Il 27 novembre si sono effettuati i sorteggi della Champions League sudamericana. Analizziamo le sue caratteristiche a confronto colla “sorella” europea.
Alla Libertadores partecipano 38 squadre, quasi la metà esatta della Champions (77), in rappresentanza di 11 federazioni (le 10 sudamericane e il Messico). La ripartizione è stabilita a tavolino (niente ranking come in Champions): Argentina e Brasile hanno 5 squadre, le altre 9 federazioni 3; a queste si aggiunge il detentore. In realtà nel 2010 vi saranno 40 squadre, ma per esigenze espositive se ne parlerà alla fine. Mentre in Europa l’UEFA sceglie “quanti” e “quali” club possono iscriversi, in Libertadores viene data ampia libertà alle singole federazioni di scegliere il titolo sportivo utile all’iscrizione: a grandi linee quasi tutte fanno partecipare i campioni di apertura e di clausura oltre a chi ha fatto più punti complessivamente. Sono quasi del tutto scomparse le Liguillas Pre-Libertadores, sorta di mini tornei di qualificazione alla Coppa fra le migliori del campionato. Solo il Brasile (che ha un campionato non diviso in due) ha una scelta “europea”: le prime 4 del campionato e il vincitore della Coppa nazionale. Altra differenza coll’Europa è il detentore: il suo posto si affianca sempre a quello degli altri
club della stessa federazione, senza mai sovrapporsi come accade in Champions. L’Argentina, a cui appartiene il detentore Estudiantes, iscrive sempre 6 squadre, anche se l’Estudiantes vincesse il clausura 2009, per intenderci.
PRELIMINARI - In Libertadores sono ridotti a 6 confronti diretti che coinvolgono 12 squadre: le peggiori di ogni federazione e le due peggiori argentine (federazione del detentore). Anche in questo caso ampia libertà alle singole federazioni di classificare i propri club a tali fini (solitamente quelli non campioni d’apertura e/o di clausura). Curioso il sistema di teste di serie: sono i club che appartengono alle federazioni che nel 2009 hanno qualificato il maggior numero di squadre agli ottavi (in caso di parità, nei quarti e così via), ossia quelli di Brasile, Argentina, Uruguay, Messico e Venezuela. L’esito del confronto diretto, e così varrà per gli ottavi, i quarti e le semifinali, è quasi uguale a quello europeo, solo che non sono previsti i supplementari nel ritorno. Al 90’ in caso di due vittorie o di due pareggi identici, si va direttamente ai rigori. Sono previsti anche qui 8 gironi da 4 squadre. Ai fini del sorteggio le fasce sono predisposte con criteri geografici per le 26 squadre ammesse di diritto. Le teste di serie sono i club di Argentina e Brasile; in seconda fascia i club di Bolivia, Cile, Paraguay ed Uruguay; in terza fascia i club di Colombia, Ecuador, Perú e Venezuela. In quarta fascia sono inseriti i due club messicani e i 6 provenienti dal preliminare. Non sono previste limitazioni per impedire i derby colle squadre provenienti dal preliminare (solo il Messico di fatto ne è esentato). Il detentore non ha alcun privilegio di sorta: l’LDU Quito nel 2009 fu inserito in terza fascia perché club ecuadoriano, nonostante avesse vinto la Coppa nel 2008. Assai più semplice la compilazione della classifica rispetto alla Champions: nell’ordine fanno testo punti, differenza reti, reti segnate, reti segnate in trasferta e sorteggio. Passano le prime due.
OTTAVI, QUARTI E SEMIFINALI – Terminati i gironi si predispone un tabellone dagli ottavi alla finale. Le 16 qualificate sono classificate a seconda
del piazzamento (prime e poi seconde) e poi per i punti, differenza reti, ecc. La squadra n. 1 è quindi la migliore delle prime, la n. 16 la peggiore delle seconde. Gli accoppiamenti sono quindi fatti a tavolino: negli ottavi si scontrano la n. 1 contro la n. 16, la n. 2 contro la n. 15 e così via; nei quarti chi ha vinto il primo ottavo contro chi ha vinto l’ultimo ecc.; in semifinale chi ha vinto il primo quarto contro chi ha vinto l’ultimo ecc. La squadra col numero più alto gioca sempre l’andata in casa. Il tabellone è seguito però fedelmente solo per gli ottavi, dove sono possibili derby e scontri fra squadre dello stesso girone. Nei quarti e nelle semifinali sono previsti degli aggiustamenti per impedire che in finale vadano due club della stessa federazione (anche se teoricamente è eventualità che sempre permane).
FINALE – Si gioca con andata e ritorno: se si qualifica un club messicano, giocherà sempre l’andata in casa. Contrariamente alle altre fasi ad eliminazione diretta, qui non vale il raddoppio dei gol in trasferta ma sono previsti i supplementari nel ritorno. Nel 2009 i club messicani del San Luis e del Chivas Gaudalajara furono costretti ad abbandonare gli ottavi causa l’influenza A. Si è deciso di ammetterli all’edizione 2010 facendoli partire… da dove avevano lasciato, ovvero dagli ottavi e colle stesse posizioni (n. 13 e 14). Il Messico quindi partecipa con 5 squadre e dai gironi si qualificheranno le prime e le migliori sei seconde.



