Economia

Copenaghen, un vertice inutile?

7 dicembre 2009

Dopo tanta attesa, ci siamo: si apre oggi a Conferenza mondiale dell’Onu sul clima la. E’ un evento di dimensioni mondiali: ci saranno 15mila partecipanti, in rappresentanza di 192 Paesi. Tutti i principali leaders del mondo. A fare cosa?

E’ un appuntamento atteso per capire se quella svolta verde che molti giudicano indispensabile per salvare il pianeta dal disastro ci sarà o meno. L’accordo dovrà sostituirsi al Protocollo di Kyoto, il primo tentativo fatto in ambito Onu per contrastare i cambiamenti climatici, in scadenza nel 2012.

GLI OBIETTIVI – La Conferenza dovrà dibattere e provare a trovare una soluzione su diversi problemi cruciali: fissare il livello di emissioni di anidride carbonica da tagliare da qui al 2050; come ripartire i tagli tra i diversi paesi, soprattutto le differenze tra quelli ad economia avanzata e quelli in via di sviluppo; quante risorse stanziare, in miliardi di dollari, per finanziare la riconversione verde nei paesi in via di sviluppo; quale valore economico dare ai “diritti ad inquinare” ed ai beni ambientali più preziosi, a partire dalla conservazione delle grandi foreste. Infine, quali canali e strumenti utilizzare per distribuire questi finanziamenti. Questioni molto complesse, come si vede.

LE EMISSIONI DI CO2 - Il primo punto è il più importante. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc per evitare le peggiori conseguenze dei mutamenti climatici bisogna rimanere sotto un tetto di concentrazione di CO2 in atmosfera di 450 parti per milione. Jim Hansen, uno dei più accreditati climatologi, ha detto addirittura che – posto che il livello “ideale” sarebbe di tornare verso le 280 parti per milione dell’era preindustriale – sarebbe necessario per non avere conseguenze devastanti almeno un livello di 350 ppm. Oggi siamo già a quota 387. Il dato influenza in modo consistente il clima, a causa dell’effetto serra. Sempre secondo i dati contenuti nel IV Rapporto dell’Ipcc, la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di circa 0,7 °C durante i cento anni dal 1905 al 2005. Le proiezioni prevedono per fine secolo un ulteriore incremento compreso tra 1,1 e 6 gradi centigradi, a secondo della variabilità climatica e delle misure di mitigazione intraprese dalla comunità internazionale. Secondo i climatologi, occorre agire in fretta, prima che si raggiungano i tipping points, i punti critici, ovvero tutte quelle soglie (di temperatura, presenza di CO2 in atmosfera, scioglimento dei ghiacci, acidità degli oceani) che potrebbero innescare cambiamenti repentini e irrimediabili, senza più procedere in maniera lineare (per quanto molti elementi che determinano l’andamento climatico non sono mai del tutto lineari).

3 commenti a Copenaghen, un vertice inutile?

  1. gianni

    l-enturage dei capi di stati devono essere……presenti x che e nella tematica molto importante x non esserci. pero-non lo sono dintento …nello specifico attuativo.

  2. filipporiccio

    La vera posta in gioco è il nuovo ordine macroeconomico mondiale, molto più dei cambiamenti climatici che a mio modesto parere sono solo una scusa. Infatti la riduzione delle emissioni di CO2 sarà soltanto una piccolissima parte della conferenza, che verterà invece sulla creazione di mercati artificiali e controllati dagli stati (o da qualche organismo mondiale) e sull’indirizzo della produzione industriale delle economie “libere”.
    Se anche tutto questo riuscisse a ridurre di qualche punto percentuale le emissioni di CO2, cosa di cui dubito, il danno all’economia mondiale sarà talmente elevato da vanificare qualsiasi miglioramento del clima.
    Per fortuna siamo ancora a uno stadio in cui i governanti non otterrebbero vantaggi sufficienti dalla cessione della sovranità a un organo sovranazionale su questi temi.

  3. Pingback: Lo scarabocchio di Comicomix

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