Graviano: quello che i boss su Berlusconi non potranno dire
10/12/2009 - 32ENNE MILIARDARIO – I Graviano di quelle faccende non sanno nulla, altri tempi, altri boss, altri equilibri. Storie vecchissime: non potrebbero mai i Graviano risolvere oggi i quesiti che la Lega Nord saggiamente si è posta già da tempo. “Signor
32ENNE MILIARDARIO – I Graviano di quelle faccende non sanno nulla, altri tempi, altri boss, altri equilibri. Storie vecchissime: non potrebbero mai i Graviano risolvere oggi i quesiti che la Lega Nord saggiamente si è posta già da tempo. “Signor Berlusconi – chiedeva la Padania all’allora capo dell’opposizione al governo Prodi I - a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l’area, chi li diede? Che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? Il denaro per avviare e portare a conclusione il super cantiere, chi glielo fornì?”. Il riferimento è al denaro a disposizione del Cavaliere nel settembre ’68 e utilizzati della sua Edilnord srl per acquistare i terreni dove di lì a poco sarebbe stata costruita Milano 2. Secondo il “quotidiano del Nord” l’area fu pagata circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre tre miliardi, una somma che secondo dati Istat equivarrebbe a quasi 39 miliardi di lire del 1998 e che sarebbe stata elargita senza che il compratore potesse allora vantare alcun patrimonio familiare alle spalle. “Vede – lo avvertivano gli amici leghisti - se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall’avvocato di Lugano Renzo Rezzonico “sue finanziatrici”, così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt’altro che raccomandabili”.
FONTI SCONOSCIUTE - I dieci quesiti son certamente più insidiosi di quelli posti questa estate da Repubblica, e, per di più, provengono dalla stampa che oggi potrebbe essere definita “amica”. Ma le risposte, manco a dirlo, anche in questo caso restano inevase. Ed è un peccato perché conoscere la verità sarebbe estremamente interessante. Recita, ad esempio, così la seconda domanda della Padania: “Il 22 maggio 1974 – certamente lo ricorda, signor Berlusconi – la sua società “Edilnord Centri Residenziali Sas” compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove o da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti”. Bossi e soci ci vanno ancora giù duro col terzo quesito: “Il 2 febbraio 1973 lei fondò un’altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola Impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi”.
PIOGGIA DI CONTANTI – Da sottolineare come il giornale della Lega abbia insinuato che le 22 holding che custodivano il capitale della Fininvest potessero non essere riconducibili esclusivamente a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia. Secondo il “quotidiano del Nord” c’è qualcosa che non torna nel fatto che quote delle holding furono intestate proprio da Berlusconi alla Par.Ma.Fid., che si trovo così a gestire un’immensa fortuna. La Padania ricordava che proprio la Par.Ma.Fid. era la società fiduciaria che aveva gestito, nello stesso periodo in cui avvenivano le operazioni Fininvest, “tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bonn, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Corollo, Canneto Gaeta e altri boss, di area corleonese e non, operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona”. “Quindi – chiedevano le camicie verdi – signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.?”.













Ecco non capisco una cosa…Bossi e tutti i suoi amici che allora facevano tante domande giuste, hanno avuto le loro belle risposte dal Cavaliere o si sono limitati a intascare anche loro nel silenzio più assoluto?
Chi sono i mafiosi? quelli del No B Day (come sostiene il Giornale) o quelli che votano ancora per questo governo? Che schifo di italia
vabeh, ma quella della Padania era propaganda elettorale
Ma Max Parisi che fine ha fatto?