“Draghi appartiene a una lobby di banchieri?”

31/07/2012 - All'ex governatore di Bankitalia viene contestata l'appartenenza al Gruppo dei Trenta, l'associazione dei banchieri più importanti del mondo

"Draghi appartiene a una lobby di banchieri?"

Un’istituzione comunitaria ha aperto un’indagine su Mario Draghi. La verifica è condotta dal Mediatore europeo, che ha chiesto alla Bce tutta la documentazione relativa alle attività del suo presidente all’intero del Gruppo dei Trenta, una lobby formata dai maggiori banchieri del mondo.

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DRAGHI SOTTO ESAME - Mario Draghi appartiene da molti anni al Group of Thirty, il Gruppo dei Trenta, o anche G30 come spesso è chiamato questa associazione che riunisce i più importanti esponenti della finanza globale. All’interno del G30 ci sono banchieri centrali come lo stesso Draghi o l’ex presidente della Fed Paul Volcker, così come i vertici di Goldman Sachs, Morgan Stanley o JP Morgan. Il Gruppo dei Trenta è al momento presieduto dallo stesso predecessore di Draghi, il francese Trichet. Il Mediatore europeo, figura istituzionale modellata sull’Ombudsman dei paesi scandinavi e simile al nostro Difensore civico, ha chiesto alla Bce di chiarire le attività di Mario Draghi all’interno di questa associazione che vuole influire sulle decisioni della finanza globale. Nella denuncia, presentata sul sito dell’istituzione comunitaria, si può leggere come il caso sia stato aperto il 24 luglio, e che l’appartenenza al G30 sia incompatibile con l’indipendenza, l’integrità e la reputazione della BCE. A Draghi viene chiesto di lasciare la lobby, e per chiarire la sua posizione il presidente dell’Eurotower avrà tempo fino al 31 ottobre.

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DENUNCIA EUROPEA - La protesta raccolta dal Mediatore europea è partita da un’associazione, che si chiama Corporate Europe Observatory, una Ong che si batte per svelare l’eccessiva influenza che hanno i grandi gruppi economici e le lobby nel processo decisionale comunitario. Il presidente dell’associazione, Kenneth Haar, rimarca come il ruolo di Draghi all’interno del G30 evidenzi un chiaro conflitto di interesse, al quale va posta immediata soluzione. “La Bce sta acquisendo un ruolo sempre maggiore nella regolazione delle banche. Il fatto che proprio un membro di una delle principali lobby finanziarie del mondo sia il suo capo deve preoccupare i cittadini”. Il Mediatore europeo ha raccolto la protesta di Corporate Europe Observatory, mentre la Bce ha confermato l’apertura dell’indagine, anche se ha immediatamente smentito che la partecipazione di Draghi al G30 possa rappresentare un conflitto di interessi. Questa ipotesi è comunque già stata smentita dallo stesso Mediatore comunitario, che ha aperto il caso per verificare l’incompatibilità dell’appartenenza alla lobby su altre basi.

DIFESA DEI CITTADINI -L’apertura di un caso da parte del Mediatore europeo spesso si risolve con un nulla di fatto o con la semplice verifica della regolarità della situazione. L’Ombudsman comunitario, dal 2003 il greco Nikiforos Diamandouros, ha l’obbligo di raccoglier le proteste dei cittadini o delle associazioni che riguardano le istituzioni Ue, ed in alcuni i procedimenti poi passano al vaglio della magistratura comunitaria. Nel caso di Draghi non c’è nessun elemento di rilevanza che susciterà l’attenzione dei giudici europei, visto che la richiesta finale sarebbe il semplice abbandono del G30 da parte del presidente della Bce. Il Mediatore europeo ha comunque un ruolo simile a quello del difensore civico, quindi piuttosto limitato per poteri e rilevanza, anche se nel 2011 la sua denuncia contro i conflitti di interessi all’interno dell’Agenzia per la sicurezza alimentare suscitò notevole attenzione.

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1 Commento

  1. eureka scrive:

    molto bene; sul conflitto di interesse deciderà il mediatore e non la bce

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