La gerontocrazia targata Coni

di - 30/07/2012 - Gianni Petrucci dopo 13 anni lascerà la poltrona di numero uno del Comitato Olimpico Italiano. Pagnozzi e Malagò affilano le armi in un panorama composto da immobilismo e da Presidenti di Federazione in carica ormai da decenni, senza dimenticare poi i legami politici.

La gerontocrazia targata Coni
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L’AFFAIRE MORZENTI - Ma come ha fatto ad andarsene Morzenti? O meglio, com’è stato possibile farlo alzare dalla poltrona? Semplice. Nel 2006 Morzenti ha fatto fuori Gaetano Coppi, suocero del fu Ministro degli Esteri Franco Frattini. Faida nel Pdl, firme in parlamento raccolte dal deputato Deborah Bergamini per un’interrogazione parlamentare su Morzenti mentre dall’altra parte Osvaldo Napoli si mosse con Gianni Letta per difendere “un uomo a noi vicino”. Il Coni Lombardia guidato dall’architetto Pino Zoppini nel 2010 conobbe una strana rivoluzione. L’architetto, rimasto al potere per vent’anni, un anno dopo la sua quinta elezione venne costretto alle dimissioni a causa delle spaccature interne ed al suo posto vinse Pier Luigi Marzorati, ex campione europeo e italiano di basket, di professione ingegnere nel campo civile.

I MALI DELLO SPORT - Insomma, il problema dello sport italiano è facilmente comprensibile. Torniamo a parlare della gerontocrazia al potere. Tutti noi appassionati e già sportivi -chi vi scrive è stato un tesserato Fidal- vorremmo che la nuova gestione si occupasse dei problemi veri dello sport italiano, della mancanza di strutture, del poco aiuto dato agli atleti, della carenza di spazi televisivi e dell’assenza di percorsi educativi nelle scuole e nei licei. Ci sono discipline come il ciclismo su pista o il tennis maschile che hanno perso ormai da molti anni la loro posizione dominante nel mondo e questo è avvenuto per mancanza di programmazione.

VOLETE BENE ALLO SPORT ITALIANO? - In tutto questo vale però una domanda: se si sta facendo di tutto per convincerci che non possiamo fare lo stesso lavoro per vent’anni in quanto mancano gli stimoli come fa un presidente di Federazione ormai diventato tutt’uno con la sua poltrona a fare ancora il bene dello sport? Ai quattro candidati per l’elezione del 2013 bisognerebbe chiedere: “avete a cuore il bene dello sport italiano”? La paura invece è che prima vengano regolate le faide interne tipo la sfida Barelli-Malagò illustrata da Il Mondo, poi una volta vinto il trionfatore sistemi la sua rete di contatti per rimanere a galla. Ma del resto Malagò ha dichiarato nella famosa intervista al Messaggero che il Sistema Italia va sostenuto “perché non dimentichiamo che c’è chi ce lo invidia e chi vorrebbe copiarlo”. E allora vorrà dire che, come sempre, dovremo aspettare che tutto cambi affinché nulla cambi. A proposito, Petrucci si candiderà alla guida della Federbasket, già guidata dal 1992 al 1999.

 

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2 Commenti

  1. già scrive:

    è uno schifo ovviamente, immobilismo più totale. anche se, sono certo, i legami politici, più o meno celati, sono una caratterstica di qualunque organizzazione del mondo

  2. luigi russo scrive:

    Macchè Petrucci al basket!! Piuttosto al Parlamento, nelle file dell’UDC. Infatti, dopo Londra, le elezioni ai vertici CONI saranno anticipate rispetto al consueto proprio perchè Petrucci si dimetterà prima della scadenza normale, in vista appunto delle elezioni politiche.

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