Quante medaglie ha vinto davvero l’Italia?

31/07/2012 - Perchè non è tutto oro quel che luccica

Quante medaglie ha vinto davvero l'Italia?

Una medaglia alle olimpiadi è sempre un premio ambito. Ma bisognerebbe chiedersi, scrivono dal Guardian, quante medaglie tutto sommato un paese possa dire di aver vinto. Un peso “ponderato” del successo olimpico, tarato con la massima precisione possibile sulle caratteristiche del paese rilevanti per qualificare la sua potenza sportiva. Un team di statistici ha collaborato con i giornalisti del Guardian per creare un medagliere “effettivo” delle olimpiadi 2012.

 

LEGGI ANCHE: Gli italiani olimpici che hanno fatto la storia

 

MEDAGLIERE PONDERATO - Perché come dicevamo sono tanti i fattori da prendere in considerazione quando ci si chiede, esattamente, quante medaglie un campione possa dire di aver vinto, quanti blasoni un paese possa affermare di poter vantare.

Perché i giganti delle Olimpiadi sono noti – Cina, Usa, Russia, Australia, Regno Unito – ma è anche vero che per questi paesi vincere è più facile. Una popolazione maggiore da cui pescare, un bacino di atleti più ampio da cui scegliere: risorse economiche, strutture e infrastrutture più favorevoli per la creazione di una comunità di sportivi pronti alla medaglia. Perciò, scrivono gli statistici dell’Imperial College, la domanda sta in piedi eccome: quante medaglie un paese può dire di aver “veramente” vinto?

ITALIA - Prendiamo l’Italia: con due ori, quattro argenti e due bronzi, si qualifica quinta nel medagliere generale. Ma prendendo in considerazione la sua popolazione, questi successi vanno ridimensionati perché per l’Italia è “più facile” vincere queste medaglie: secondo i calcoli del Guardian, così, salta fuori che l’Italia ha vinto 4 medaglie complessive, di cui un oro, 3,3 argenti e 0,7 bronzi. Ancora “peggiore” la situazione se rapportata al Prodotto Interno Lordo del nostro paese, nazione ricca e che per questo deve venir penalizzata nei calcoli rispetto a situazioni meno abbienti e che, per questo, meritano una ponderazione più favorevole per ogni medaglia. Con riferimento alla ricchezza nazionale i calcoli andrebbero a dimostrare che l’Italia non avrebbe vinto nemmeno una medaglia, fermandosi ad uno 0,7 composto da qualche puntino di oro (0,3), una buona parte argentata (1,3) e un puntino di bronzo (0,1).

PARAMETRI DI SCELTA - Il leader del gruppo di studio che ha elaborato questo medagliere ponderato, Christoforos Anagnostopoulos: “Quel che facciamo è esprimere i risultati in maniera ponderata. Mentre i giochi vanno avanti, per ogni medaglia (Bronzo/Argento/Oro), redistribuiamo le medaglie che sono state già vinte, prendendo in considerazione la popolazione del paese: per un piccolo paese, una medaglia varrà più che per un paese più grande, e potrebbe anche finire per valerne 2 o 3, dove i paesi più grandi invece “perdono” alcune delle loro medaglie per correggere il vantaggio guadagnato grazie alla loro maggior popolazione”, dice Anagnostopoulos. Analogamente per il Prodotto Interno Lordo, esso è “un fattore” che può, in qualche modo, spiegare la performance dei vari paesi. Il nuovo medagliere è in un certo senso sconvolto: “Ad esempio Cuba diventa, stando alle medaglie del 2008, la prima nazione al mondo con 24 medaglie ma una piccola popolazione e un piccolo Pil. Non tutte le superpotenze sono bandite, ma alcune lo sono: Australia, Cina e Russia rimangono nella top 20, mentre il Regno Unito e gli Stati Uniti non sono più inseriti”.

 

LEGGI ANCHE:

 

12 Commenti

  1. mmm scrive:

    anche la giamaica in questo modo sarebbe tra le primissime, però secondo me si dovrebbe pondereare anche in base allo sport: ad esempio per quanto riguarda la maratona non c’è differenza tra paesi ricchi e poveri, in quanto non servono mega strutture per allenarsi

    • BlackIsBlack scrive:

      Ma serve uno stato che favorisca i propri sportivi mettendoli nelle condizioni di allenarsi. Se ti fai 10-12 ore al giorno di lavoro per mantenerti, spiegami dove trovi le necessarie 6 ore giornalire per gli allenamenti.
      Senza contare che l’allenamento non basta. Devi avere qualcuno che ti segua costantemente sul piano tecnico, fisioterapico, psicologico.
      In Italia, se non pratichi uno degli sport maggiori, sei lasciato completamente a te stesso.

  2. massimo scrive:

    articolo molto interessante.
    ridatemi 2 minuti

  3. Vito Incantalupo scrive:

    Consoderazioni oneste, ma non valide per l’Italia. Qui chi fa sport è quasi un criminale, a scuola ad esempio se sei fuori per un raduno o una gara magari anche un europeo o un mondiale i professori ti rimproverano e ti interrogano il primo giorno che ritorni. Per non parlare delle strutture: parliamo ad esempio di atletica. In Italia c’è solo una e dico UNA struttura coperta, quella di Ancona! Di buone strutture outdoor invece abbiamo appena Bressanone ( pista rifatta per ospitare i mondiali allievi 2009) Rieti ( pista rifatta per ospitare gli europei juniores 2013) e poche altre come Torino e Roma, che viene usata una volta l’anno. Per finire c’è Formia, fiore all’occhiello per l’atletica mondiale, ma se vai in America ci sono 3 piste per città complete di tutto e gli atleti sono tutti sostenuti da sponsors. Altro che 0,3 ori, l’Italia è come se ne avesse 10! L’unico vantaggio del nostro paese sono i gruppi sportivi militari. Finanza carabinieri polizia eccetera arruolano campioni nel corpo atleti permettendogli di allenarsi serenamente e senza stress, anche se questa è anche una cosa controproducente: conosco troppe persone che si allenano per entrarez in questi corpi per poi sentirsi realizzati e non produrre più alcun risultato di rilievo. Bisogna sempre ricordarsi che non si corre per denaro ma per la gloria!

    • Lia51 scrive:

      cmq ci sono centinaia di discipline, bisognerebbe fare un discorso apposito per ognuna..

    • Gianfranco scrive:

      La partecipazione dei corpi militari alle manifestazioni di questo livello non dovrebbero essere neppure permesse. Il cittadino si aspetta che i dipendenti dello stato, con stellette o senza, svolgano i compiti per cui sono pagati dalla comunità e non per coltivare le personali ambizioni sportive. Il carabiniere campione di sci mi è sempre stato sulle palle. E così quelli delle altre ‘fiamme’, gialle, rosse o multicolori.

  4. davide scrive:

    Insomma un modo cervellotico di parlare del nulla. Mi riferisco a quelli del Guardian (che solitamente pubblica cose interessanti). Complimenti invece all’articolo di Giornalettismo. Secondo me le medaglie vinte sono le medaglie vinte, punto e basta. Spostando il problema, valuterei, per ciò che riguarda il nostro Paese, il perchè gli atleti che ci rappresentano provengono in maggioranza da alcune regioni. Alcune regioni del sud sono praticamente assenti: il motivo ovvio è che in quelle stesse regioni, non si praticano attività sportive perche non esistono impianti degni di questo nome.

  5. CarloCa scrive:

    L’articolo è interessante, lo studio statistico ponderato merita solo una fragorosa risata.

  6. Nicolò d'Alessandro scrive:

    Le medaglie non le vincono gli Stati, ma i ragazzi che sacrificano tempo ed energie, che affrontano sacrifici e che spesso sono anche ostacolati nei loro allenamenti. Togliere le medaglie all’Italia o alla Grecia… significa non riconoscere l’impegno gravoso da questi ragazzi affrontato. Evidentemente chi ha fatto tutti quei calcoli aveva solo tempo da perdere!!!!!!!

  7. rokko scrive:

    Statistiche che lasciano il tempo che trovano e che sono solo pippe mentali.
    Ciò che merita una riflessione approfondita è invece la seguente osservazione: nella scherma femminile, negli ultimi dieci anni sono andate a medaglia d’oro ben tre (3) iesine, ovvero ragazze abitanti di Iesi. Come mai, su 60 milioni di abitanti, ci sono 3 iesine e nessuna milanese (per dire) o romana, insomma, di città ben più popolose ?
    A questa domanda si possono dare due risposte. Una, quella da rincoglionito, è che le iesine sono antropologicamente superiori nella scherma. La seconda, più seria, è che a Iesi c’è una valida scuola di scherma con validi maestri.
    Conclusione ?
    Semplice: se basta che ci sia una scuola in una città nemmeno tanto grande come Iesi per tirare fuori dei campioni, con un numero adeguato di scuole di scherma/canoa/lotta/ecc. ecc. in tutta Italia faremmo sfracelli.
    E’ lapalissiano: per ottenere più medaglie alle Olimpiadi occorre dare a più persone la possibilità di praticare sport, con più impianti più strutture, ecc. ecc; QUESTO è il motivo per cui Stati Uniti, Russia (una volta), Cina ecc. vincono molte medaglie, perché danno il giusto peso allo sport ed offrono ai loro giovani strutture adatte per praticarlo e provare a primeggiare.
    Non è che si debba essere scienziati per capirlo

  8. Mariastella scrive:

    Scusate ma che ragionamento è questo? Paesi come gli Stati Uniti e la Cina vinceranno sempre migliaia di medaglie a testa visto che loro possono mandare 500 atleti ciascuno! L’Italia ne può mandare 200, direi che c’è differenza no?
    Tra l’altro la storia della popolazione calcolata per paese da dividere con li valore del quantitativo di medaglie vinte mi sembra una grossa c****a!
    Che si vadano a vedere il medagliere completo, dal 1908 al 2012 hanno dominato la Germania, gli Stati Uniti, la Cina, l’Unione Sovieta… tutti paesi molto più nemerosi dell’Italia.
    L’Italia con le sue possibilità (mandando molti meno atleti rispetto ad altri) si è fatta sempre valere.
    La verità è che il The Guardian è un giornale inglese ed essenso che le Olimpiadi si stanno svolgendo in Inghilterra e gli inglesi non stanno vincendo molto allora si sfogano con l’Italia che li sta davanti:P

    • Rem scrive:

      Ponderare le medaglie vinte con la popolazione sarebbe giusto: in fondo più persone ci sono e più è facile quel paese abbia statisticamente dei buoni atleti, però così come sono stati fatti dal guardian, dimentincano troppi altri fattori

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie