L’atto di coraggio del segretario democratico è solo il primo passo verso la ricerca di una nuova opposizione
Succede sempre così: il coraggio lo troviamo quando siamo con le spalle al muro, quando non ci sono altre vie d’uscita, per quel puro istinto di conservazione la cui riposta sapienza, ad esempio, ha spinto in questi giorni Bersani a sottrarsi all’abbraccio mortale del No B-day, a non omologarsi all’onda del celodurismo antiberlusconiano ed a non farsene inghiottire in un vortice suicida assieme ai suoi zeloti. La storia dirà se questo principio d’indipendenza dal messianismo politico di Repubblica, di Di Pietro e dei loro satelliti, questo silenzioso passaggio del Rubicone, sarà il primo passo di una lunga marcia o se le scomuniche uccideranno il pargolo nella culla. Se
Bersani saprà resistere a questa prima tempesta, ne risulterà rafforzato, e ne troverà alimento per andare avanti con più decisione per la sua strada.
LE DUE ANIME DELLA SINISTRA - Ora a sinistra si confrontano due opposti isolamenti. Quello distruttivo, senza prospettive, di Repubblica & C.; e quello momentaneo e potenzialmente costruttivo di Bersani, o di chi per lui in futuro. Non c’è possibilità di sintesi. Che il fatuo Veltroni e la fatina Melandri volgano ancora lo sguardo biblicamente verso la Sodoma antiberlusconiana, è solo la conferma dell’insostenibile leggerezza dei due personaggi. Che lo facciano pure ex democristiani perfettamente addomesticati come Franceschini o la pasionaria Rosy Bindi la dice lunga sull’ostinata, eretica, soteriologia tutta terrestre di certi cattolici adulti. Ma il popolo di sinistra, che non è quello del protagonismo firmaiolo, prima o dopo sarà costretto a scegliere. E sceglierà di vivere. Visto in prospettiva, l’isolamento di Bersani è un fatto positivo, e necessario, perché fa piazza pulita di quelle furbizie, di quel miserabile opportunismo, di quel tatticismo di cortissimo respiro, che dalla caduta del muro di Berlino e in alternativa all’opzione “rivoluzionaria” del giustizialismo, hanno contraddistinto l’azione del maggior partito della sinistra, mettendo il piombo alle ali di una sana evoluzione. E’ finita l’epoca degli ammiccamenti al mondo confindustriale e delle alleanze innaturali con l’ineffabile centrismo cattolico, che come falli posticci stavano a simulare l’epoca della maturità virile della sinistra italiana.
MISSIONE – A Bersani toccherà il compito di disegnare una strategia per la conquista del consenso all’interno del corpo elettorale attraverso un progetto politico, cosa mai veramente intrapresa nella storia repubblicana da una sinistra che quando non è sballottata dai marosi della demagogia apocalittica tende a incagliarsi nei fondali bassi degli abboccamenti con le nomenklature, nell’intento di cooptarle in un puro disegno di potere. Se nel mercato del consenso elettorale la quota già minoritaria della sinistra ha continuato a subire una lenta erosione, è proprio perché essa alle leggi della concorrenza democratica non ha mai veramente creduto; perché ai banchi del mercato offriva merce scaduta, che etichette smaccatamente nuove tradivano ancor di più; perché invece di lottare imbrogliava, brigando
l’intervento degli sbirri al fine di mettere fuori gioco la concorrenza con l’accusa di pratiche scorrette o cercando di papparsi i banchi dei pesci piccoli: curando insomma gli spazi fisici del mercato e trascurando il cliente.


non sono daccordo swul ruolo di bersani ,se questo sarà la sua politica ,vorrà dire che ancora una volta mi sono sbagliato , io voglio ! un antiberlusconismo forte , deciso ,perchè il male non è berlusconi ,ma il berlusconismo , il modo di pensare ,di fare , dittatoriale , da anni venti ,è contro in maniera forte all’ideale che penso della condivisione , della equità, del sociale ,dell’onestà ,del fare tutto e di piu’, contro l’etica i valori ,contro il fare macchiavelico, è lontano da me e deve essere lontano dai giovani i quali ormai hanno perso ogni speranza ,se la danno e sono belle saliranno avranno successo e soldi ma se non ci stanno saranno eterne disoccupate ,no no ne avrei mille da dire non ci sto berlusconi è il male e va combattuto, deve andarsene sono viola ma non della fiorentina ……..
Tutto vero, tutto giusto se non fosse che l’analisi non tiene in minimo conto l’anomalia del berlusconismo. Berlusconi non rappresenta una “normale” destra europea con cui una “normale” sinistra europea si confronta e concorre al governo del paese, magari alternandosi alla sua guida. Berlusconi è l’emblema di una destra populista, rancorosa, antidemocratica e persino sguaiata, più vicina a certi regimi sudamericani che ad un qualsiasi altro modello conservatore o moderato. Ogni volta che è stata chiamato al governo di questo paese, si è dimostrato incapace non dico di riformarlo ma semplicemente di governarlo. Se poi per cambiare il berlusconismo qualche suo esegeta deluso pretende di cambiare prima i suoi avversari… siamo proprio alla paranoia.
L’anomalia Berlusconi è solo il riflesso, molto parziale, di un’anomalia ben più grande e ben più vecchia. Stupisce che non si voglia capire una cosa talmente evidente. Berlusconi ha già vinto la sua partita con la storia, perché ha creato il centrodestra italiano, inglobandone e neutralizzandone le pulsioni estremistiche: la prima e necessaria gamba del nostro sistema politico futuro. Di conseguenza, indirettamente sta creando anche l’altra. Non piace il nostro centrodestra? E’ brutto e sozzone? Può essere, ma è la nostra realtà. E la politica si basa sulla realtà, non sull’aria rarefatta dei dibattiti accademici. La storia renderà merito allo psiconano, le anime belle possono rassegnarsi. Per brutto che sia, è una realtà perfettamente democratica; chi parla di peronismo racconta barzellette. Al momento non c’e nessun paragone tra l’ampiezza dell’estermismo politico a sinistra e quello di destra. Per quanto riguarda la sinistra ripeto quanto scritto tempo fa:
“Dalla fine della seconda guerra mondiale – è passata la bellezza di 64 anni ormai – la sinistra italiana ha avocato a sé l’esclusiva della democraticità e della legalità nel nostro paese. Stante la fragilità assoluta delle fondamenta democratiche e liberali della dottrina marxista, comunque oscuramente sentita anche se non confessata, v’era nella sinistra una necessità quasi fisiologica di usare una retorica violenta diretta a colpevolizzare preventivamente gli avversari politici in modo da allontanare ogni discussione politica e culturale dal quel nocciolo ideologico. Con la caduta del comunismo, ancorché indebolita, essa è rimasta ancora forte, soprattutto in quelle roccaforti rosse tosco-emiliane, ex zoccolo duro – non a caso – del consenso al regime durante il ventennio fascista, dove la schizofrenia rosso-nera è tuttora una malattia endemica. La nascita del Partito “Democratico” è perfettamente comprensibile in quanto consente di mantenere tale mentalità e tale retorica intatta. Il vecchio PCI si considerava il garante della democrazia italiana: così con Togliatti, così con Berlinguer, così nelle sue varie trasformazioni succedutesi alla caduta del Muro. E’ questo il filo rosso giacobino che ha unito la sinistra durante tutto questo tempo, il suo gattopardismo politico-culturale, dal quale non sa uscire. (…)E così il popolo di sinistra continua [anche oggi] nel suo sempre meno gratificante onanismo collettivo da autocompiacimento democratico, rinnovando periodicamente l’allarme contro il fascismo di ritorno: contro “la legge truffa” quando Berlusconi era De Gasperi; contro il “golpe”, contro le “stragi di Stato”, quando Berlusconi erano i vari notabili democristiani al governo; contro i “ladri” o i “mariuoli” socialisti quando Berlusconi era il cinghialone Craxi. Tutti quanta la serie dei “Berlusconi”, alcuni dimenticati, alcuni ancora indicati al pubblico ludibrio, alcuni – riveduti e corretti, e soprattutto morti stecchiti – riammessi nel pantheon democratico.”
Berlusconi non si è fatto leggi ad personam? Ti risulta un qualsiasi altro leader “democratico” che si sia cucito leggi su misura durante il suo mandato? Questa è la prova della sua anomalia, non vederla significa o essere ciechi oppure conniventi di questo “sistema” di privatizzazione delle istituzioni. Berlusconi ha creato una accozzaglia che, peraltro, ha perso pure pezzi (l’Udc) e voti rispetto,per esempio, alle elezioni del 2006. Niente di più probabile che una volta finito il collante di “potere” su cui fonda, e di cui B. è il garante, il tutto si dissolva come un peto. Ammetto che, visto quelli che sono costretti a sorbirsi già oggi i suoi elettori, difficilmente quel giorno, noteranno la differenza.
perfettamente d’accordo con lei. Berlusconi è il De Gasperi del momento così come lo nera Craxi, Moro, Fanfani, Rumor ecc. Qualsiasi personaggio politico abbia ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio è stato bersaglio della sinistra comunista. Non se ne è salvato neanche uno, nessuno, dunque cosa vogliono questi psicopatici? Considerato che il comunismo è fallito in tutto il mondo implodendo su se stesso, che le analisi su Berlusconi partono da uno stato psichico e non da una reale e oggettiva analisi politica sui fatti, e visto la pochezza delle idee per contrastare il Berlusconi di turno, dichiaro che la sinistra italiana è un fallimento generale e dunque non credibile perché ansimante e perpetuamente fuori tempo storico.
Vedo che come Berlusconi (che però lo fa ad arte) soffri di anticomunismo antropologico. Chi si oppone a Berlusconi DEVE per forza essere un comunista, uno che vuole abolire la proprietà privata e che mangia bambini a colazione e via con luoghi comuni di questo genere. Mi spiace deluderti. Per opporsi a Berlusconi basta essere semplicemente “democratico” o “liberale” e magari onesto. Berlusconi, il tuo De Gasperi del 2000, è antitetico sia ai valori democratici sia alla stessa cultura politica liberale. Berlusconi è uno che considera il voto popolare come una sorta di salvacondotto morale e giudiziario che lo libera da ogni vincolo civile ed ogni legge vigente. Questo fa semplicemente inorridire un liberale. Berlusconi non è espressione di pensiero politico forte. E’ l’espressione deteriore della privatizzazione della politica. Del conflitto d’interessi, della politica ridotta a luogo comune e macchietta. Goditi il tuo “migliore” premier degli ultimi 150 anni… ma lascia in pace almeno l’opposizione e chi non si omologa al vostro “modello” patinato di “politica” tutta nani e veline.
“così il popolo di sinistra continua [anche oggi] nel suo sempre meno gratificante onanismo collettivo da autocompiacimento democratico, rinnovando periodicamente l’allarme contro il fascismo di ritorno: contro “la legge truffa” quando Berlusconi era De Gasperi; contro il “golpe”, contro le “stragi di Stato”, quando Berlusconi erano i vari notabili democristiani al governo; contro i “ladri” o i “mariuoli” socialisti quando Berlusconi era il cinghialone Craxi.”
Por’ammazzati.
I suoi esempi calzano a pennello, il mediocre in questione (ora senza due denti sia pur finti) è, come i suoi esempi, garante e artefice della mancata crescita di questo paese, visto che negli ultimi 15 anni, alla pari dei “ladronisocialisticraxiani” e democristiani, la sua politica economica è sfociata in un aumento delle tasse, del debito pubblico, del deficit/pil, della disoccupazione e da gennaio 2010 dalla diminuzione delle pensioni del 4%. Il centrodestra così come è è già fallito e l’unico che sembra capirlo e tenta di svincolarsi ad ogni costo è Fini.
Inoltre non ricordo governi di sinistra che abbiano rovinato l’Italia semplicemente perché governi di sinistra non ce ne sono mai stati (se vuole considerare di sinistra i governi d’alema e prodi ci fa una brutta figura e mi metto a ridere).
Tutto ciò mentre lei nel contempo scrive, baroccamente durante una fase di onanismo autocompiaciuto (la cito così si compiace ancor di più), di nuove vedute politiche di una opposizione che ancora striscia per terra.
In mezzo, tra le menate del nano mediocre ed i suoi commenti sterili c’è un paese che soffrirà molto di più l’anno prossimo e dove molti di più odieranno il suo duce.
Prevedo una impennata delle vendite di statuette nel 2010.
“giovanotti di bell’ingegno che si sono umiliati per troppo tempo a giocare ai piccoli martiri in pantofole di un regime autoritario inesistente”
bella frase, si riferisce per caso alla bella gioventù presente a piazzale Loreto che appese il maiale o a quelli che ieri dopo l’attentato terroristico più importante della storia d’Italia applaudivano e festeggiavano in piazza del duomo?
Non siamo in un regime? Con 5 televisioni Raiset su 6 filo-governative e una moderatamente legata al PD? Con i respingimenti degli esuli politici e degli immigrati nei centri di detenzione (leggi lager) libici… o gli stupri e i maltrattamenti nei CIE, in territorio nazionale? Con la distruzione con le ruspe dei campi degli zingari (si parla di cittadini italiani)? Con i finanziamenti a “Casa Pound” e l’incoraggiamento all’odio razziale e xenofobo? Con la quotidiana delegittimazione della magistratura? Con le leggi ad personam? Con il ricatto e lo sputtanamento eletto a forma di lotta politica? Con la mafiocrazia dilagante? Con la distorsione della realtà operata da una propaganda nauseante e martellante?
Per chi non c’è un regime? Per i “sinistri” pantofolai (quelli sì) cui sta bene tutto questo… o che magari non sentono sulla loro pelle il disagio.
Consiglierei di scendere per i marciapiedi e osservare quel che accade prima di inneggiare a Bersani, salvatore dell’Italia… Auguro al PD (contenitore vuoto e molle di inciuci e vani propositi, la cui posizione in realtà è un po’ più a destra della vecchia sinistra della DC) di scomparire. Non ha nulla, ma proprio nulla, “di sinistra”… E parlare di socialismo e comunismo è una mistificazione palese. Qui vi è tuttalpiù un vago liberalismo…
Vedo che della banale pretesa che la giustizia sia uguale per tutti e che dunque B. vada a farsi processare per dimostrare di essere innocente, ormai non c’è più traccia; è roba da “giustizialisti”.
Apparte che secondo me:”Valerio e markogts” è la stessa persona che si da ragione da solo. Il vero regime sarebbe se le TV nazionali fossero solo RAI.
Non vediamo nessun lager in Italia, non risulta, visto che come arrivano nel giro di qualche giorno li rispediamo a casa loro. Le ruspe nei campi zingari: sono i veri lager per bambini maltrattati e donne obligati all’accattonagio; voi sinistri volevate metterli nelle case popolari al posto dei nostri cittadini che aspettano da anni per avere una casa. La magistratura non fu mai delegittimata da nessuno, ci sono dei giudici che non funzionano e fanno quello che la corrente di sinistra gli impone per poi premiare con l’ingresso facilitato nella politica, quindi dediti a bombardare il nemico politico.
Se qualcosa di nauseante in questo paese esiste, quello e senzaltro l’azione distruttiva del nemico politico che secondo voi e Berlusconi. Se in Italia ci fosse un regime, tu non riusciresti certo a scrivere quello che hai appena scritto.Voi sinistri siete il male di voi stessi, prima eleggete qualcuno e assicurate democraticamente che l’eletto lo appoggerete senza remore e poi lo criticate come un cane (vedi le promesse di Franceschini e di Marino)prima di eleggere Bersani. Per finire: grazie alle persone come te, l’erosione della sinistra e continua, distruttiva. Evidente che non avete nel sangue la lealtà e il coraggio di mantenere la parole date. Ultime parole di Prodi: Vi posso garantire che non ci saranno tasse. Non verranno tassate ne i BOT e niente che si possa definire un fare cassa per il governo, dovete credermi questa è la mia perola. Azzo!! che parola. Per cortesia, almeno non baccagliate puttanate, le persone oramai vi conoscono non hanno più fiducia di quello che dite.
Ma quando dai del voi a chi lo dici? Innanzitutto io sono solo Valerio e non markogts… Secondo: Prodi, Bersani e tutto il PD hanno davvero poco a che vedere con il mio pensiero politico e con la “sinistra”… E a mio avviso il bipolarismo PD/PDL è una follia americaneggiante che riguarda un paio di gruppi d’affari (che in Italia si fanno la guerra per finta… a danno di qualunque riflessione politica sensata e di qualsiasi contenuto… e delle nostre sempre più misere vite).
secondo me sei berlusca (senza due denti finti) che si finge pesce di fiume.
Comunque, caro il mio malconcio qualunquista, per parlare di cose serie da quando è sceso dal cielo in terra il tuo padrone in 15 anni TUTTI gli indici economici italiani sono peggiorati (debito 120%, deficit -5%, disoccupazione 8,5% quest’anno senza contare gli sfiduciati che manco lo cercano più un lavoro, pensioni -4% dal 2010, etc etc etc).
Questo rende conto che il berlusconismo è FALLITO è alla frutta perché è senza idee sul futuro della nazione e si sbatte come il capitone a natale perché gli stanno per tagliare la testa e si sa senza il capo il pdl è meno di zero.
Poteva imbonire all’inizio con promesse monumentali ma oggi a credere ancora al venditore di fumo siete rimasti tu, topo gigio con le mani lavate e un branco di coglioni destroidi-populisti.
Adesso da bravo prepara la branda che dal 2010 il terzo mondo sarà qui.
Io sono Luccio: un pensionato di 68 anni “APOLITICO” I miei studi? licenza media. Non sono molto istruito ma: datemene atto, non ci vuole molto studio per capire quello che succede in questa povera Italia. Ricordo una volta che La Rosy Bindi, sotto le elezioni, non ricordo dove, innagurava un ospedale che di stabile esisteva solo la facciata, all’interno non era neanche finito; il tutto per propaganda elettorale. Ricordo che il Belice fece guadagnare a qualche politico e correnti politici, parecchi miliardi nel tempo, ma i terremotati restarono nelle baracche per 35 anni. I governi fecero cattedrali nel deserto che ci costarono migliaia di miliardi di lire, con costi aggiuntivi astronomici in fase d’opera, e sono ancora li da finire, siti che non servono a niente “striscia la notizia li ha fatti vedere a centinaia. Tutti quei capitali ora sono nel debito pubblico. Noi italiani vogliamo un cambiamento certo! Non solo parole! Per sessantanni la politica ci ha dato solo parole e invalidi civili falsi per voto di scambio.Recentemente nella campania si sono elargiti qualche miliardo di euri per la spazzatura: I miliardi sono spariti ma, la spazzatura è rimasta, ha dovuto intervenire il governo per smaltirla, il vs. governatore Bassolino e il sindaco Iervolino non hanno saputo rispondere delle loro malefatte, gente di sinistra non si toccano! Berlusconi si è lui il male del paese. Un esempio lampante “De Magistris” Tutti sappiamo che le sue indagini finivano nelle alte sfere della politica, si fece anche il nome di Prodi. Questo giudice si è dimesso entrando di merito nella politica, guarda caso agisce non contro chi dovrebbe agire, ma contro Berlusconi anche lui. Ma cari signori: voi davvero credete che gli italiani sono rimasti con la mentalità del dopo guerra? Se davvero pensate questo: i veri dementi siete voi.
“Io sono Luccio: un pensionato di 68 anni “APOLITICO” I miei studi? licenza media”.
Vabbè sei quello che manda gli sms a La Russa. Stammi bene.
In effetti, come illustrato da Giornalettismo Berlusconi è quello del “fare”. Dementi? Forse, ma almeno sappiamo leggere. Eh sì che una volta con la terza media ‘ste cose te le insegnavano… tutta colpa del ’68. Eh sì.
Quanto a Bersani, logica vuole che si segua l’elettorato. Se col “volemose bbene” perdi i voti, fa il contrario. Tant’è che Silvio nazionale all’opposizione fa tuoni e fulmini. Invece il PD deve essere “costruttivo”. Ah beh. Magari perché l’autore del post è di centrodestra? E quando mai si ascolta l’avversario? Così, tanto per dire.
Si ascolta l’avversario quando costui con tutta evidenza, come nel caso dell’eccellente Zamax, ha a cuore – taratataaaa! – le sorti del paese. Eh! Son cose che in Italia capitano solo a destra!
Per una cosa ti si deve dare atto: hai un gran senso dell’umorismo. Aspetterei, tuttavia, qualche argomentazione in favore di siffatti nonsense…
Complimentoni per la forma e per la costruzione sintattico lessicale dell’articolo, seppur tendente all’arcaismo, talora iperbolico (“Sodoma antiberlusconiana” vince il premio nuove figure retoriche 2009/2010).
Ho provveduto ad inviarne una copia al sito del PD, conscio di non essere stato l’unico, sollecitandone l’attenzione all’On. Bersani.
Credo che gli potrà essere molto utile per rendersi conto del reale, catastrofico, volume dell’errore che sta commettendo con la sua (in)pavida posizione nei confronti dei movimenti popolari di nuova opposizione etc etc. Ammesso e non concesso che di opposizione il PD inizi un giorno a parlare.
Illuminante, davvero… illuminante.
Rileggendomi, in effetti mi accorgo che a volte esagero con le spire ottocentesche e coi barocchismi di questa mia prosa: l’edificio ogni tanto sembra traballare. E il tutto rischia di annoiare se diventa sistematico.
Davvero ha inviato una copia all’articolo al sito del PD? E se Bersani sotto sotto ne restasse folgorato? Lei potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale nei destini della patria!
“Movimenti popolari di nuova opposizione?” Ma scherza? Non c’è niente di popolare: è solo una setta vociante, ben pubblicizzata e fighetta, che sta diventando una setta anche all’interno della sinistra.
Specifico “Movimenti popolari di nuova opposizione etc etc”. Dove lascio libero al decostruttore l’utilizzo della definizione orpello finale, riduttiva o meno che sia, del fenomeno N B. Day. Perché la critica è sì esercizio di stile ed intelletto dal non trascurabile “piacere colpevole” (italianizzo).
Viene naturale anche ad uno scettico del mio livello guardare con favore un fenomeno che nasce dal basso più basso (di minoranza trattasi, popolare plausibilmente, informatizzata sorprendentemente) quando il partito che più del diversamente concorde non è (cito Travaglio, mea culpa), i suoi organi e quant’altro gli ruoti attorno, vi guarda con tanta diffidenza, distacco, critica saltuariamente infantile. E se si considerano le dichiarazioni degli ex piazzari dell’Onda i vari blog piddini tipo quello tristemente ironico di Matteo Bordone (http://www.freddynietzsche.com/2009/12/06/contare-contarsi/) nel loro radicalchicchismo stile Steve jobs, lo si capisce che i fighetti, diciamocelo, sono altrove.
Certo poi di elettori parliamo, e sempre alla “pancia” dell’elettorato stesso possiamo legare il fenomeno.
Ma se ad ascoltare troppo la pancia si rischia di fare indigestione a non ascoltarla affatto si muore di fame, pare.
Spero se ne accorga Bersani.
Vorrà dire che son stato troppo cattivo. Mi pare però che la chiusa dell’articolo è stata quasi affettuosa nei confronti di questi giovani virgulti democratici:
“E infine, naturalmente, Bersani dovrà anche riuscire, col tempo, a restituire una certa considerazione di sé ai giovanotti di bell’ingegno che si sono umiliati per troppo tempo a giocare ai piccoli martiri in pantofole di un regime autoritario inesistente.”
Insomma sono stati conformisti per ingenuità, più che per dolo. Forse c’era davvero qualche freschezza nelle forme di questa manifestazione, e perciò invisa ai professionisti della piazza. Ma il fatto di trovarsi accanto alle Bindi, alle Melandri, ai Franceschini, ai Di Pietro ecc. ecc. non doveva far venire qualche dubbio alla miglior gioventù sulla giustezza del suo bersaglio?
Concordo naturalmente con la legittimità del “dubbio” seminata da certe frequentazioni.
Ma, ed è un grosso “ma”, il bersaglio è (converremo?) talmente ignobile da poter far soprassedere sui distinguo e sui personalismi di certe presenze. E c’è poco da discutere sulle contraddizioni di Di Pietro o sull’inconsistenza della sinistra rappresentata da persone come Melandri o Bindi, quando ci si trova di fronte a figure simili (http://www.youtube.com/watch?v=UCN9ojA3HMA) urlare in piazza è la reazione più naturale. Lo sarebbe in qualunque società che aspirasse ancora a barlumi di civiltà.
Lo sarebbe stato anche in una destra politica ideale che non fosse, almeno in apparenza, ridotta a pletora di “yes men”.
Ma dall’ideale siamo lontani anni luce. Non trova?
con bersani, non ja fammo, come avrebbe detto Funari. Leviamoci da torno le fatine melandresche che preferiscono andare in ferie piuttosto che andare in parlamento e mettere,una volta tanto,il governo in minoranza. Ci meritiamo tutto quanto di peggio ci possa capitare.Ho timore anche a dirlo, ma penso che per combattere e sconfiggere un delinquente ci sia bisogno di un suo pari.
@ Zero
Mi consenta, non credo di dire una cosa eccessiva, ma l’uomo con le palle dice la semplice verità. E’ sintomatico che a sinistra si faccia ancora tanto d’occhi per queste banalità. Riflesso pavloviano?
E la Costituzione si può cambiare, eccome se si può. Il fondatore del “Rassemblement du Peuple Français” Charles De Gaulle lo fece. Lo farà pure il nostro. De Gol. Non è molto intelligente, mi consenta, farsi influenzare dagli esteti senza attributi – ça va sans dire – della democrazia comme-il-faut; che è solo l’altra faccia, quella perbene, quella del Dr. Jeckyll, del giacobinismo.
Sintomatico è dir poco, tant’è che lo si riscontra persino a destra (nessuno nomini il presidente della camera). Come è sintomatico lo stupore infantile, nel battere i piedi a terra, di un settantenne di fronte ad una “congiura comunista” dalla natura nulla più che egomaniacale, talmente sclerotizzata da essere diventata concreta(dicesi sindrome auto immune).
Transfert freudiano? Per dirla in parole povere: foss’io un giudice, a sentirmi dare del subumano a giorni alterni, un minimo di accanimento in più ce lo metterei. Hai detto mai che a fare tutti “i regazzini” qualcuno torni a casa con il gelato e qualcun altro no. Umano troppo umano.
Per il resto che la costituzione si possa cambiare nulla di più indubbio. Cambiamola pure, la democrazia non è amica dell’immobilismo. Ma aspettiamo che il cavaliere faccia il suo tempo per intervenire, un processo democratico costruito sul capriccio dell’uomo forte (viagra o meno) è contraddizione in termini ed il “muoia sansone con tutti i filistei” lasciamolo alle memorie veterotestamentarie. Evitiamo le cicatrici sul lascito dei padri costituenti, “poracci”, che di colpe pure ne avranno avute, ma altre.
Guarda un po’ qua cosa si scrive oggi sul Giornale a proposito di gollismo (e immagina lo sguardo puerilmente trionfante del sottoscritto):
http://www.ilgiornale.it/cultura/il_presidenzialismo_non_e_limite__democrazia/13-12-2009/articolo-id=406498-page=0-comments=1
Ah sono proprio lo psichiatra del berlusconismo!
E questo no lo dice Zamax:
http://www.tempi.it/opinioni/008726-dopo-de-gaulle-mitterrand-memo-i-rubamazzi-del-pdl
Pingback: Se Bersani rompe i ponti con Repubblica e Di Pietro « Zamax
Non a caso Zamax parla di giacobini.
Questa non è una battaglia tra destra e sinistra come la si sarebbe potuta intendere il secolo scorso.
Questa è la battaglia minimalista che la “sinistra” italiana è costretta a sostenere per preservare le conquiste della rivoluzione borghese dall’assalto restauratore del sistema feudale che il berlusconismo pone in essere.
La vittoria del berlusconismo non sarebbe altro che il ritorno ad una forma di produzione sociale tipica del medioevo, quando la res publica veniva amministrata in termini di rapporti di forza ereditari/clientelari secondo criteri di filiazione ed asservimento.
Allons enfants de la patrie…
Dimenticavo una precisazione.
Mafia e medioevo sono la stessa cosa.
La mafia non è altro che una sacca di resistenza dell’organizzazione sociale medievale all’innovazione borghese. La mafia rappresenta il ritardo evolutivo del meridione d’Italia nei confronti della rivoluzione francese.
Il problema che si pone ora è il seguente: questo Paese vuole tornare in mano ai Borboni o vuole restare in Europa?
Evidentemente Zamax aspira a ricoprire il ruolo di vassallo nel sacro berlusconiano impero…per quanto mi riguarda…sul mio passaporto c’è ancora scritto unione europea…e tanto mi basta.
“Un esempio lampante “De Magistris” Tutti sappiamo che le sue indagini finivano nelle alte sfere della politica, si fece anche il nome di Prodi. Questo giudice si è dimesso entrando di merito nella politica, guarda caso agisce non contro chi dovrebbe agire, ma contro Berlusconi anche lui.”
Prima di tutto De Magistris non era un giudice ma un pubblico ministero. Nella sua indagine comparvero nomi sia del centro destra (Saladino, Pittelli) sia dell’allora centro sinistra (Mastella, Prodi).
Piccola chiosa: Mastella ora fa parte del centro destra.
Un pubblico ministero agisce obbligatoriamente quando si trovi di fronte ad una notizia di reato. Per legge. Un pubblico ministero non ha a priori obiettivi politici contro i quali “dover agire”.
Per cortesia, smettiamo di sparare stronzate. Conoscere è un presupposto fondamentale per poter discutere.
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