Se Repubblica si incazza con Micromega
31/07/2012
Nella rubrica della posta di Repubblica di oggi, il fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari si arrabbia perché Micromega, rivista del gruppo Espresso che edita anche Repubblica, ha “preso” un suo intervento senza il suo permesso:
Edit: nel pomeriggio arriva la risposta di Micromega:
“Non volendo imbarcarsi in fin troppo facili polemiche, MicroMega si limita a ricordare di aver utilizzato più volte citazioni, anche molto più lunghe, di numerosi autori, in conformità alle vigenti leggi sul diritto d`autore e alla convenzione di Berna, confortata infine anche da un parere legale dello studio ‘Ripa di Meana e associati’, chiesto nel 2008 dal Gruppo Espresso a nome di MicroMega, testata del Gruppo. Alle disposizioni vigenti MicroMega continuerà a conformarsi anche in futuro. Una lettera con questi identici contenuti è stata inviata dal direttore di MicroMega alla rubrica delle lettere di La Repubblica”.












E perchè scrive? Non vuole che venga diffuso il suo pensiero? Che strano giornalista. (basta nominare la fonte, no?)
Ecco un altro sepolcro imbiancato del giornalismo italiano,vogliono apparire giusti ma dentro sono pieni di putrefazione morale,scodinzolano la loro libertà di stampa in pubblico ma in privato leccano il cu….ai faccendieri del potere editoriale politico massonico
Scalfari è vecchio e evidentemente rimbambito. Lasciare il posto a qualcuno più “fresco”, obiettivo e (anche solo) leggermente meno rinsecchito, no, eh?
cosa non si fa per compiacere Bella Napoli, sperando in un seggio di senatore a vita….
Qui non si tratta di “diritti d’autore”, “divulgazione” o “libertà di pensiero”… Scalfari sottolinea come il proprio brano non avesse a che vedere con il dibattito in cui era stato inserito. Si tratterebbe, insomma, d’una decontestualizzazione che può cambiare anche di molto il senso di ciò che l’autore ha scritto. Mettendo di mezzo la faccia sua, fra l’altro.