rielezione, le ragazze si sono presentate davanti al Duomo di Mosca intonando canti dissacranti e di opposizione. Le musiciste hanno chiesto scusa al processo mentre, fuori, la comunità giovanile russa è solidale con la protesta.
SOLIDARIETA’ CONTRO PUTIN – Quello che più spaventa Putin è il sentimento di rivalsa che episodi del genere possono far scaturire: l’arresto delle ragazze ha fatto sì che centinaia di ragazzi manifestassero contro il presidente e chiedendo la liberazione. Al processo le imputate hanno dichiarato, in merito all’accusa di teppismo: “Il fatto che non riconosciamo la nostra colpa non significa che non siamo pronte a spiegare le nostre azioni e che non riconosciamo i nostri errori”.
IL LUOGO DELLA PROTESTA - “L’errore sta nel fatto che abbiamo portato in chiesa il genere musicale che stiamo elaborando e se qualcuno si è sentito offeso siamo pronte a riconoscere di aver commesso un errore etico” ha proseguito. Nei giorni scorsi l’arciprete Vsevolod Chaplin, 44 anni, capo del dipartimento per le relazioni con la società del patriarcato di Mosca, aveva ammonito che la Chiesa ortodossa non concede il perdono senza il pentimento. Le ragazze hanno dichiarato: “Il nostro obiettivo non era quello di offendere i sentimenti dei credenti”. Anche la sua ex-protetta Xenia Sobchak appoggia le Pussy Riot e questo al presidente non piace proprio.
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(Le immagini sono di Getty)

















potrebbe fare come il suo amicone di letto brianzolo: PAGARLE per farle stare zitte…….
Chissà, magari ci avrà pure tentato. Tuttavia temo che le Pussy Riots non siano equiparabili ad una qualsiasi cubista marocchina (in arte nipote di Mubarak), altrimenti non sarebbero nemmeno finite al gabbio.
Con equiparabili, non mi riferisco all’avvenenza fisica (che dalle foto non è particolamente chiara) bensì alla predisposizione alla “carriera” naturale che ominidi come il nano del Cremlino e quello di Hardcore concepiscono per le donne.
Alle Pussy riot pussa la passera!