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Culturadi Mariangela Vaglio (Galatea)
pubblicato il 8 dicembre 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Per la serie tira di più il corpo di un morto che etc etc, ecco Bones, l’ennesimo giallo made in Usa che vi terrà incollati al divano (a dormire)

Vabbe’ ormai li abbiamo visti tutti. Criminologi della scientifica, come nelle varie tranche di CSI. Pseudo sensitivi dall’intuito folgorante, come in The Mentalist. bones 2Ha3 Ancora gialli? Ma basta!Medici legali incasinati, come in Crossing Jordan. Fra i vari tipi di scienziati-investigatori che si affannano attorno ai morti ammazzati in tv, mancava giusto l’antropologa forense di stanza al museo, ma pronta ad intervenire sul campo al primo cadavere decomposto. E quindi, ecco arrivare Bones. Bones, “ossa”, è il pittoresco soprannome di Temperance Brennan, (interpretata da Emily Deschanel)eminente scienziata dell’immaginario Jeffersonian Institution. L’FBI l’ha presa come consulente e le affida le ricerche su corpi ritrovati in stato così avanzato di decomposizione che ne sono rimaste, più o meno, solo le ossa. Dai suoi scheletrini Bones trae fuori con somma perizia indizi in grado di identificare il colpevole: frulla pezzi di vertebra, incrocia dna, misura anche sciancate, teschi sfondati, ulne frantumate. E, immancabile, se ne viene fuori con il nome del colpevole, mentre il bietolone di turno, cioè l’agente dell FBI Seeley Booth (interpretato da David Boreanaz) la segue con fare a mezzo fra il bradipo che non capirà mai la differenza fra un radio e una radio e l’uomo che non deve chiedere mai, anche perché faticherebbe a capire la risposta. Attorno ed a fianco della coppia – che si piace, ovviamente, ma non riesce ad avere un rapporto perché lui sfarfalla attorno a qualunque altra donna in carne e lei riesce ad appassionarsi solamente agli scheletri – la solita pittoresca manica di schizzati. Nei telefilm americani non c’è mai una squadra investigativa formata da persone normali: se fanno gli investigatori sono per lo meno un branco di nerd con problemi caratteriali, capaci di passare la notte a lodare le abitudini sessuali degli scarafaggi. Si sa, nell’immaginario collettivo il genio deve essere sregolato, o genio non è.

PROTAGONISTI – Poi ci sono i cadaveri. Ecco, il morto è un personaggio ingiustamente trascurato dai critici dei telefilm di ultima generazione. Si dà per scontata la sua presenza. Invece andrebbe lodato questo eroe silenzioso, che non solo si immola per creare una trama, ma da qualche anno a questa parte è costretto dagli sceneggiatori a farlo nelle maniere più strampalate: sepolto vivo e poi trinciato da una ruspa, oppure bollito; mummificato come una vera e propria mummia egizia davero-davero. Insomma, mai uno che bones2 Ancora gialli? Ma basta!muore per un banale colpo di pistola, o una botta in testa, come accadeva nei vecchi film di Maigret, oppure nei romanzi così casalinghi di Montalbano. Negli Stati Uniti se si vuole aver diritto ad una indagine tenuta da una squadra seria, devi per lo meno essere stato ficcato a pezzetti dentro un microonde e poi servito flambè. Altrimenti lasciano il tuo fascicolo marcire nel disinteresse. Pure in Bones i cadaveri, che poi sono scheletri, muoiono nelle maniere più improponibili, o l’antropologa forense non potrebbe dimostrare il suo acume. Peccato che la mobilità facciale della protagonista sia pari a quella di un copertone d’auto. Per rendere l’idea che una scienziata è una roba seria, e un’antropologa forense poi non ne parliamo, resta con il volto imbronciato per tutta la durata del telefilm, salvo immusonirsi un po’ di più quando capisce che il detective farfallone preferisce uscire con qualcuna meno funerea. Gli scambi di battute fra i due, e quelli in generale, vorrebbero essere una schermaglia di feroce e sarcastica ironia, ma sembrano piuttosto la versione tetra di un medico in famiglia: una infilata di banalità dette però con tono pieno di sussiego. Alla fine si capisce sempre, ovviamente, di che cosa è morto il cadavere. E anche lo spettatore: di noia.

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