La badante che picchia il prete [il riesame annulla]

31/07/2012 - Accade a San Vito, Brindisi. Una donna rumena è stata arrestata per lesioni e sequestro di persona. Edit: alla fine dell'articolo la notizia: il tribunale ha annullato l'arresto

La badante che picchia il prete [il riesame annulla]

Era stata chiamata per assistere un anziano parroco bisognoso di aiuto. Si è rivelata persona pericolosa e violenta. Gina Rusu, una badante rumena, è stata arrestata per lesioni personali e sequestro di persona dopo che in preda ad un raptus, di notte, probabilmente ubriaca, ha aggredito senza alcun motivo il sacerdote che avrebbe dovuto accudire, don Antonio Termine, 94 anni.

 

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BOTTE AL SACERDOTE – E’ accaduto a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Lo racconta Victor Botta, sul Nuovo Quotidiano di Puglia:

Don Antonio Termine, decano del clero di San Vito, è stato vittima la scorsa notte di un barbaro pestaggio messo in atto dalla sua badante rumena. L’anziano parroco 94enne, aveva accolto da pochi giorni nella sua abitazione la 45enne Gina Rusu, residente a Gallipoli, che stava sostituendo provvisoriamente una sua connazionale partita per la Romania, donna che da tempo si prendeva cura del sacerdote. Senza alcuna motivazione apparente la nuova badante, probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, ha aggredito brutalmente il sacerdote e, dopo averlo picchiato, lo ha chiuso a chiave nella sua stanza ed è andata a dormire in tutta tranquillità.

IL BIGLIETTO: “AIUTO!” – L’anziano prete è riuscito a lanciare l’allarme per le violenze subite grazie ad un biglietto esposto da una finestra in cui chiedeva l’intervento di 118 e 113. Continua Botta sul Nuovo Quotidiano di Puglia:

Per diverse ore le botte subite hanno completamente stordito don Antonio che, solo a metà mattinata, dopo essersi ripreso in parte dal torpore, ha cercato aiuto. Ha scritto su un foglio un biglietto in cui chiedeva l’intervento del 118 e del 113. Lo ha esposto sul vetro della finestra della sua camera da letto nella speranza che qualcuno potesse leggerlo. Per fortuna alcuni passanti hanno notato la disperata richiesta di aiuto del parroco ed hanno immediatamente avvertito i parenti, le forze dell’ordine ed i carabinieri. I militari della compagnia di San Vito, guidati dal capitano Ferrucio Nardacci, sono giunti dopo pochi minuti presso l’abitazione ed hanno fatto irruzione al suo interno. Una volta entrati hanno trovato la badante Gina Rusu che dormiva ancora beatamente in preda ai fumi dell’alcol. Ma a destare maggiore preoccupazione erano le condizioni di salute di don Antonio ancora rinchiuso nella sua stanza. I carabinieri insieme ad i sanitari hanno prestato le prime cure all’anziano sacerdote ancora sanguinante e con evidenti segni di percosse. Gli operatori del 118 hanno subito disposto il trasferimento di don Antonio presso il pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi.

LESIONI E SEQUESTRO DI PERSONA – I medici hanno accertato che don Antonio è stato vittima di violenza fisica. I suoi traumi e le lesioni sono state giudicate guaribili in 20 giorni:

Il referto stilato dai medici ha diagnosticato un trauma cranico-facciale nonché un trauma toracico-addominale ed altre lesioni guaribili in 20 giorni. Una brutalità che lascia sconcertatati e che ancora non ha trovato una risposta plausibile. I militari della compagnia di San Vito hanno interrogato la donna per capire il perché di tanta incomprensibile violenza. La badante ha cercato inizialmente di sviare le indagini dichiarando che nel cuore della notte due uomini, dopo aver sfondato la porta d’ingresso, si sarebbero introdotti all’interno dell’appartamento e avrebbero poi compiuto il pestaggio del povero sacerdote. Un alibi che è stato però immediatamente “smontato” dagli inquirenti sia sulla base della testimonianza del parroco che per la mancanza di alcun tipo di segno di effrazione che potesse far pensare ad un tentativo di furto. Per la badante, a quel punto, sono scattate le manette e dopo le formalità di rito il Gip di turno, Francesco Bretone, ha disposto l’immediato trasferimento di Gina Rusu presso il carcere di Lecce. La donna che è tenuta a restare a disposizione dell’autorità giudiziaria, dovrà rispondere di lesioni e sequestro di persona.

 

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Edit: dall’avvocato Antonella Nigro riceviamo e pubblichiamo

I giudici del Tribunale del riesame di Lecce, accogliendo il ricorso dell’Avv. Antonella Nigro, hanno annullato con provvedimento del 17.08.2012 l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Maurizio Saso che il 01 agosto scorso aveva convalidato l’arresto e applicato la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere nei confronti della badante rumena Gina Rusu, accusata di aver sequestrato e procurato lesioni personali all’anziano sacerdote di San Vito dei Normanni don Antonio Termite. Il Tribunale del riesame, contrariamente a quanto sostenuto nell’ordinanza emessa dal Gip Dott. Maurizio Saso, non ha condiviso la sussistenza del pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quello per cui si procede nei confronti della Rusu ed ha posto in risalto l’incensuratezza e la mancanza di ogni precedente giudiziario a carico della stessa. Dal canto suo, la badante acclama la totale estraneità ai fatti. Nei prossimi giorni la difesa della badante depositerà istanza di incidente probatorio al fine di accertare la compatibilità delle lesioni riportate dall’anziano sacerdote con le proprie dichiarazioni. Resta da approfondire ancora un altro elemento oscuro e non trascurabile: chi aveva la disponibilità delle chiavi dell’appartamento e perché proprio quella sera un familiare dell’anziano sacerdote aveva chiesto alla Rusu di bloccare la porta di casa con un tavolo. Intanto, per Gina Rusu cade l’accusa di sequestro di persona e rimane indagata solo per lesione personale.

 

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