300 punti di spread

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300 punti di spread
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La diatriba sulle legge elettorale sicuramente interessa gli italiani all’incirca come la crisi politica del Congo. Eppure, dovrebbe. Non perché lo strumento con il quale si traduce il consenso elettorale in rappresentanza parlamentare sia particolarmente interessante in sé.

Ma perché – ce lo insegna la storia recente – esso ha ripercussioni sulla nostra vita di tutti i giorni molto più di quanto si pensi. Ad esempio, quanto avrà inciso il “porcellum” deciso da Berlusconi e Bossi e tradotto in legge da Calderoli sulla paralisi decisionale che ha avvinto l’Italia dal 2006 in poi?

Quella legge – fatta apposta per “avvelenare i pozzi” dall’allora maggioranza parlamentare Lega-Pdl, sicura di perdere le successive elezioni 2006 – ha provocato l’ingovernabilità dell’ultimo governo di centrosinistra ma è stata poi, nemesi della storia, anche una palla al piede per il centrodestra che l’aveva apposta concepita.

Adesso ci riprovano. Sempre loro, Berlusconi con i suoi complici padani. Un alta legge elettorale “ad personam”, pensata apposta per “avvelenare i pozzi” alla futura maggioranza che verrà. Un atro capolavoro di quello statista della domenica di Silvio e dei suoi amici.

E’ ancora lui, il “fattore B.” a condizionare – pro domo sua – la nostra vita. Non è un caso che le cancellerie di tutto il mondo, da ultimo l’ambasciatore USA, guardano all’Italia con stupita preoccupazione al pensiero che quest’uomo possa davvero ricandidarsi e condizionare – se non addirittura vincere – la futura competizione elettorale.

Cavarcelo definitivamente dai coglioni ci farebbe guadagnare, c’é da scommetterci, 300 punti dci spread. Lo capiremo, prima o poi?

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3 Commenti

  1. Tu sei pirla scrive:

    Se ci caviamo dai coglioni anche gente come te lo spread cade sicuramente

  2. gianni tirelli scrive:

    SOLO LA TERRA TI RENDERA’ LIBERO! Ma tu non ne conosci il significato! Sei schiavo nell’anima e schiavo morirai!

    “Io non ho padroni, ne cartellini da timbrare – nessun vigile in agguato pronto ad estorcerti denaro, e colpirti al cuore del portafogli per liberare la sua frustrazione di schiavo e di nullità umana – niente acqua contaminata, ne aria infetta, ne stridenti rumori di ruote ferrate di tram mattutini, che annunciano rabbiosi un nuovo giorno di guerra..fra le rovine della città dei morti..”.

    Il lavoro non paga più – non è più conveniente- sotto ogni punto di vista, che sia la salute, il benessere, il futuro o la felicità. E sto parlando di qualsiasi lavoro che dipenda da terzi e per il quale sacrifichiamo la gran parte della nostra vita ogni santo giorno, e i cui costi materiali, morali e umani, hanno superato di gran lunga i guadagni e i presunti vantaggi. Un dato questo, che sancisce la disfatta e la fine del capitalismo e quindi di un’epoca con tutti i suoi effetti diretti e collaterali sull’umanità e sull’ambiente.
    Meglio restarsene in casa ad intagliare un pezzo di legno al caldo di un camino, mentre fuori la pioggia disseta il nostro orto e alimenta il pozzo – finalmente con i nostri figli per restituire loro il tempo dell’amore e dell’attenzione – l’imprinting che modellerà il loro carattere e deciderà le loro scelte future.

    Per ciò che la ragione ci può suggerire, io credo che mai, nella storia del mondo si sia prospettata l’eventualità di una società che ha incentrato le sue ragioni e la sua stessa sopravvivenza sul consumo sistematico di beni inutili e superflui e per altro, inefficaci e dannosi.
    Un paradosso a tal punto madornale che si scontra con la più elementare logica, capacità di comprensione e che, per il principio di causa/effetto, sancirà la fine di quest’epoca insensata e demenziale.
    Ma se il Sistema Bestia campa proprio in virtù dei nostri comportamenti irrazionali, come possiamo uscire da questo labirinto e risolvere un tale enigma? Alla fine, come ci muoviamo, ci muoviamo, il cetriolo è sempre in culo all’ortolano!
    Il Sistema andrebbe smantellato fino al suo ultimo bullone, saldatura e ribattino, ridisegnato e ricostruito partendo dalla storia pre/industriale.
    E se comunque, per un motivo o per un altro, dipendi dal Sistema, ogni briciola che avrai guadagnato, svendendo la tua vita e umiliando la tua dignità, Lui se la riprenderà – e così la tua salute e la tua libertà. Se poi non hai un lavoro, in pratica, non esisti!

    Ma tu devi tirare avanti, hai una famiglia da mantenere e vorresti tanto poter risparmiare. Ma come farlo se non hai una lira? Risparmiare poi infrange e viola le regole del Sistema Potere, che si alimenta e sopravvive proprio in ragione del tuo consumo e dello spreco! E se tu non consumi, sarai marchiato a vita al pari di un pericoloso sovversivo e ridotto in schiavitù.
    Al risparmio dei cittadini poi, corrisponde di contro, un automatico aumento dei prezzi e delle tariffe energetiche, rendendo vana ogni strategia economica e parsimonia, e vanificando ogni buon proposito. Del resto non possiamo spendere soldi che non abbiamo o indebitarci per cose non necessarie!

    Abbiamo per tanto appurato che oggi, risparmiare, non solo è impossibile ma controproducente per il Sistema società! Un vero e proprio maleficio/sortilegio che ci preclude ogni ragionevole via d’uscita. Una moderna schiavitù a piede libero che ci ha relegato nel limbo gelatinoso di una vita apparente.
    E’ questo il nocciolo della questione, che può essere risolto solo in una condizione di autonomia e di autosufficienza – la sola a poterci garantire il necessario e quotidiano sostentamento ed essere noi, in grado di affrontare i momenti difficili con animo sereno, senza dovere rinunciare a beni primari e alla nostra dignità di uomini.
    Ecco i motivi per cui, l’uomo di questo tempo, deve assolutamente tranciare di netto ogni dipendenza dal Sistema e smetterla di inseguire i canti seducenti delle sirene della modernità!
    Se oggi non ci rendiamo autonomi – una buona volta per tutte – dando fondo alle ultime risorse di volontà e di coraggio rimaste, e in un sussulto di dignità e di rabbia, rovesciare il tavolo dalla stupidità e dall’indolenza dei nostri gesti, avremmo perso per sempre l’ultima occasione per essere liberi. E solo la terra può compiere un tale miracolo.

    Io, per fare un esempio pratico, ho un piccolo pollaio e posso contare su 4/5 uova al giorno. Con gli avanzi del pranzo e della cena, alimento le mie galline in aggiunta di alcune particolari erbe che trovo in collina. Consumo verdure di stagione che coltivo nell’orto e altre selvatiche che raccolgo in campagna. Produco l’olio necessario per il fabbisogno famigliare, del buon vino, e un ottimo aceto. Ho frutta e ortaggi in abbondanza che trasformo in confetture e conserve, disponendo inoltre di tutto ciò che la natura mi dispensa stagionalmente con la generosità che la caratterizza!
    Non faccio uso di riscaldamento, condizionatore e diavolerie de genere! Mi sono ambientato e ne ha giovato la mia salute, risparmiandomi da tutti quegli acciacchi e disturbi psicologici che caratterizzano l’individuo omologato della società dei consumi, ridotto al pari di un invalido.
    Ma la cosa straordinaria e irrinunciabile, sta nel potere disporre del mio tempo! Un tempo tutto e solo mio che organizzo come meglio credo o come vuole il cielo. Tempo per i miei figli, per la mia donna, tempo per i miei cani e amici! Non ho padroni ne cartellini da timbrare – nessun vigile in agguato pronto ad estorcerti denaro e colpirti al cuore del portafogli per liberare la sua frustrazione di schiavo e di nullità umana – niente acqua contaminata, ne aria infetta, ne stridenti rumori di ruote ferrate di tram mattutini che annunciano rabbiosi un nuovo giorno di guerra.

    Così mi nutro di odori, di profumi, sapori e colori, di emozioni perdute e di magiche atmosfere del passato, che in forma di istantanee, stampo nel mio cuore e codifico nella mia mente arricchendo quella sacra memoria che trasmetterò ai miei figli e nipoti.
    Lontano dalla pazza folla e dalla frustrante frenesia omologante di caotiche metropoli – quei “non luoghi” dove il Sistema necrofilo testa con successo, tutte le sue allucinazioni, per poi diffonderle e renderle fruibili in ogni angolo del pianeta.

    Ecco i motivi per cui, l’uomo di questo tempo, deve assolutamente tranciare di netto ogni dipendenza dal Sistema Bestia e smetterla di inseguire i canti seducenti delle sirene della modernità.
    Se oggi non ci rendiamo autonomi – una buona volta per tutte – dando fondo alle ultime risorse di volontà e di coraggio rimaste, e in un sussulto di dignità e di rabbia, rovesciare il tavolo dalla stupidità e dall’indolenza dei nostri gesti, avremmo perso per sempre l’ultima occasione per essere liberi. E solo la terra può compiere un tale miracolo.

    Gianni Tirelli

  3. Stefano scrive:

    Ad essere precisi, la legge elettorale ideata da Calderoli era semplice ma efficace, garantendo un adeguato premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato a chi semplicemente avesse avuto più voti. Fu il presidente Ciampi a ricordare che “la più bella del mondo” vedeva il Senato come “Camera delle Regioni”, imponendo che il premio di maggioranza in tale sede fosse calcolato regione per regione e non sul totale nazionale. Ed ecco nascere il famigerato Porcellum, la legge elettorale porcata che genera instabilità. Ma noi abbiamo “la più bella del mondo, come ci ha recentemente ricordato il ragionier Benigni, ed allora teniamocela. In quanto al cosiddetto “spread”, termine inesistente come tale fino all’inizio del 2011 in quanto in Economia vuol dire 600mila cose diverse e quindi assolutamente nulla, con ciò inculcato nelle menti degli itaglioti come un mantra: se Deutsche Bank e Goldman Sachs, per condizionare la politica italiana, rovesciano sul mercato decine di miliardi di euro di Titoli di Stato italiani (fonte MilanoFinanza, certo non un covo di complottisti ickiani) che ci possiamo fare noi e che diamine c’entra la “fiducia dei mercati”? Facile previsione: replicheranno, replicheranno in campagna elettorale, facendo schizzare lo “spread” alle stelle per terrorizzare gli elettori e spingerli prima a votare la lista Monti, poi ad accettare in silenzio che Napolitano nomini ancora Monti premier, considerato com’è dalla leggenda metropolitana l’unico in grado di far scendere il famigerato “spread”. Anche chi avrà moralmente vinto le elezioni (Bersani) starà zitto, se non vuole che lo “spread” arrivi a 600. E qui il cerchio si chiude con “la più bella del mondo” che all’Art. 1 recita: “La sovranità appartiene al popolo”. Sì, a quello tedesco…

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